informareonline-procida-la-cultura-non-isola

Procida – La cultura non isola

Teresa Coscia 04/02/2021
Updated 2021/02/04 at 2:47 PM
4 Minuti per la lettura

Sarà Procida la capitale della cultura 2022: l’Isola di Arturo, per lo straordinario progetto di valorizzazione presentato, è riuscita a conquistare il primato fra tutte le altre città italiane candidate e tornerà alla ribalta il tutto il suo splendore dal prossimo anno, con 44 progetti culturali e più di 300 giorni di programmazione, in nome di un unico motto: “la cultura non isola”. 

«L’isola è parte di terra che sboccia dal mare; dal mare è protetta, separata, esclusa ai continenti, […]. La terra isolana è liquida, racchiusa. Può essere abitata di nuovo e rinnovata. Può essere un mondo nel mondo». È questo il messaggio che Procida Capitale della Cultura ha l’obiettivo di trasmettere: quello di un’isola separata, distante, eppure vicina, capace di fare del suo punto di debolezza uno dei suoi maggiori punti di forza.  Sulla scia del motto che l’ha portata a diventare un po’ il simbolo dell’Italia della rinascita, l’isola di Procida mostra, in realtà, il potere straordinario di un microcosmo capace di elevarsi a simbolo della condizione umana universale che, oggi più che mai, unisce zone del mondo fra le più distanti e disparate.  

La cultura non isola”: non isolano le distanze, le differenze, o prospettive opposte, non un fiume, il mare o l’oceano di mezzo, non se persiste la volontà di non isolare né lasciarsi isolare. Non se resiste la convinzione che, isolati o non, siamo tutti un “mondo nel mondo”, tutti un’isola alla deriva. Tutti sulla stessa barca, insomma. L’essenza dell’isola, in fondo, coincide con quella della vita: «L’isola è l’altrove per eccellenza, nasconde tesori o è meta di fuga, espediente di ricerca della felicità». Punto di partenza e punto di approdo, luogo dal quale si vuole scappare via, ma al quale si desidera tornare, capace – per la sua distanza – di conservare i tratti più peculiari e arcaici dell’origine di una cultura, ma con la paradossale unicità di fungere da fucina di nuovi progetti e idee, radicati nel passato ma capaci di guardare al futuro.  

«L’isola è regno di doppi: apertura-chiusura, accoglienza-esclusione, libertà-reclusione, legame-distanza. Dualità identitarie che svilupperemo nei principi e nel programma culturale di Procida Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2022, accogliendo l’opportunità dell’isola come prospettiva privilegiata per sperimentare le contraddizioni continue, l’eterna battaglia tra il senso di appartenenza e il bisogno di dichiarare la propria differenza». È questo il fulcro del manifesto che presenterà al mondo intero Procida Capitale della Cultura 2022. Un’isola – un mondo – capace di inventare, di ispirare artisti e talenti fra i più distanti e disparati, capace di includere e imparare, ma soprattutto di innovare, di restare fedele alle sue caratteristiche distintive, ma con il desiderio di affacciarsi a uno scenario sempre più internazionale e globale, utile anche a ripensare in maniera strategica alla fruibilità del proprio patrimonio artistico, naturale e culturale. Un microcosmo come il globo intero, la terra come un uomo. La cultura – quella di ciascuno – non isola. 

di Teresa Coscia

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *