Una pillola al giorno, ma di storia antica

pillole di storia

Una pillola al giorno ci viene quotidianamente somministrata da un giovane ragazzo; per lo più di storia antica!

Un giovane padovano, Costantino Andrea De Luca, condivide ogni giorno su Instagram e sui social network, tramite curiosità e aneddoti, la sua passione per la storia. In questo modo ci aiuta ad allargare i nostri orizzonti, ad apprezzare la storia che non deve essere necessariamente studiata in modo passivo: ci fa sorridere vedere quanto in verità gli antichi non erano così diversi da noi, quanto fossero ingegnosi. Quanto, ancora oggi, noi non sapevamo. Costantino ha deciso di iscriversi ufficialmente alla facoltà di Storia, presso l’Università di Pisa, appena avrà finito la triennale in Economia, per suggellare questa sua passione. Pubblica in modo autonomo un primo libro e viene contattato da diverse case editrici. Sceglie la Newton Compton. Ora il suo libro è alla terza ristampa.

Come è nata l’idea di promuovere sui social una pagina che trattasse di storia?

«È nata in maniera molto casuale, nell’ottobre del 2017 una mia amica mi ha mandato un messaggio su WhatsApp chiedendomi di raccontarle una pillola di storia antica al giorno. All’inizio l’idea mi era sembrata un po’ strana, ma ho iniziato lo stesso. Piano piano vedevo che mi divertivo sempre di più ad inviarle queste pillole di storia al giorno su WhatsApp, così dopo qualche mese ho pensato di provare a condividere queste pillole con più persone. Ho aperto una pagina Facebook chiamandola, con poca originalità, “Una pillola di storia antica al giorno” e da lì è nato tutto ciò. Dopo un mese ero seguito da più di 10.000 persone, ricevevo in continuazione messaggi di complimenti. Stimolato da ciò ho continuato ed ho aperto anche la mia pagina Instagram. Sto facendo crescere questo progetto che oggi è arrivato quasi ad avere 250.000 followers».

La storia, molto spesso, è vista dal pubblico medio come una semplice narrazione del passato. Qual è, invece, la tua visione della storia?

«La storia secondo me non è una semplice narrazione del passato, né una maestra di vita. Molti storici difronte alla questione “Cos’è la storia?” o “A cosa serve la storia?” si limitano a rielaborare una famosa frase di Cicerone “Historia magistra vitae” ovvero “La storia è una maestra di vita”. Questo è assolutamente vero, chiunque, in qualunque settore, può osservare cosa hanno fatto gli uomini in passato ed imparare da loro. Per me dietro il concetto di storia c’è molto di più. La storia è un’immensa ragnatela che si dirama in mille biforcazioni e porta ogni evento ad avere implicazioni su qualunque altro. Nell’universo è tutto collegato: passato, presente e futuro. La storia è questa grande unione, collega tutto e costituisce, se riuscissimo a studiarla bene, una sorta di chiave per svelare i principali misteri dell’esistenza. Ho una visione molto “filosofica” della storia, la considero importantissima per il progresso dell’umanità. La storia racchiude in sé tutte le altre discipline, è un tutt’uno e ci dona una visione d’insieme per migliorare».

Hai in mente di scrivere altri libri, concentrandoti sullo stesso format delle “pillole di storia” o trattando tu stesso di un particolare argomento storico?

«Ho assolutamente intenzione di scrivere altri libri. Vorrei scrivere un saggio storico su Sparta, analizzando ogni aspetto della società. È parecchio impegnativo da scrivere, ma voglio farlo perché la civiltà spartana è uno degli argomenti che preferisco in assoluto e vedo che è anche molto apprezzato dai miei followers. Vorrei scrivere un saggio storico ampliando il significato e l’importanza della storia da un punto di vista non solo filosofico, ma anche con accenni alla fisica».

 

di Flavia Trombetta

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N° 202 – FEBBRAIO 2020

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