Sono convinto che l’ambiente sia la grande scommessa per il futuro delle nostre vite, spesso oppresse dalle conseguenze drammatiche dell’inquinamento (malattie, cibi di scarsa qualità, qualità di vita bassa), soprattutto la più grande opportunità di sviluppo per le nostre terre e quindi le nostre popolazioni. Agricoltura di qualità, turismo, pesca, produzioni controllate e certificate, eco sostenibilità sono il vero nostro petrolio, spesso ancora ignorato da istituzioni e da troppi cittadini. In Campania, uno dei problemi ambientali maggiormente scandalosi che malgrado le promesse di due governatori regionali consecutivi (Caldoro e De Luca), continua a essere irrisolto, è quello di Taverna del Re e le sue ecoballe. Questo rappresenta uno scandalo disastroso per l’economia e per lo sviluppo di questo pezzo di Campania (nel giuglianese), una volta conosciuta come Felix, ha pesanti costi per tutti i suoi cittadini.

Dal 2011 l’Italia ha versato 366 milioni di euro per le sanzioni dell’Unione Europea, cioè in media circa 176.000 euro al giorno negli ultimi 6 anni. Sul Bel Paese pendono attualmente 4 sanzioni finanziarie. La terza e la quarta sanzione riguardano le discariche abusive e l’emergenza rifiuti in Campania, che valgano entrambe 248 milioni di euro. E si tratta di una cifra destinata a salire. Le sanzioni UE infatti, nella maggior parte dei casi, si compongono di una parte forfettaria  e di una giornaliera, da versare fintanto che la controversia non sarà risolta, determinando di fatto la chiusura della procedura di infrazione. La situazione della regione è stata dichiarata talmente grave da “compromettere seriamente le capacità dell’Italia di perseguire l’obiettivo dell’autosufficienza nazionale nello smaltimento dei rifiuti”.

Per questo, la Corte ha condannato l’Italia a pagare una somma forfettaria di 20 milioni di euro e una penale di 120.000 euro per ogni giorno di ritardo dall’attuazione della sentenza.  Dal 16 luglio 2015 ad oggi l’Italia ha quindi versato 86,12 milioni di euro. Pensate con questi soldi quante infrastrutture importanti avremmo potuto creare, invece di buttarli via così… Vi è chiaro che Taverna del Re ha un peso enorme in tutto questo, anche perché il Parlamento europeo ha approvato un rapporto sulle linee guida del prossimo programma ambientale Ue: previsto il divieto di incenerimento dei rifiuti a vantaggio del riciclaggio. Passa anche un rapporto sulla tutela della biodiversità.

Alla luce di tutto questo le promesse dì De Luca in campagna elettorale a questo territorio diventano ancora più insopportabili. Si era promesso ai cittadini di smaltire le “balle” con il riciclaggio spinto e di farlo addirittura in 2 anni.

Oggi abbiamo superato i 3 anni e la situazione è bloccata, dato che solo l’1% è stato smaltito in paesi esteri. E la chicca finale è che in giugno il governatore ha detto che la soluzione passerà ancora attraverso una termodistruzione da attuare in una vecchia centrale Enel del territorio giuglianese, riadattandola. Un nuovo bruciatore quindi?

Il servizio comprende 200 mila tonnellate all’anno per 3 anni, con facoltà di estensione con pari quantitativi per un secondo triennio, quindi per complessivi 1 milione e 200 mila tonnellate.
Tirando le somme i due impianti che stanno per mettere a gara lavoreranno 3 milioni e 600 mila tonnellate di spazzatura. Alla faccia del riciclaggio, della crisi dei rifiuti, di tutti i NO detti in tutte le piazze della Campania dai comitati civici contro nuovi incenerimenti di rifiuti in Campania, degli impianti di compostaggio per l’umido promessi, delle bonifiche e dei depuratori da riattare per i Regi Lagni borbonici.

Alla faccia di percentuali di tumori di questa terra, denunciate dai medici per l’ambiente, spesso imbarazzanti. Alla faccia dell’eco sostenibilità, della legge Rifiuti 0 e di tutte le balle (quelle si, reali) che ci ha raccontato De Luca in campagna elettorale. Dove già ad Acerra abbiamo il più grande bruciatore di rifiuti d’Italia (e uno dei più grandi d’Europa). Finché i cittadini tutti non capiranno che questo è il modo giusto per continuare ad affossare questa terra e le nostre possibilità di sviluppo e di lavoro, purtroppo non ne usciremo. Finché ognuno di Noi non sarà pronto a capire che fin dal giorno in cui si va a votare bisogna prediligere candidati preparati e programmi eco compatibili che mettano al primo posto la crescita fisiologica dei territori e la soluzione secondo parametri europei dei problemi (legge rifiuti 0 attende alla camera in qualche cassetto di essere approvata da anni…) purtroppo temo che le problematiche di Taverna del Re e di Giugliano rimarranno dove sono. E con loro il futuro nostro e dei nostri figli. Inaccettabile.

di Roberto Braibanti
Dipartimento Ambiente
SI Consigliere Ato 1 Napoli

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

 

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