Maddaloni, la processione del Venerdì Santo

Maria Carla Pilla 31/03/2024
Updated 2024/03/31 at 5:57 PM
4 Minuti per la lettura

Venerdì Santo si è tenuta a Maddaloni l’annuale processione del “Cristo morto e dell’Addolorata”. Si tratta di un evento fortemente sentito dai cittadini che hanno riempito le strade ben due ore prima dell’inizio della processione. Una folla di donne, bambini e anziani che attendevano immersi in un religioso silenzio l’uscita del corteo dalla Chiesa mentre la banda terminava le prove al civico 66 di via San Francesco D’Assisi.

Le origini della processione del Venerdì Santo

Non si hanno notizie certe sulla data precisa della nascita di questa tradizione, ma da alcuni documenti essa sembra aver avuto inizio nella seconda metà dell’800. Un documento del 1895 conservato nell’Archivio Diocesano riferisce che: il primo aprile del 1895, quarantacinque tra fedeli e collaboratori, nell’organizzazione della processione del venerdì santo, scrissero all’ordinario diocesano, mons. Gennaro Cosenza, affinché la processione del Cristo Morto e dell’Addolorata fosse organizzata dalla Chiesa di San Francesco d’Assisi. Prima della seconda metà dell’800, infatti, i fedeli di Maddaloni erano occupati ogni venerdì di marzo quindi anche il venerdì santo, qualora ricadente in questo mese, nella Via Crucis delle scale del monte. Nel XIX secolo, la Via Crucis fu sospesa a causa di alcuni problemi nella gestione. Inoltre, la statua del Cristo Morto era originariamente realizzata in carta pesta, arte diffusa a Caserta e a Napoli in quell’epoca.

Il processo di organizzazione è lungo e tortuoso, i primi preparativi iniziano l’otto dicembre, il giorno dell’Immacolata concezione con il processo delle iscrizioni e si protraggono fino a Venerdì Santo, quando dalla chiesa di San Francesco parte un lungo corteo composto da più di 300 figuranti, inclusi bambini e bambine, rappresentanti rispettivamente la passione di Gesù e l’Addolorata. A chiudere poi c’è la banda musicale e il coro formato da circa 100 persone seguiti da innumerevoli fedeli.

Una processione al femminile

Ma quello che la rende davvero unica è la centralità della figura femminile, non usuale in processioni di questo genere. Sono infatti le donne con il volto velato, i piedi scalzi, e completamente vestite in nero, forse in ricordo delle pie donne che seguivano Gesù nel percorso verso il calvario o figure della stessa vergine addolorata, ad esprimere quel dolore materno per la passione. Perfino la statua dell’Addolorata è trasportata da donne che eclissano completamente la figura maschile; gli uomini infatti, sempre rigorosamente in nero, trasportano solo la statua del Cristo Morto.

L’importanza delle tradizioni

Il coinvolgimento della cittadina e la partecipazione sentita sono il vero cuore di questo evento caratteristico di Maddaloni, che non viene pubblicizzato ed è custodito gelosamente con riservatezza dai cittadini, come un’usanza da tenere tutta per loro. È il clima che si respira in questa giornata così particolare che rende l’evento imperdibile. Come osservatrice esterna, mi è sembrato di assistere, attraverso uno scorcio, ad un tuffo nelle tradizioni di una comunità conservatrice del sentimento comunitario di appartenenza, tenuto vivo anche al giorno d’oggi, contro un diffuso sopravveniente senso di dispersione delle tradizioni.

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