Il primo dato inconfutabile è che nel 2025 le risorse idriche sono in calo rispetto all’anno precedente. Tutto ciò è emerso nell’ambito dell’incontro tenutosi lo scorso 24 marzo presso la sala conferenze ISPRA in Roma. Non a caso tale incontro avviene in concomitanza della Giornata mondiale dell’acqua. Le stime delle componenti del bilancio idrologico e della disponibilità naturale della risorsa idrica rinnovabile sono fornite dal modello BigBang (Bilancio idrologico Gis Based) a scala nazionale su griglia regolare, oltre che fornire le valutazioni sulla siccità 2025 e le statistiche idro-climatiche di lungo periodo. Il bilancio è valutato secondo la seguente equazione: P – E = R + G + ΔV, che rappresenta le variabili idrologiche “precipitazione totale” (P), “evapotraspirazione reale” (E), “ruscellamento superf iciale” (R), “ricarica degli acquiferi” (G) e “immagazzinamento di volumi idrici nel suolo e nella copertura nivale” (ΔV) valutate su un grigliato con risoluzione spaziale di 1 km come definito dall’EEA European Environmental Agency.
I dati
La sintesi dei dati è disponibile citando la fonte ufficiale: “Nel 2025 le precipitazioni totali in Italia sono state pari a 963,4 mm (circa 291 miliardi di m³) in calo di circa il 9% rispetto al 2024, un anno particolarmente piovoso. Il 2025 fa però segnare un lieve aumento del 2% rispetto alla precipitazione media annua del periodo 1991–2020, ultimo trentennio climatologico, che ammonta a circa 285 miliardi di m³. Nel 2025 la risorsa idrica rinnovabile, vale a dire la quantità di precipitazioni al netto della perdita per evapotraspirazione, stimata in circa 128 miliardi di m³, risulta in calo rispetto alle medie storiche. L’attuale aggiornamento del bilancio idrologico continua quindi a confermare la tendenza negativa osservata dal 1951 ad oggi, riferita in particolare alla disponibilità di risorsa idrica rinnovabile a livello nazionale”.
L’importanza di ridurre gli sprechi
Così ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, presidente ISPRA e SNPA: “Di fronte ai dati che abbiamo davanti, non si può né rimandare né rassegnarsi, occorre agire in maniera propositiva e lungimirante: il tema dell’acqua è una priorità nazionale che Ispra contribuirà a far conoscere attraverso il proprio sistema scientifico, per rafforzare sempre più la cultura della gestione della risorsa idrica ed essere a fianco delle istituzioni e dei territori. È fondamentale informare su come ridurre gli sprechi, promuovere una cultura dell’utilizzo sostenibile dell’acqua, del riutilizzo delle acque reflue. La missione di Ispra e del suo patrimonio umano di scienziati e tecnologi è quello della prevenzione attraverso i sistemi di monitoraggio per aiutare a proteggere ciò che abbiamo e a progettare, con determinazione. I dati parlano chiaro e rappresentano una base solida per orientare le scelte in questa direzione”.
Leggi anche: La mappa dei veleni: Napoli–Caserta al centro delle bonifiche



















