Antonio Giordano

SPECIALE PREMIO. Antonio Giordano: “Zona diventi punto di riferimento”

Redazione Informare 24/11/2022
Updated 2022/11/24 at 6:44 PM
3 Minuti per la lettura

Il Professor Antonio Giordano si è laureato con il massimo dei voti in Medicina a Napoli nel 1986, trasferendosi poi per un dottorato di ricerca negli Stati Uniti. In quegli anni fu il primo a scoprire il collegamento diretto tra la regolazione del ciclo cellulare e lo sviluppo del cancro. Si trasferì a Philadelphia dove ebbe l’incarico come Professore ordinario di Patologia. Attualmente è Direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine e Co-Direttore del Center for Biotechnology nel College of Science and Technology.

Qual è il suo rapporto alla città di Castel Volturno?

«Con la città di Castel Volturno e con la zona in generale ho un rapporto affettivo innanzitutto. Quando ero giovane era uno splendido posto e in molti vi trascorrevano le vacanze. Poi chiaramente si sono susseguite tutta una serie di difficoltà, ed è all’interno di queste che quando si incontrano realtà come quella di Informare, si sente di assistere ad un vero e proprio cambiamento culturale e sociale. La zona ha bisogno di essere davvero rigenerata e divenire un punto di riferimento».

Come pensa che la salubrità ambientale possa incidere sulla formazione dei tumori all’interno del territorio del Litorale Domizio?

«Questo è un lavoro molto recente che abbiamo fatto. È chiaro che queste zone siano state sfruttate per anni da una certa imprenditoria: dalla camorra vera e propria. Questo ha portato a delle distruzioni ambientali notevoli, nonché grandissimi danni sulla salute. È necessario agire adesso per monitorare le popolazioni a rischio, cioè quelle che vivono in determinate zone dove abitualmente si sversano rifiuti tossici e sono maggiormente a rischio per lo sviluppo di tumori. Dobbiamo inoltre certamente iniziare anche da una bonifica dei terreni».

«Con la mia associazione americana avevamo deciso di portare avanti un’iniziativa che prevedesse l’erogazione di una borsa di studio di tre mesi sul territorio americano per un giovane meritevole. Guardando Pasqualino ho cambiato il target, volevo qualcuno che fosse immerso nel contesto delle biotecnologie e dell’oncologia, ma ho chiamato la professoressa Gignano, presidentessa della società mondiale di fisiatria e riabilitazione. Condivideremo insieme ad Informare questa scholarship dedicata alla disabilità e a persone come Pasqualino».

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *