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Sviluppata una nuova pelle artificiale per robot: è dotata di sensori tattili di nuova generazione in grado di localizzare e rilevare l’intensità della forza di contatto.

Lo studio

Una nuova pelle artificiale: questo il nuovo traguardo dell’Intelligenza Artificiale applicata alla medicina. Il risultato pubblicato su Nature Machine Intelligence è il frutto di una collaborazione tra più atenei. La cooperazione ha visto partecipi l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), le Università Sapienza di Roma, Campus Bio-Medico di Roma e Ca’ Foscari Venezia, con il Centro di Competenza ARTES 4.0., coordinati dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Mariangela Filosa, dottoranda dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e co-autrice dello studio, ne chiarisce gli aspetti tecnici. “La pelle biomimetica che abbiamo realizzato è costituita da una matrice polimerica soffice che integra sensori fotonici a reticolo di Bragg”. 

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Intelligenza artificiale e fisica 

Come ha evidenziato Edoardo Sinibaldi, ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia, la ricerca è il portato dell’integrazione tra intelligenza fisica e intelligenza artificiale.

Da un lato, il posizionamento dei sensori si basa sull’intelligenza fisica. Infatti, affinché “parlino tra loro” i sensori devono essere posizionati ad una certa distanza. Dall’altro, l’interpretazione del segnale prodotto si basa sull’intelligenza artificiale.

Intelligenza artificiale al servizio dell’uomo

Ancora una volta, l’Intelligenza Artificiale si propone emulazione delle capacità umane. Lo conferma Calogero Oddo, professore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatore scientifico dello studio. Precisamente, questa tecnologia codifica due proprietà fondamentali della percezione tattile umana: la localizzazione del punto di contatto e l’intensità della forza esercitata dal robot.

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