cimitero delle fontanelle napoli

INCHIESTA. Napoli, il Cimitero delle Fontanelle è chiuso al pubblico da due anni

Giovanni Cosenza 14/10/2022
Updated 2022/10/13 at 10:47 PM
6 Minuti per la lettura

“Chiuso fino a data da destinarsi” è la scritta sbiadita su un foglio di carta inumidito che accoglie i visitatori del Cimitero delle Fontanelle, nel quartiere Sanità a Napoli. Un luogo di grande fascino, forse unico al mondo nel suo genere, simbolo della devozione di Napoli verso i defunti, una devozione che a volte si mescola con la superstizione e che si fonde con la vita di tutti i giorni.
L’ossario delle Fontanelle si estende su circa cinquemila metri quadri ed è ubicato in un’antica cava di tufo scavata nella collina di Materdei, chiamata Fontanelle per i rivoli d’acqua che sgorgavano dalle colline soprastanti. Era il cimitero dei poveri, di chi non poteva permettersi una sepoltura, perché vittima di un’epidemia, di rivolte popolari, carestie, eruzioni, terremoti.

Il Cimitero delle Fontanelle nella storia di Napoli

Secondo alcune fonti, durante la peste del 1656, il cimitero accolse circa 300mila cadaveri su una popolazione di 400mila abitanti. Nel 1700 le centinaia di migliaia di ossa furono sistemate per la prima volta e questo consentì al cimitero di accogliere, durante l’epidemia di colera del 1837, tutte le salme già sepolte nelle chiese cittadine e nelle terre sante delle congreghe. Nel 1872, dopo decenni di abbandono, don Gaetano Barbati, con l’aiuto di alcune donne del quartiere, ordinò le ossa secondo lo schema attuale, utilizzandole come mattoni per costruire gli altari o le bordure delle mura laterali della cava. A Napoli, già dal 1600, era diffuso il culto delle “anime pezzentelle”, anime povere che chiedevano suffragi. Il culto consisteva nell’adottare un cranio. Esso veniva pulito e lucidato, poggiato su fazzoletti ricamati e adornato con lumini, fiori ed un rosario. A ciò seguiva l’apparizione in sogno dell’anima cui apparteneva il teschio, la quale richiedeva preghiere e suffragi per alleviare le sue sofferenze in Purgatorio. Il fedele chiedeva in cambio una grazia o numeri da giocare al lotto. Se la grazia non veniva accordata il devoto abbandonava il teschio e sceglieva un’altra “capuzzella”. Se invece le grazie venivano concesse, il teschio veniva onorato con una sepoltura più degna: una scatola, una cassetta, una teca, a seconda delle possibilità dell’adottante. I teschi non erano mai ricoperti con lapidi, perché dovevano essere lasciati liberi di comparire in sogno, l’unico mezzo di comunicazione tra i vivi e i morti. E questo culto era praticato anche alle Fontanelle. Diverse le capuzzelle famose: il Capitano, il teschio più famoso dell’ossario, che gode di una sistemazione privilegiata: una teca di vetro che lo preserva dall’umidità. O Concetta, il cui teschio è molto lucido, invocata dalle donne che cercavano marito. O Frate Pasquale, “specializzato” nel donare in sogno ai fortunati i numeri da giocare al lotto, ovviamente vincenti.

La chiusura del 2020

Tutto questo patrimonio di fede, tradizione e folklore è negato ai visitatori dal 2020 quando, a seguito di una visita, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale evidenziarono alcune problematiche. Tra queste un’infiltrazione d’acqua da un fondo privato sovrastante l’ossario. Il cimitero era già stato chiuso in precedenza a causa di cadute di pietre sull’ingresso causate da una capra che pascolava su un terreno sovrastante. Risistemato l’ingresso con una tettoia, fu riaperto. Il cimitero è di proprietà del Comune di Napoli ed era gestito dall’ente di Palazzo San Giacomo in modo semplice con un custode che ne assicurava la fruizione gratuita. Le indagini geologiche a seguito dell’intervento di carabinieri ebbero esito positivo: il tufo era solido, ciò che mancava era il rispetto delle norme sui luoghi di lavoro e l’assenza di servizi igienici per i visitatori. Il Comune si è impegnato a riaprire nel breve periodo l’ossario dopo aver realizzato piccoli interventi di sistemazione.

Renzo Piano e la riqualificazione della sanità

Il Cimitero delle Fontanelle rientra tra i luoghi che Renzo Piano ha incluso nel suo G124, progetto per la riqualificazione delle periferie di alcune città italiane, la cui progettazione è affidata a giovani borsisti finanziati con lo stipendio del senatore. Le Fontanelle, sottolinea Nicola Flora, docente del Dipartimento di Architettura di Napoli, sono «una vera periferia nel cuore della città di Napoli. La Sanità è uno dei rioni più complessi della città, escluso dalla vita urbana». Il progetto interesserà lo spazio prospiciente il cimitero delle Fontanelle, il sagrato della chiesa adiacente ed un piccolo giardino messo a disposizione da privati e destinato ad un uso pubblico. «Si darà dignità all’ingresso dell’ossario creando – continua Nicola Flora, referente del progetto – uno spazio continuo, pubblico, una piazza ad uso sia dei residenti che dei turisti, illuminata e dotata di spazi in cui sostare e intrattenersi».

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