vicoletto Tofa

Quartieri Spagnoli, il “campetto dei sogni perduti”: a vicoletto Tofa ancora nessuna bonifica

Redazione Informare 17/10/2022
Updated 2022/10/17 at 12:57 PM
4 Minuti per la lettura

Il “campetto” dei sogni perduti e del degrado ai Quartieri Spagnoli: a vicoletto Tofa ancora nessuna bonifica e mentre i volontari vengono fermati, illegalità e monnezza sono i benvenuti.

I bambini sognavano di poterci giocare a pallone, così da non dover badare a a scansare auto e motorini o a evitare di colpire mamme e passeggini. Invece quei sogni sono andati in fumo, come quello dei roghi del cippo di Sant’Antuono, oppure sono stati seppelliti sotto un cimitero di vergogna, degrado ed indifferenza.

Nonostante le tante promesse delle Istituzioni, le potreste dei residenti, la volontà dei ragazzini, ed il rimboccarsi le maniche di diversi volontari, è sempre più degrado e monnezza al “campetto” di Vicoletto Tofa ai Quartieri Spagnoli a Napoli.

L’area creatasi in seguito al crollo di un palazzo nel 1994, danneggiato dal terremoto del 1980, doveva essere bonificata per creare un campetto di pallone sulle macerie per permettere ai ragazzi dei Quartieri di godere di uno spazio di svago e allontanarli dalla strada. Nulla però è stato fatto e quello spiazzo è ancora oggi un luogo di degrado, dove si appartano spesso i tossicodipendenti e dove le baby gang accumulano la legna rubata per il cippo e dove appiccano i falò che richiedono ogni volta l’intervento dei Vigili del fuoco e forze dell’ordine.

Perché si è fermato tutto?

Il motivo è semplice: l’area è privata, essendo stata in passato un condominio, quindi non possono essere realizzati interventi pubblici.  Forse il comune si immaginava un esproprio che però poi non è avvenuto.

Lì dove il Comune ha alzato bandiera bianca, ci avevano pensato alcuni attivisti e volontari a forzare un po’ le cose per portare decoro e dignità e regalare quel sogno ai bambini. Alcuni anni fa il duo di street-artist, da sempre attivo nel sociale, Cyop&Kaf, con Salvatore Iodice ed altri volontari avevano bonificato l’area per costruirci qual tanto agognato campetto.  Tutto risolto? Neanche – è il caso di dirlo – per sogno! La proprietà del terreno si era messa subito sulle difensive ed aveva alzato un muro. Anzi due: uno ideologico («l’area è mia e non si tocca» ed un altro materiale fatto di recinzioni e di reti. Recinzioni che tengono fuori sogni e benefici ma lasciano entrare degrado, monnezza ed illegalità. Siamo alle solite.

D’altronde non è la prima volta – ne sarà, quasi certamente, l’ultima – che chi si attiva per combattere il degrado, facendo delle forzature alla lenta e macchinosa burocrazia nostrana, viene fermato ed additato come un ‘criminale’. Ricordiamo ad esempio, il recente episodio di “Sii turista della tua città” i cuoi volontari sono stati fermati dalla Polizia Municipale nel quartiere Pianura nel tentativo di bonificare il Parco Falcone e Borsellino, da tempo chiuso e diventato una discarica illecita di rifiuti, o quello dello scorso anno a Forcella dove i volontari del comitato “Rinascita di Forcella” sono stati bloccati dei vigili nel tentativo di ripulire e decorare la scalinata di via Giudecca Vecchia.

Regole sì, d’accordo, ma anche buonsenso.

di Fabio De Rienzo

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