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Paolo Baron, 53 anni, napoletano, vive a Roma da vent’anni ma il suo cuore lo ha rapito un paesino del cilento a ridosso del mare. Acciaroli, frazione di Pollica è piccola, graziosa, circondata da grandi e piccole barche di turisti e pescatori, è una città tra mare e montagna, città che ha ospitato anche il celebre scrittore Ernest Hemingway.

Appassionato di fotografia, Paolo qualche volta (non troppo spesso però, perchè sennò ”Finisce la magia” dice) chiude la sua libreria per immortalare il Sole che si tuffa nel mare, appendendo un cartello: ”Chiuso per tramonto”.

Più di un anno fa ha postato la foto sulla sua pagina facebook, ed è bastato poco perchè facesse il giro del Web e venisse pubblicata da Fanpage, Repubblica, Corriere della Sera e quest’estate se n’è sentito parlare anche per radio. In estate è il libraio o come si definisce lui ”Aspirante libraio”, della piccola e caratteristica Acciaroli, ma d’inverno?

D’inverno, Paolo vive a Roma e possiede una casa editrice, la 80144 edizioni; lì insieme ai suoi collaboratori cerca e scopre nuovi talenti. Lui stesso scrive, è difatti autore del fumetto ”Chiedi a Jhon”, incentrato sulla presunta morte di Paul McCartney.

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«Acciaroli è un posto magico, è in assoluto mare, buon cibo, vista che si perde nell’orizzonte osservato da una montagna a strapiombo sul mare, è ricordi, è affetto».

È questo quello che mi risponde quando gli chiedo di descrivere questa città, anche se sa e mi dice che certe cose, certi posti non si possono raccontare; Acciaroli è per lui casa, glielo si legge negli occhi. Lì, racconta, ha imparato a camminare e ha trovato la donna della sua vita.

”Credi che potresti essere il ”libraio” di un’altra città?”

Un no categorico è la sua risposta: «Non lo avrei mai fatto se non fossi stato qui». Questo aspirante libraio esiste perchè esiste questa città. «Non mi interessa fare il commerciante, in senso stretto, e anche perchè nelle grandi città piccole librerie come la mia stanno chiudendo». Paolo ha sempre cercato lezioni di vita nei libri.

«Cerco questo, più che l’intrattenimento puro, il romanzo fine a sé stesso. Nei libri ho sempre cercato qualcosa che non facesse parte della mia vita e che probabilmente non sarei mai riuscito a vivere, quindi aspettavo di leggere la testimonianza di qualcuno che avesse vissuto cose che io non conoscevo».

Ma i librai hanno un libro preferito? secondo Paolo no, lui crede che i librai abbiano tanti punti di riferimento e che poi scoprano sempre  cose nuove, la sua scoperta di quest’estate è ”Acqua di Mare” di Charles Simmons.

Quando gli chiedo qual è un libro che lo ha cambiato e di cui si ricorderà per sempre risponde: «C’è un libro che mi ha fatto paura per quanto ha cambiato la mia visione delle cose, è ”La scimmia nuda”, un trattato di antropologia del ’68, in cui si racconta il rapporto animale tra maschio e femmina nell’era primitiva e viene poi riportato ai giorni nostri e ti fa capire quanto sia ancora forte l’istinto tra essi, mi ha segnato quel libro».

Ad oggi è stato dimostrato che 7 italiani su 10 preferiscono passare il proprio tempo libero utilizzando computer, smartphone e navigando in rete piuttosto che leggere un libro, allora chiedo a Paolo se secondo lui questo dipenda dal processo tecnologico in continuo sviluppo, lui risponde: «E’ una cosa che si dice ma io non ci credo, quelli che non leggevano prima non leggono adesso, leggere è un’educazione, educazione che apprendi a scuola o a casa,se non hai genitori che leggono o amici che lo fanno neanche tu lo farai».

La Libreria del Porto, aperta da giugno a settembre, è piccola ma piena di sogni. Sulla riva del mare osserva silenziosamente le barche che oscillano mosse dalla corrente e se qualche volta all’ora del tramonto la troverete chiusa, ora sapete il perchè.

di Chiara Coppola

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