Un viaggio nella civiltà della casa

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Chissà cosa sarebbe stato il nostro Paese se anche nel passato fosse stato necessario costruire secondo precisi criteri urbanistici e quindi facendo attenzione all’impatto di una nuova costruzione su una determinata area, un promontorio, nei pressi di un lago o in riva al mare.

Forse non avremmo potuto beneficiare delle numerose costruzioni che ci sono state lasciate e che sono diventate un patrimonio di inestimabile valore.

È con questo interrogativo che voglio accompagnare, senza la presunzione di essere esaustivo,  il lettore in una breve descrizione dell’opera di trasformazione dell’ambiente naturale attuata dall’uomo per soddisfare le proprie esigenze e migliorare la qualità della vita, spesso, però, a scapito dell’equilibrio ecologico ha sicuramente coinvolto tutto il nostro territorio nazionale. 

Proverò a descrivere l’importanza della casa e del piacere di abitare che ha avuto un ruolo importante nelle vita quotidiana delle popolazioni che ci hanno preceduto. Un tratto che tuttavia, anche oggi è tra le priorità dell’Uomo del nuovo millennio. 

Dalle grotte usate e rimodellate come abitazioni fin dalla preistoria e tuttora in parte sfruttate, seppur prevalentemente per ricoverarvi il bestiame, ai Sassi della bella e affascinante città di Matera scavati nel tufo, dai Pagliari sparsi per l’Italia centro-meridionale, ai trulli pugliesi di Alberobello e alle case in pietra delle Alpi e i nuraghi in Sardegna. 

Partire dalla pietra.

È stato il primo passo attraverso cui l’uomo ha in genere costruito la sua dimora in Italia in cui rocce, pietre e sassi abbondano: una situazione ben diversa rispetto alle altri aree europee in cui per la scarsità della pietra le abitazioni sono state costruite con il legno, oppure costruite da una struttura lignea riempita con graticci coperti di argilla mista a paglia o altre miscele ottenute con materiali di fortuna.

Anche il tufo ha regalato per diverso tempo dimore. Un esempio lo è l’abitato adagiato sui primi rilievi dei Monti Affilani a Roma. Uno spettacolo differente lo offrono invece le tipiche case bianche di Ostuni in provincia di Brindisi, che poste alle estremità delle Murge, riflettono i più svariati colori a seconda della luce che le colpisce e il centro abitativo di Ragusa Ibla che al crepuscolo si trasforma quasi in un fondale di presepe napoletano. Mentre non si può non notare la mostra di case mentre si percorre l’Autostrada del Sole all’altezza di Vitorchiano in provincia di Viterbo: un caratteristico zoccolo tufaceo di chiara impronta medioevale.

Ma il viaggio si arricchisce se proviamo anche ad entrare in alcune di queste case: è qui che si incontrano stili ed arredamenti diversi che hanno caratterizzato la vita dei suoi abitanti. Si possono scoprire delle caratteristiche ringhiere in lego tipico delle case della Val Pusteria e, in generale, dell’alto Adige. In altre, tipiche case contadine, le caratteristiche cucine con camino e pozzo. Fino ad arrivare alla grandiosa cucina della Certosa di San Lorenzo a Padula nel salernitano.

Diverse case, diverse culture ma con un fattore comune: la ricerca del confort più agevole possibile. Si perché ogni cultura permette di vedere una risorsa piuttosto che un’altra senza dimenticare che le popolazioni nel tempo si sono spostate portando con sé tradizioni e tecniche di costruzione e che il nostro Paese è stato meta di flussi di migrazioni e invasioni. Tutti elementi questi che hanno contribuito ad arricchire l’architettura italiana e che riportano alla mente le tipiche case arabe o arabeggianti nell’Italia meridionale e in Sicilia.

Tutto per giungere ai tempi nostri attraverso i mutamenti culturali, le innovazioni tecnologiche, l’evolversi delle esigenze che hanno influenzato i modi di abitare e modificato le richieste per costruirle, con materiali sostenibili a basso impatto ambientale. 

Insomma il viaggio potrebbe vedere la sua meta nella voglia dell’Uomo di concedersi a seconda del tempo in cui vive grotte, case, ville o palazzi tutte col fine di poter vivere la propria esistenza e in alcuni casi accogliere anche gli ospiti per la condivisione di momenti conviviali o per ritrovarsi per definire scelte importanti per il Suo futuro.

 

di Antonio Di Lauro

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