San Leucio: quando si dice il “genius loci” …

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San Leucio è un pezzo di storia, un pezzo della gloriosa storia che la provincia casertana ha vissuto e interpretato “alla grande” negli ultimi secoli, fino a diventare un brand internazionale che ha pochi competitors nel mondo.

Non è necessario essere ‘borbonici’ per riconoscere ai Borbone grandi intuizioni culturali, grande progettualità industriale e San Leucio, come Capodimonte, è parte di quell’industria del lusso che fece della corte napoletana un must in tutta Europa.

Ecco, Alois è un cognome di tutto rispetto nella storia della seta leuciana e, anche se la grande azienda è chiusa da tempo (peccato!), una Alois c’è sempre nel mondo del lusso e dei grandi tessuti: Annamaria.

Nel settecentesco palazzo di famiglia a Briano questa energica Signora ha letteralmente preso in mano una situazione alla quale tutti avrebbero detto ‘ciao’ e ha dato vita ad un’esperienza davvero singolare e, comunque, di successo grazie all’incontro fra la grande tradizione leuciana, che ha dato vita ad uno stile unico, con la contemporaneità.

Il tutto mentre gli altri ‘serici’ lottano con tutte le loro forze per non perdere l’identità ‘leuciana’ che vede questi splendidi tessuti nelle più grandi dimore del pianeta. Annamaria non ha certo dimenticato di essere un’Alois e ha recuperato e restaurato alcuni antichi telai con cui le tessitrici, con l’abilità che non s’insegna se non con amore, ancora lavorano preziose stoffe e deliziose passamanerie.

Certo, gli altri serici stanno cercando in ogni modo di conservare l’identità del brand ‘San Leucio’ che va dal design ai colori alla qualità altissima e che ha portato questi tessuti al Quirinale, alle Ambasciate più prestigiose, alla Casa Bianca, a Buckingham Palace fino alle dimore del lusso senza limiti dei nuovi sceicchi, ma Annamaria sta facendo un percorso diverso, anzi inverso: grande qualità, certo, tradizione, ma anche innovazione almeno nel design e si tiene fuori alla sua maniera dall’importante e innovativa Rete di imprese che è stata costruita intorno alle poche, prestigiose aziende leuciane sopravvissute alle crisi ricorrenti, ma anche intorno all’importante Museo della Seta testardamente voluto da un imprenditore straordinariamente lungimirante come Gustavo Ascione al Belvedere di San Leucio.

Annamaria ha fatto, però, un miracolo per me preziosissimo: ha recuperato la storia. Carte, cartoni, lettere, disegni, appunti, note di carico, note di viaggio, piccoli pezzi di stoffa, tutto quello che si poteva salvare è stato salvato e questo ‘tutto’ si è trasformato nel ‘suo’ Museo, un Museo diverso da quello del Belvedere dove si è puntato, meno male!, al recupero e restauro dei macchinari, degli imponenti telai.

No, il Museo di Annamaria non poteva stare a San Leucio e, anche se ho sempre pensato che questo poteva significare dispersione, oggi dico che i due Musei, uno istituzionale (nonostante la smemoratezza delle Istituzioni), l’altro privato, possono ben integrarsi nei percorsi di conoscenza o di semplice curiosità.

Certo, molto deve essere catalogato, ma le premesse ci sono tutte, a cominciare dalla prima, importantissima e rara: la passione felicemente testarda di Annamaria per la storia della sua famiglia, perché, come dice lei stessa, “l’azienda nasce un po’ per gioco, un po’ per sfida. Soprattutto per passione e … per questione di DNA”.

Nominata Cavaliere del Lavoro, oggi Annamaria è socia del Comitato Leonardo, che promuove il Made in Italy nel mondo e mi piace ricordare che in questa veste ha premiato (a mia insaputa) una mia bravissima allieva, Chiara Scarpitti, per una tesi sull’industria ed il design nell’era post-digitale.

Domani c’è proprio Annamaria Alois ad inaugurare “Il Salotto della Sfinge di Villa San Michele” ad Anacapri (incontri di cinema, letteratura e arte sul tema della bellezza). Come un happening tra amici, in una delle stanze della propria casa, scrittori, registi, attori, raccontano il loro lavoro, svelano i “dietro le quinte”, esaudiscono le curiosità della platea.

Organizzata dalla Fondazione Axel Munthe, diretta da Kristina Kappelin, con il patrocinio del Consolato di Svezia, della Città di Capri, del Comune di Anacapri e in collaborazione con Capri Palace Jumeirah e Staiano Tour Capri, si inaugura alle ore 19 con la mostra “L’arte serica di San Leucio” raccontata, attraverso i tessuti di Annamaria Alois, da Pasquale Salzano, già ambasciatore in Qatar, Presidente di SIMEST e Chief International Affairs Officer di Cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Damaschi, broccati, lampassi, organzina e chiffon siano di buon augurio alla nostra eccellenza leuciana.

di Jolanda Capriglione

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