progetto scenario delfi

Unesco, Progetto “Scenario” in Grecia e Spagna

Redazione Informare 16/09/2022
Updated 2022/09/15 at 6:17 PM
6 Minuti per la lettura

Delfi, un sito in rinascita

Il progetto ‘Scenario’ ha come obiettivo principale quello di studiare, sviluppare ed esplorare nuove possibilità per i siti UNESCO che, da luogo di conservazione e protezione del patrimonio culturale, possono diventare non solo un luogo destinato alla fruizione e alla valorizzazione, ma anche luogo di formazione permanente: culla della cultura.

AKMI, nell’ambito del consorzio ‘Scenario’, ha scelto come sito di riferimento il sito archeologico di Delfi con la certezza che il progetto tutto ne sarebbe risultato arricchito. Con una lunga storia e uno splendido paesaggio, Delfi attira centinaia di migliaia di visitatori ogni anno, quindi non sorprende che soddisfi i criteri richiesti per essere un sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO. I monumenti del sito soddisfano i criteri di autenticità, poiché hanno subito interventi blandi di restauro nel rispetto assoluto della materia, della forma e del design. In questo contesto, il sito archeologico di Delfi è il monumento adatto, per la Grecia tutta, a promuovere il senso profondo di un sito Unesco anche al fine di un ulteriore utilizzo a scopi didattici. AKMI, che quest’anno è stato premiato come “The most Innovative VET Provider in Europe” dall’EVSW 2022, sta partecipando attivamente allo sviluppo di un e-book attraverso la raccolta di buone pratiche.

Inoltre, AKMI ha realizzato un video molto interessante anche dal punto di vista educativo, nel contesto di una proposta narrativa per ogni sito riconosciuto dall’UNESCO, dove descrive i fatti più importanti sul sito archeologico di Delfi e la sua importanza per il patrimonio culturale mondiale.  Inoltre, AKMI attraverso i suoi forti canali di comunicazione, ha dato un contributo significativo all’ampia diffusione del progetto. È opportuno ricordare che AKMI, con una significativa esperienza nel campo della formazione professionale e dei programmi Erasmus+, partecipa al progetto al fine di realizzare la sua attuazione concreta grazie al raggiungimento dei suoi obiettivi, giacché gli interessi primari sono proprio relativi alla didattica culturale. Durante l’attuazione del progetto, si sono tenuti tre incontri ‘de visu’ con i partner. In ciascuno di questi incontri abbiamo avuto l’opportunità di conoscere le persone con cui lavoriamo nel progetto ‘Scenario’, di entrare in contatto con la cultura di ogni Paese e di scambiare opinioni costruttive sul tema del progetto. Lo scorso giugno AKMI ha avuto l’opportunità di ospitare gli amici partners in Grecia, dove, durante un incontro-confronto di due giorni, è stato discusso lo stato di avanzamento del progetto e ogni partner ha avuto l’opportunità di presentare il proprio contributo al progetto.

di Myrto Siapardani, Project Manager AKMI (Atene) 

Universitas Tarraconensis

L’Universitat Rovira i Virgili (URV) è una delle più giovani Università europee, ma in pochi anni è riuscita a raggiungere livelli di grande prestigio nel mondo della ricerca e dell’innovazione. Deve il suo nome ad Antoni Roviri i Virgili,  presidente del Parlamento catalano in esilio dopo la fine della Guerra civile spagnola..

Questa Università ha una storia ben più antica se è vero che già nel sec. XVI il cardinale Gaspar Cervantes de Gaeta  decise di fondare un’Università per l’insegnamento delle Arti Liberali (‘Universitas Tarraconensis’).
Oggi Tarragona può vantare una prestigiosa Cattedra Unesco che ha come ‘goal’ principale il Dialogo Interculturale nel Mediterraneo, attraverso un sistema integrato di ricerca, formazione, informazione e documentazione.

Il progetto ‘Scenario’ è del tutto in linea con il ‘modus operandi’ della Cattedra Unesco della Università ‘Roviri i Virgili’ che da alcuni anni tiene al centro della sua ricerca soprattutto le nuove forme di educazione attraverso il dialogo intergenerazionale con un focus sulla crescita della sensibilità etica e al contempo della consapevolezza storico-identitaria. Ad essere direttamente coinvolte nel lavoro di contatto e coordinamento sono state studiose con alte competenze specifiche in quest’ambito: Lourdes Rubio Rico, Direttore della Cattedra UNESCO del Dialogo Interculturale nel Mediterraneo e Sílvia Monserrate Gómez, Responsabile dei progetti di gestione della stessa
Cattedra. Non è un caso, dunque, la scelta di puntare l’attenzione sul Monastero cistercense di Santa Maria di Poblet, Patrimonio Unesco fin dal 1991, ben prima che lo stesso prestigioso titolo venisse riconosciuto al complesso archeologico dall’antica ‘Tarraco’. Oggi il monastero è famoso in tutto il mondo non solo come oasi di pace, ma anche come centro di produzione di ottimo vino delle vigne che lo circondano e che, con i loro colori, ne sottolineano il fascino.

L’abbazia, dedicata a S. Maria, fu fondata nel 1151 e divene ben presto ricco e influente. Nel 1835 l’abbazia fu semidistrutta dai saccheggi e costretta alla chiusura per quasi 40 anni fino a quando la Commissione dei monumenti di Tarragona prese a cuore la triste situazione di Poblet dove 50 anni dopo cominciarono, finalmente!, i lavori di restauro. Nel 1935 la chiesa fu nuovamente aperta al culto e, terminata la guerra civile spagnola (1936-39), quattro monaci della Congregazione cistercense di San Bernardo si trasferirono dall’Italia per ridar vita alla prestigiosa storia del luogo che ancora oggi brilla per la sua magnificenza.

di Jolanda Capriglione

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°233 – SETTEMBRE 2022

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.