Recentissimo il report n°427/2026 dell’ISPRA i cui autori sono Francesca Piva, Claudia Vendetti, Francesca Archi, Martina Bussettini e Barbara Lastoria. 103 pagine suddivise in 7 capitoli, il cui capitolo finale è dedicato ad un’ampia bibliografia. Lo strumento legislativo principale dell’Unione Europea per la protezione e gestione sostenibile delle risorse idriche è la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (di seguito DQA), integrata con altre normative comunitarie come la direttiva concernente il trattamento delle acque reflue urbane 2024/3019 – rifusione della 91/271/CEE, quella per la protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati da fonte agricola 91/676/CEE, la direttiva per la valutazione e la gestione del rischio alluvioni 2007/60/CE o la direttiva per il controllo degli scarichi di sostanze prioritarie 2013/39/UE.
Una strategia comune
L’UE ha stabilito una strategia comune di attuazione della politica comunitaria in materia di acque (Common Implementation Strategy – CIS) su una programmazione triennale (l’attuale triennio è quello 2025-2027) e il programma di lavoro è basato su un’organizzazione a tre livelli che prevede la presenza dei Direttori dell’Acqua (Water Directors – WD) degli Stati membri, il Gruppo di Coordinamento Strategico (Strategic Coordination Group – SCG) e i diversi gruppi di lavoro tecnici (Working Groups – WG).
In Italia la DQA è stata recepita attraverso la parte terza del d.Lgs. 152/2006 (“Testo Unico Ambientale – TUA”). Il rapporto è basato sulle informazioni del terzo piano di gestione di bacino idrografico e che riguardano, in particolare, la caratterizzazione dei corpi idrici, lo stato ecologico, chimico e quantitativo, le pressioni, gli impatti, gli obiettivi ambientali, le esenzioni e le misure.
Per completezza, si citano i dati forniti: “In Italia, su un totale di 7.763 corpi idrici superficiali, il 43,6% è in stato/potenziale ecologico buono o superiore e il 75,1% in stato chimico buono. I corpi idrici superficiali che risultano ancora in stato sconosciuto sono circa il 10% per lo stato/potenziale ecologico e il 9% per lo stato chimico. Per quanto riguarda lo stato ecologico, le classi inferiori al buono sono distribuite tra un 30% di corpi idrici superficiali in stato sufficiente, un 14% in stato scarso e un 3% in stato cattivo. In Italia le principali sostanze responsabili del fallimento del buono stato chimico delle acque superficiali sono il Mercurio e i suoi composti, il Benzo(a)pyrene, il Piombo, l’Acido Perfluorooctano Solfonico (PFOS) e suoi derivati e il Nichel. Emerge inoltre una presenza diffusa di sostanze PBTu (ovvero sostanze ubiquitarie, Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche), che tuttavia risulta paragonabile a quella nei paesi dell’area Mediterranea, mentre è nettamente inferiore a quella nei paesi dell’area Baltica. Si segnala, infine, la necessità di incrementare, soprattutto per le acque interne, il monitoraggio delle sostanze prioritarie accumulabili nella matrice biota, come previsto dalla normativa.
Per quanto riguarda le acque sotterranee, in Italia, su un totale di 1.007 corpi idrici sotterranei, il 79% è in stato quantitativo buono e il 70% in stato chimico buono. Rispetto al ciclo di pianificazione precedente, è diminuito notevolmente il numero di corpi idrici sotterranei in stato sconosciuto sia quantitativo che chimico. In particolare, le percentuali di corpi idrici sotterranei in stato quantitativo sconosciuto sono passate dal 25% del secondo ciclo di gestione a circa il 2% nel terzo, mentre per lo stato chimico si è passati dal 17,5% al 3%. L’area che presenta in percentuale il maggior numero di corpi idrici sotterranei in stato quantitativo scarso è indubbiamente il distretto dell’Appennino meridionale (nel quale ricade anche la regione Campania) con il 42% di corpi idrici sotterranei in stato scarso contro il 19% di valore nazionale; l’area che presenta in percentuale il maggior numero di corpi idrici sotterranei in stato chimico scarso è il distretto della Sicilia. In particolare, i nitrati sono gli inquinanti che fanno fallire il raggiungimento del buono stato chimico in un numero maggiore di corpi idrici sotterranei, seguiti dal triclorometano”.
Water balance
La causa principale dello stato quantitativo scarso delle acque sotterranee è dovuta al “water balance”, ovvero alla condizione per cui non vi è equilibrio in termini di bilancio tra risorsa idrica disponibile e prelievi per usi antropici. Ciò avviene quando i prelievi, in particolare quelli a lungo termine, producono una diminuzione dei livelli della falda acquifera tale da intaccare la risorsa non rinnovabile. La seconda causa è l’intrusione salina.
Riguardo allo stato chimico, la principale causa del non raggiungimento del buono stato nei corpi idrici sotterranei è la presenza di inquinanti, in particolare i nitrati; l’intrusione salina è risultata anche per lo stato chimico, la seconda causa del non raggiungimento dell’obiettivo di qualità. In conclusione, non vi è conformità tra i risultati raggiunti e gli obiettivi del DQA al 2027. È ormai acclarato che l’acqua, in tutte le sue fasi e funzioni, è un bene comune prioritario. È altrettanto evidente che costituisce una risorsa limitata, sia per quantità, ma soprattutto per qualità, con necessità improcrastinabili di tutela e miglioramento dello stato attuale, attuando misure preventive eccezionali, affinché la successiva gestione sia durabile e difendibile dalle forti pressioni ed evidenti impatti negativi causati da differenti settori, tra cui non è possibile trascurare anche quello agricolo e turistico, oltre ai ben noti settori industriali.
Il processo di pianificazione è da tempo definito e chiaro, ma dovrebbe essere maggiormente dinamico e flessibile, basato su aggiornamenti periodici sempre più affidabili e circostanziati, affinché si verifichino non solo gli obiettivi raggiunti, ma anche per verificare l’efficacia delle misure intraprese. L’Italia deve colmare il divario con il DQA con ogni azione utile e tempestiva, affinché sia garantita la resilienza idrica e la salvaguardia della risorsa.
Fonte Magazine Arpa Campania
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