Unico Campania – Il flop del Tap&Go

Giovanni Cosenza 05/11/2022
Updated 2022/11/05 at 9:24 AM
5 Minuti per la lettura

Destano tanta ilarità, a rileggerle oggi, le parole dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, intervistato da Radio CRC qualche anno fa, si azzardò ad affermare che con i nuovi treni da immettere entro il 2020 sulla Linea 1 della metropolitana di Napoli, in costruzione dal 1976, i trasporti partenopei sarebbero stati equiparabili a quelli di Tokyo, secondi solo a quelli giapponesi che, notoriamente sono superefficienti.

Fu un momento di entusiasmo sul quale il web si scatenò e che ancora oggi viene ricordato quando, non di rado, la metropolitana chiude per problemi tecnici. E che ha spinto l’ANM, azienda napoletana della mobilità, a bloccare la possibilità di rispondere alle comunicazioni sulla propria pagina Facebook: capitava che i viaggiatori inferociti a causa delle continue interruzioni del servizio non fossero proprio teneri con l’azienda.

La novità del Tap&Go di Unico Campania

Qualche giorno fa è stato finalmente immesso sulla linea metropolitana il primo dei treni promessi, dopo un ritardo di anni dovuto a problemi di collaudo. Ma le criticità rimangono e non sono poche.

Una di essere riguarda il tanto sbandierato sistema di pagamento Tap&Go che avrebbe dovuto agevolare i viaggiatori facilitando il sistema di calcolo del prezzo della corsa, soprattutto quando è integrata: con lo stesso biglietto si utilizzano trasporti di diverse aziende integrate nel sistema Unico Campania.

Il Tap&Go consente ai viaggiatori di muoversi in modalità “ticketless” utilizzando una carta di credito Mastercard come titolo di viaggio. Basta appoggiare la carta al lettore posto sui tornelli di ingresso delle stazioni integrate nel sistema Unico Campania e il varco si apre. Si effettua così il TAP IN. Nella stazione di arrivo bisogna passare di nuovo la carta su un apposito lettore ed effettuare il TAP OUT. Il sistema elettronico addebita all’utente la tariffa più conveniente scegliendo tra la corsa singola, il biglietto orario integrato o il ticket giornaliero, tutto calcolato senza costi aggiuntivi.

I problemi della nuova funzione

Insomma, un bel meccanismo, diffuso ormai in tutte le città del mondo. Peccato che a Napoli non funziona come dovrebbe. Ci sono arrivate diverse segnalazioni di utenti costretti a ritornare all’acquisto del biglietto cartaceo da obliterare prima della corsa perché gravati di addebiti errati dovuti al cattivo funzionamento del sistema.

Inoltre, in tanti casi non funziona affatto. Abbiamo provato ad usarlo in diverse stazioni della città, sia sulle tratte gestite da ANM (solo su metropolitana e funicolari perché sui bus non è ancora possibile usarlo) che su quelle EAV (Cumana, Circumvesuviama e Circumflegrea) con risultanti deludenti. Non è difficile fare il TAP IN – per l’ingresso il lettore è lo stesso utilizzato per gli abbonamenti – ma è quasi impossibile fare il TAP OUT che utilizza lettori dedicati che non funzionano.

La schermata del pagamento “doppio” in Cumana

Inoltre, abbiamo cercato anche di chiedere informazioni dettagliate al personale addetto: ad esempio, per andare da piazzetta Duca d’Aosta (Augusteo) a Quattro Giornate, dopo aver fatto il TAP IN alla funicolare, per proseguire il viaggio in metropolitana è necessario TAP OUT in funicolare e successivo TAP IN in metropolitana? O TAP OUT solo all’ultima stazione? La risposta: «Faccia così… no, scusi, forse bisogna fare in questo modo!». Un altro addetto, al quale lamentiamo il cattivo funzionamento dei lettori della stazione Municipio, ci dice che non può fare nulla perché il sistema è affidato ad un’azienda esterna.

Non va meglio alla stazione di Montesanto dove il personale non sa darci indicazioni. E non sono più preparati quelli di Agnano che, dove aver fatto TAP IN a Montesanto, ci fanno “tentare” il TAP OUT su un lettore che non funziona salvo poi farci ripassare la carta di credito su un altro lettore che però si scopre che è per il TAP IN con il risultato di due addebiti per un totale di € 6,00. Con la modalità tradizionale avremmo speso € 2,60. Un’odissea, quella dei mezzi pubblici, che non sembra essere prossima ad una conclusione

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