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Tumori: nuove armi per riconoscerli e combatterli

Redazione Informare 10/04/2020
Updated 2020/04/10 at 10:36 AM
9 Minuti per la lettura

Per vincere contro i tumori bisogna in primis capire come nascono e si sviluppano. Capire come sopravvivono in un ambiente ostile mimetizzandosi e sfruttando ogni mezzo e come si espandono e migrano per colonizzare altri territori.

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Il cancro è una malattia complessa e variabile. Esistono i comportamenti generali che tutte le cellule maligne condividono, ma ogni paziente è storia a sé. Per questo motivo molte cure risultano inefficaci o addirittura fallimentari. In alcuni pazienti funzionano, mentre invece in altri fanno cilecca. Da qui nasce l’esigenza di adottare misure di terapia personalizzata per ogni paziente tumorale. Per fare ciò occorre osservare e studiare in dettaglio il comportamento di ogni singolo tumore, in ogni singolo paziente in tutte le fasi della sua evoluzione. Un’impresa tutt’altro che semplice…

Come si comporta un tumore nell’organismo ospite

Nelle fasi iniziali, il cancro non ha vita facile e può svilupparsi soltanto in determinate condizioni. Il DNA della cellula umana deve essere danneggiato al punto da far saltare i meccanismi che regolano la proliferazione cellulare. I danni devono inoltre affermarsi e trasmettersi alle cellule figlie, è questo può avvenire soltanto se i sistemi di riparazione del DNA funzionano male. Inoltre, deve essere bloccata l’apoptosi: un meccanismo che porta a morte le cellule che si comportano in modo anomalo, come quelle cancerogene.

La presenza di tutti questi fattori innesca il processo ma non determina la malattia. Per poter supportare la sua espansione il tumore ha bisogno di nutrirsi. Le sue cellule secernono sostanze che promuovono l’angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni che fungono da veicolo di sostanze nutritive ed ossigeno. Una parte importante delle molecole che vanno ad alimentare la crescita e proliferazione di cellule tumorali proviene da alterazioni del metabolismo.

Le strategie di sopravvivenza del tumore

Ma neppure assicurarsi il nutrimento permette alla malattia di affermarsi. E così tumore adotta una serie di strategie per evolversi.

La prima consiste nel rilasciare sostanze che favoriscono l’infiammazione, condizione che aumenta la probabilità della sua sopravvivenza.

Un ulteriore trucco sta nel continuo modificarsi: il genoma continua a mutare, generando cellule con caratteristiche sempre diverse, pur facendo parte dello stesso tumore. Questa varietà nella massa tumorale aumenta la probabilità di sviluppare elementi capaci di colonizzare l’ambiente e di sopravvivere in condizioni avverse.

La capacità di “mimesi” delle cellule tumorali

Soprattutto, però le cellule cancerogene devono sfuggire al loro nemico numero uno: il sistema immunitario. Quest’ultimo ha la capacità di riconoscere ed identificare le cellule maligne come anomale e pericolose, innescando i meccanismi che potrebbero annientarle esattamente come succede con batteri e virus. Per eludere questo naturale sistema di sorveglianza, le cellule tumorali imparano a mimetizzarsi. In questo modo risultano “invisibili” al sistema immunitario.

La modalità di avanzamento tumorale

Soltanto una volta che si è stabilizzato nel tessuto d’origine, il tumore diventa “malattia”. Dalla sede primaria, il tumore prova ad allargare i suoi orizzonti, a colonizzare territori diversi, letteralmente impossessandosi del corpo in cui è nato. Per sganciarsi dalla sede primaria, le cellule perdono le giunzioni che le tengono unite le une alle altre e degradano le proteine che le circondano, così da farsi spazio. Poi cambiano forma, diventando allungate, e stringono alleanze fra loro. «Gruppi di cellule che migrano assieme hanno una capacità di generare metastasi che è del 90% più alta rispetto a una cellula singola. Lo stare unite, infatti, le rende meno visibili al sistema immunitario e aumenta la resistenza alle forze meccaniche che potrebbero danneggiarle, una volta arrivate nei vasi. Inoltre, il gruppo ha al suo interno una certa eterogeneità, che fa sì che le cellule possano specializzarsi e aiutarsi fra loro. Per esempio: alcune producono nutrienti, mentre altre sono più efficienti nel muoversi», spiega Giorgio Scita, che ha studiato questi comportamenti assieme ad altri colleghi.

Organoidi: un modo efficace per osservare e combattere i tumori

Alcune caratteristiche cruciali dei tessuti tumorali, compresa la loro architettura e sensibilità ai farmaci, possono essere riprodotte in organoidi. «Si tratta di strutture tridimensionali artificiali in cui facciamo crescere le cellule tumorali prese dal paziente. In pratica, ricreiamo in vitro un mini-tumore del malato e lo possiamo seguire nel tempo, vedendo come cambia e come si comporta. Il cancro si modifica in continuazione, l’organoide ci consente di seguirne l’evoluzione», spiega Giovanni Tonon della Fondazione Centro San Raffaele di Milano.

Indirizzare gli organoidi nella cura personalizzata anti-tumore

informare_online_organoidiL’obiettivo è prelevare le cellule tumorali al momento della diagnosi, creare l’organoide e testarci i farmaci prima ancora di darli al malato, per prescrivergli quello che sarà davvero più efficace nel suo caso. Poi si potranno curare entrambi, il paziente in corsia e l’organoide-tumore in laboratorio. Così è possibile seguire step by step le reazioni del tumore, intercettando lo sviluppo di eventuali resistenze. Perfino prima che siano evidenti nel malato, in modo da studiarne in vitro i meccanismi molecolari e poter scegliere passo per passo i farmaci migliori per combatterle.

Oggi per ogni organoide serve una classica piastra da laboratorio. Questa soluzione non è molto agevole per lo screening di 50 farmaci diversi. Il traguardo è quello di realizzare i micro-organoidi da poter crescere su una sorta di cheap in modo da renderli semplici da gestire in qualsiasi ospedale. Senza che siano necessari laboratori attrezzati.

Terapia Car-T: si rivela particolarmente efficace nei tumori complessi come il mieloma multiplo.

La terapia cellulare Car-T, acronimo che sta per ‘Chimeric Antigen Receptor’, recettori chimerici per l’antigene. Questa terapia utilizza come cura i linfociti T del paziente, una delle cellule più importanti del sistema immunitario. E’ considerato da molti il futuro della lotta alle neoplasie.

Come funziona la terapia personalizzata

Il trattamento utilizza le cellule del sistema immunitario del paziente (i linfociti T) prelevati dal paziente e opportunamente ‘addestrate’ per riconoscere e combattere i tumori. I linfociti vengono estratti da un prelievo di globuli bianchi e, attraverso un virus, viene inserito nel loro DNA un gene. Quest’ultimo fa in modo che sulla superficie del linfocita appaia una proteina che fa da ‘chiave’ per riconoscere le cellule tumorali, rendendo così il sistema immunitario più aggressivo proprio dove serve.

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Questa terapia non solo è efficace per la sua capacità selettiva ma anche per la facoltà di “riconoscere” le cellule tumorali mimetizzate.

 Prevenzione e buone abitudini: riducono le probabilità di sviluppare tumori

informare_online_abitudini_saneI dati consentono poi di avere moltissime indicazioni su che cosa fare per non ammalarsi. Infatti, spiega Paolo Contiero, responsabile della Struttura di epidemiologia ambientale all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: «Il 40% dei tumori potrebbe essere evitato se si adottassero stili di vita corretti e se si riducesse l’esposizione alle sostanze inquinanti che li determinano». Un esempio su tutti riguarda il cancro del polmone, terzo per numero di casi , ma di gran lunga il primo per numero di morti. Da qualche anno a questa parte l’incidenza sta aumentando nel sesso femminile, soprattutto in certe regioni (Umbria, Sicilia, Alto Adige e Lombardia), mentre è in calo fra gli uomini. «Stiamo assistendo alle conseguenze della diffusione del fumo di sigaretta fra le donne, che si è verificata negli ultimi 20-30 anni», chiarisce Contiero.

Dieta e tumore

E’ importante avere buone abitudini alimentati. La dieta mediterranea è considerata una dieta completa ed equilibrata per eccellenza. Rispettare gli orari, la modalità dell’assunzione del cibo, scegliere i prodotti di qualità e, possibilmente, a km zero rappresentano buone misure preventive. Inoltre, è scientificamente dimostrato che l’obesità è un grave fattore di rischio per i tumori.

di Marta Krevsun

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