Superbonus 110%: tutta la verità. È il titolo del libro dell’on. Agostino Santillo, in forza al Movimento 5 Stelle, e da sempre promotore della misura green più chiacchierata del momento. Il testo cerca di ripercorrere la storia legislativa e politica che ha accompagnato il Superbonus 110%, così abbiamo deciso di organizzare nella nostra redazione un confronto con l’on. Santillo, insieme ai tecnici Michaela Suppa (Ingegnere) e Edna Borrata (Avvocato).
Santillo parte dall’idea motrice che ha portato ad una delle normative più imponenti degli ultimi anni: «Nel 2020 arrivammo alla conclusione che per dare una svolta all’economia del paese occorresse uno strumento che fosse in grado di aumentare la liquidità. Partimmo dalla considerazione che i lavori edili portano una moltiplicazione dell’indotto economico paria tre per ogni operazione. Il Superbonus secondo l’ENEA ha generato investimenti per 86 miliardi di euro, di cui in fase di avanzamento, ovvero ultimati, sono 67 miliardi di euro. La metà degli 86 miliardi rientra nelle casse dello stato in seguito al versamento delle tasse come (Iva, Irpef ecc)». Per l’on. Santillo il Superbonus ha già sprigionato tutti i benefici economici, tanto da far schizzare il Pil del 2021 al +6.7%. Questa narrazione, però, sembra in controtendenza con quanto quotidianamente dice il governo, che parla di un buco di 37 miliardi nelle casse dello Stato, su questo il deputato pentastellato ha le idee chiare: «Il Superbonus ha una spesa massima di 43 miliardi con un moltiplicatore di tre e per una spesa spalmata su 5 anni. Il ritorno di questi 86 miliardi potrebbe superare i 200miliardi di entrata nelle casse dello Stato, confermando quindi la totale assenza di questo fantomatico “buco” creato dalla manovra. In prima battuta, questo vuoto in termini economici, andrebbe messo a bilancio mail governo in nessun documento economico redatto nell’ultimo anno fa menzione ufficiale a questa perdita legata al Superbonus».
Insomma, su questa misura continuano ad esserci verità diametralmente opposte di partiti che, però, lavorano nello stesso Paese. Il rischio che una legge diventi strumento di campagna elettorale è sempre più alto, ma nel frattempo a restare in bilico sono anche migliaia di tecnici coinvolti nel Superbonus. Come spiega l’Ing. Michaela Suppa: «In questi tre anni abbiamo sentito migliaia di dati e di vociferazioni in merito a cambi strutturali della legge, spesso noi professionisti ci siamo dovuti imbattere in continui cambiamenti che hanno reso il nostro lavoro molto difficile. Nel libro dell’on. Santillo sono contenute tante verità, ma non si fa cenno ai lavori svolti dai professionisti, al continuo aggiornamento e studio che hanno svolto. Attraverso noi professionisti è arrivata ai cittadini la giusta informazione in merito al Superbonus. Spesso siamo stati inondati da centinaia di direttive, modifiche e pareri da decine di enti. La legge necessitava di alcune limature e accorgimenti, ma nelle modifiche successive alla stesura della legge, non si è proceduto ad un miglioramento concreto della manovra».
Con il DL “cessione crediti” il governo Meloni ha ufficialmente sancito l’impossibilità di cedere i crediti edilizi, ponendo così migliaia di cittadini ed imprese in un calvario infinito. Proprio i cittadini sono i più in pericolo in questa dinamica dato che, se senza le dovute precauzioni, rischierebbero di pagare il compimento dei lavori del superbonus. Dell’assistenza ai soggetti più deboli di tutta la querelle legata al bonus 110% c’è l’Avv. Edna Borrata. «I cittadini devono riferirsi assolutamente ad un parere tecnico e legale per analizzare i contratti posti in essere, in alcuni casi c’è la possibilità di completare i lavori usufruendo di bonus ridotti rispetto al 110%. Ciò può variare di caso in caso, è per questo che ora c’è bisogno di avere piena contezza dei contratti posti in essere».
Una situazione delicata che all’inizio faceva ben sperare, anche per l’Avv. Borrata il provvedimento è: «Uno strumento meraviglioso. Il legislatore è stato lungimirante, cercando di abbattere e snellire al massimo la burocrazia, fornendo ai cittadini gli strumenti per combattere gli abusi. L’Italia ha partecipato a pieno alla sfida del PNRR, eseguendo in modo magistrale l’adeguamento alla nuova progettualità chiesta dall’Unione Europea. Nello specifico a Castel Volturno ed a Pinetamare credo ci sia stato l’esempio perfetto della sfida del Superbonus 110% e dei problemi evidenziati in merito al tema degli abusi edilizi e della sfida del legislatore per concedere la possibilità a tutti i cittadini di usufruire dello strumento». Il destino del Superbonus 110% è ancora tutto da scrivere e, con le elezioni europee in vista, il rischio sempre più concreto è che diventi uno strumento di confronto politico invece di un problema da risolvere al più presto. Alle aziende non costa che aspettare, ai cittadini tocca informarsi dettagliatamente sui contratti posti in essere, chiedendosi irrimediabilmente se abbiano fatto bene a fidarsi dello Stato.
UNA LUCE SUL SUPERBONUS A PINETAMARE
In Pinetamare le garanzie le aveva rilasciate l’amministratore delegato di Enel X Augusto Raggi davanti ad una platea di cittadini ed istituzioni(tra le quali spiccava il Presidente della Camera dei Deputati), accorsi al Premio d’Eccellenza Città di Castel Volturno del 23 Ottobre 2021. In quell’occasione l’Ad. Raggi parlava dell’impatto straordinario che avrebbe avuto l’azienda sul territorio grazie al Superbonus, indicando lo stesso ex deputato di Forza Italia Massimo Nicolucci a riferimento di questo grande impegno, che andava ben oltre il bonus. Si parlava di centinaia di miliardi e del reale recupero di tutta Pinetamare, e a garanzia di tutto ciò c’era Enel X, una società a partecipazione pubblica.
Fu un momento importante per Castel Volturno e Pinetamare in particolare, un grande entusiasmo che coinvolse tutti: istituzioni, forze politiche di destra e sinistra presenti, e cittadini che intravedevano una reale speranza di rinascita. Anche noi, come giornale, con convinzione e partecipazione abbiamo dato risalto a questa legge. Poi, cosa inimmaginabile, con il nuovo governo (ma già Draghi aveva di fatto ostacolato la legge), c’è stato il blocco dei crediti e tutto si è fermato portando alla disperazione imprese e cittadini. Adesso Pinetamare è tutta impalcata ed il futuro è incerto, dalla società e dal suo amministratore unico tale Luigi Imparato (sembra che la Holding Campo sia uscita dalla società e sia subentrato tale Fabio Altamura ndr.) nessun riscontro e zero comunicazione. Pertanto occorre seguire il consiglio dell’avv. Borrata di rivedere, alla luce dei nuovi emendamenti, i contratti stipulati all’origine e se con questi si è tutelati, diversamente attraverso professionisti qualificati trovare le opportune soluzioni per cautelarsi.




















….tutto molto bello.
ma questo Massimo Nicolucci, cosa è venuto a fare a Pinetamare?
A non pagare le persone?
O a risolvere con i soldi del superbonus i problemi che ha creato lui e la sua famigli con la Brambilla ( come si evince dai giornali!) o a comprare case con società come la sire a Torre 6? o