“Lisistrata” in scena al Pompei Theatrum Mundi

Giovanna Di Pietro 20/07/2025
Updated 2025/07/19 at 12:42 PM
4 Minuti per la lettura

Venerdì 18 luglio è andata in scena la prima della “Lisistrata” al Pompei Theatrum Mundi. La stagione di quest’anno ospita grandi testi della tradizione greca reinterpretati in chiave contemporanea, come la famosa commedia di Aristofane.

Questa rassegna teatrale è resa incredibile dalla sua location. Infatti, gli spettatori sono immersi nelle rovine del Parco Archeologico di Pompei. La stagione del 2025 è l’ottava edizione di questo festival è stato un confronto tra la grande eredità classica e la visione artistica contemporanea. Oltre alla Lisistrata, sono state portate in scena anche l’Elettra di Sofocle, interpretata da Sonia Bergamasco, e il Golem del regista Amos Gitai. La volontà del Pompei Theatrum Mundi è quella di non marginalizzare la cultura, che “deve continuare a essere, al di fuori da ogni retorica, uno strumento essenziale di libertà”.

La Lisistrata

La Lisistrata è tra le commedie più “irresistibili”, scritta da Aristofane nel V secolo a.C. interpretata da Lella Costa, con la regia di Serena Sinigaglia. Volendo cessare la guerra, Lisistrata, “colei che scioglie gli eserciti”, escogita uno stratagemma con le donne di Atene e Sparta, Beozia e Corinto ad unirsi a lei nella protesta. Attraverso uno sciopero del sesso queste donne intendono ottenere la pace. Il mondo presentato da Aristofane è uno scenario in cui tutti i valori sono capovolti: le città prive di uomini, partiti in guerra, sono ora governate dalle donne. In questo mondo assurdo, la ribellione è altrettanto assurda.

La contemporaneità della provocazione

Ancora oggi la Lisistrata è un testo che spinge a farsi delle domande. Aristofane chiede al pubblico cosa ne sarebbe del mondo se a prevalere fossero le donne. La contemporaneità della provocazione è rilevante oggi, in un momento come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da grandi passi indietro rispetto ai diritti delle donne e da un clima di incertezza verso il futuro. Il tema della commedia la rende eternamente moderna, così la regia di Serena Sinigaglia cerca di “giocare a citare l’antico e il contemporaneo continuamente”. Il messaggio che rimane è la necessità di unirsi per fermare la violenza della guerra, richiamando tutti a prestare molta attenzione. È infatti un potente richiamo: “Donne di tutto il mondo unitevi! Perché non ci provate? Magari è la volta buona che ci riuscite!”. Secondo la regista, il “femminile è un principio creativo”, che si fonda sulla “legge di natura e dunque sull’istinto di sopravvivenza”. Per questo motivo, l’anarchia e il caos diventano sinonimi del buon governo, contrastando la nozione che la guerra possa essere uno strumento risolutivo dei conflitti.

Il testo originale della Lisistrata viene sapientemente integrato da innesti contemporanei della regia. I rimandi a temi come il femminicidio, gli stereotipi di genere e la guerra arricchiscono la trama, rovesciando ancora una volta l’intento originale dell’autore. Se Aristofane cerca di presentare ai suoi coevi uno scenario disastroso per metterli in guardia sulla guerra, quella di Costa è una Lisistrata utopistica.

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