Si propone di seguito una sintesi della “Relazione sui risultati del Piano di Caratterizzazione” della Sogesid S.p.A. e della successiva “Relazione di validazione n. 53/TF/17” dell’ARPAC di Caserta inerenti all’ammasso incontrollato di rifiuti denominato So.Ge.Ri e ubicato nel Comune di Castel Volturno.
A breve pubblicheremo sul sito internet “www.informreonline.com” i file integrali della relazione Sogesid e della validazione ARPAC.

Quali inquinanti sono presenti e quale rischio per la salute?
Si cita pedissequamente la relazione dell’ARPAC.
“Per quanto riguarda la matrice suolo, si rappresenta che il sito è potenzialmente contaminato in quanto è stato riscontrato il superamento delle relative CSC per gli analiti arsenico e cobalto, per i quali, come già evidenziato in precedenza, la scrivente Agenzia non ha ancora elementi per poter valutare se possano essere attribuiti a valori di fondo naturale (non sono ancora stati approvati valori di fondo naturale per questi due elementi). In assenza di tali elementi, è possibile ipotizzare, ad oggi, una contaminazione antropica.
Per quanto riguarda le acque sotterranee, sono stati riscontrati superamenti delle relative CSC per gli analiti: arsenico, ferro, manganese.
Relativamente ai superamenti delle relative CSC di ferro e manganese, è possibile ipotizzare che:
potrebbero essere dovute ad un contributo collegato alle caratteristiche idrogeologiche della falda (condizioni riducenti ovvero scarsità e/o assenza di ossigeno e/o presenza di torbe, condizioni che favoriscono la solubilizzazione dei composti del ferro e del manganese nelle acque sotterranee);
la falda idrica sotterranea potrebbe essere stata interessata da contaminazioni dovute ad eventuali interramenti/sversamenti abusivi di rifiuti, che possano aver determinato la lisciviazione in falda di ferro e manganese (scarti prodotti dalle lavorazioni siderurgiche, metallurgiche, galvaniche, dalla lavorazione del vetro o ceramiche, industria chimica, etc…). Inoltre, si rappresenta che la contaminazione della falda idrica sotterranea da ferro e manganese è un dato che emerge anche dall’attività di monitoraggio che effettua ARPAC sul corpo idrico sotterraneo “Basso corso del Volturno – Regi Lagni”, riscontrando valori medi di 378 μg/l per il ferro e 711 μg/l per il manganese“(Acqua – Il monitoraggio in Campania 2002 – 2006”, ARPAC, 2007).

Relativamente al superamento di legge del parametro arsenico, oltre ad una contaminazione antropica, non è da escludersi che il superamento sia attribuibile a valori di fondo naturale.
Fra le sostanze naturalmente presenti, l’arsenico è stato riscontrato in concentrazione rilevabile in numerosi campioni. Complessivamente lo stato particolare dipende nel 4% dei casi esclusivamente dall’arsenico, che si trova poi nel 22% dei campioni in associazione con altre sostanze indesiderabili di origine naturale. I dati e la letteratura (AA.VV. 2005) confermano la significativa diffusione dell’Arsenico nelle acque sotterranee della Campania e in particolare nelle acque che naturalmente si arricchiscono di metalli e sostanze inorganiche, per effetto delle peculiari caratteristiche geochimiche degli acquiferi. Solo una esigua percentuale dei campioni è caratterizzata da valori della concentrazione di Arsenico superiori al limite di 10 μg/l fissato dal D.Lgs. 152/99 e dal D.Lgs. 31/01” (Acqua – Il monitoraggio in Campania 2002 – 2006 ARPAC, 2007).”

Chi sono gli Enti preposti ad intervenire?
È scritto nelle “Conclusioni” della relazione di validazione:
“Per la contaminazione della matrice acque sotterranee:

  • L’Autorità Competente (Provincia), ai sensi dell’art. 244 comma 2 del D.Lgs. 152/06 e smi, dovrà identificare il responsabile dell’evento di superamento;
  • La Regione Campania valuterà, invece, la necessità di richiedere, ai proprietari o chi detiene la disponibilità dell’area, interventi di messa in sicurezza d’emergenza e/o di bonifica delle acque, al fine di evitare la diffusione della contaminazione, anche alla luce delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regionale di Bonifica (PRB, e precisamente art. 4 comma 4 lettera b punto ii), approvate con DGRC n. 417 del 27/07/2016.”

Cosa dice la relazione SOGESID S.p.A. sul rischio per la salute?
Si cita la relazione SOGESID S.p.A. dal titolo:
Risultati dell’attuazione del Piano di Caratterizzazione approvato con Decreto Dirigenziale della Regione Campania n. 130 del 18/10/2016 nell’ambito delle attività di “Messa in sicurezza d’emergenza della discarica SO.GE.RI. in loc. Bortolotto, Castelvolturno (CE)”, redatta in data 10.07.2017.
Percolato:
– Nelle acque superficiali i campioni in cui il valore di concentrazione rilevato per il piombo è risultato superiore al limite di concentrazione previsto dal DM 56/2009 sono 4 su 12 (ossia il 33%).
– Nelle acque superficiali, i campioni in cui il valore di concentrazione rilevato per il
cromo totale è risultato superiore al limite di concentrazione previsto dal DM 56/2009 sono 7 su 12 (ossia il 58%).
– Nelle acque superficiali, i campioni in cui il valore di concentrazione rilevato per il
nichel è risultato superiore al limite di concentrazione previsto dal DM 56/2009 sono 6/12 (ossia il 50%).”

QUESTO DATO FA RIFLETTERE, PERCHè I RISULTATI DEL 2017 NON POSSONO QUANTIFICARE QUANTO CONTENUTO NEL PERCOLATO DEGLI ULTIMI 50 ANNI E SVERSATO DALLA DISCARICA NEL CANALE AGNENA E, QUINDI, A MARE…

Acque di falda:
“Sono stati calcolati, quindi, due scenari di rischio:
– Scenario 1. Bersaglio: Adulto-Bambino, Via di esposizione: Ingestione acqua;
– Scenario 2. Bersaglio: Lavoratore, Via di esposizione: Ingestione acqua.

Dai risultati dello scenario 1 è emerso che dal calcolo del rischio sanitario associato ai metalli presenti nelle acque di falda, rispetto al bersaglio adulto-bambino in relazione all’ingestione di acqua:
– il valore di rischio individuale per la singola sostanza cancerogena è risultato NON ACCETTABILE in quanto pari a 5.58*10-4 (superiore al limite previsto da norma R = 10-6) per il solo analita arsenico;
– il valore di rischio incrementale accettabile cumulativo per tutte le sostanze cancerogene, è risultato anche esso, NON ACCETTABILE e pari allo stesso valore dell’unica sostanza cancerogena rinvenuta nelle acque di falda;
– il valore di rischio per le sostanze non cancerogene è risultato NON ACCETTABILE per il solo analita arsenico e pari a 5.33, circa 5 volte e mezzo superiore al limite di 1. Diversamente, il valore di rischio (HI) per le sostanze non cancerogene è risultato accettabile sia per il ferro sia per il manganese, rispettivamente pari a 2.34*10-2 e 5.48*10-1.

Dai risultati dello scenario 2 è emerso che dal calcolo del rischio sanitario associato ai metalli presenti nelle acque di falda, rispetto al bersaglio adulto-lavoratore in relazione all’ingestione di acqua:
– il valore di rischio individuale per la singola sostanza cancerogena è risultato NON
ACCETTABILE in quanto pari a 1.31*10-4 (superiore al limite previsto da norma R = 10-6) per il solo analita arsenico;
il valore di rischio incrementale accettabile cumulativo (Rtot) per tutte le sostanze cancerogene, è risultato anche esso, NON ACCETTABILE (Rtot > 10-5) e pari allo stesso valore dell’unica sostanza cancerogena rinvenuta nelle acque di falda;
– il valore di rischio per le sostanze non cancerogene, HI, è risultato accettabile in quanto inferiore al valore limite pari a 1.

Sulla base dei risultati del calcolo del rischio per i fruitori dell’area per ingestione diretta della falda, sia per il bersaglio adulto-bambino sia per il bersaglio lavoratore, è ipotizzabile nelle more di prevedere interventi di bonifica della falda (es. pump&treat sui singoli piezometri) di continuare il monitoraggio delle acque di falda vista la natura duale degli analiti in questione, in quanto la loro presenza può essere ascrivibile sia ad origine naturale sia ad origine antropica, ed allo stesso tempo prevedere di realizzare o ricercare se presenti, dei piezometri a monte idrogeologico dell’area al fine di utilizzarli da “bianco” per constatarne ed individuarne l’eventuale sorgente di contaminazione.”
Attraverso quest’ennesimo articolo chiediamo nuovamente agli enti competenti di attivarsi per la bonifica e la messa in sicurezza permanente dell’area, di continuare il monitoraggio di tutte le matrici ambientali anche dopo l’ultimazione dei lavori di messa in sicurezza di emergenza e di verificare lo stato della vicina discarica Bortolotto.
Gli errori delle Istituzioni. La battaglia continua.

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Foto di repertorio: il percolato che travasa dalla discarica invade i campi

Ne avevamo già dato notizia nel 2013 ma… “repetita iuvant”.
Le Istituzioni (ovvero Regione Campania e i relativi soggetti coinvolti) con Decreto Dirigenziale n. 344 del 12/12/2013 (Dipartimento 52 – Dipartimento della Salute e delle Risorse Naturali – Direzione Generale 5 – Direzione Generale per l’ambiente e l’ecosistema – U.O.D. 16 – UOD Autorizzazioni e rifiuti ambientali di Caserta) avevano correttamente impostato la questione, cioè programmare la BONIFICA E LA MESSA IN SICUREZZA PERMANENTE della Sogeri…
Tale correttezza d’intenti è durata, però, meno di un mese, infatti con Decreto Dirigenziale n. 109 del 24/01/2014 (in verità grazie ad una serie di chiarimenti forniti dalla Sogesid S.p.A.) l’intervento viene declassato ad una semplice Messa in Sicurezza di Emergenza (MiSE)…
La MiSE è un intervento, non solo necessario e obbligatorio, ma un atto dovuto, pertanto, continueremo a monitorare i lavori in corso, ma non ci arrendermo mai per vincere la battaglia per la BONIFICA PERMANENTE.

TRATTO DA Magazine Informare N°191
Marzo 2019