La prima volta della Cantata Anarchica a Caserta in ricordo di De Andrè

Gianrenzo Orbassano 19/02/2024
Updated 2024/02/19 at 3:50 PM
4 Minuti per la lettura

Per la prima volta a Caserta è arrivata la Cantata Anarchica in ricordo di Fabrizio De Andrè, cantautore genovese, che oggi è sempre di più attuale e centrale visto i tempi che corrono. L’immaginario collettivo della figura di De Andrè è infatti vicinissima alle tematiche della guerra e della sua inutilità: uno dei tanti aspetti della cifra letteraria di De Andrè, era la sua capacità di raccontare la dimensione sia pubblica che privata della sofferenza.

Caserta: una location speciale per la Cantata Anarchica in ricordo di De Andrè

Personaggi come Marinella o il Soldato Piero, che hanno popolato le sue canzoni, non sono soltanto individui tragici, ma vittime di una rete più ampia di rapporti di potere e sopraffazione che il cantautore genovese ha sempre saputo raccontare attraverso le piccole storie di chi moriva solo e dimenticato. In un clima caldo rispetto alla stagione, dopo la 4ª edizione di Gennaio a Napoli in Piazza del Plebiscito, nel pomeriggio di ieri si è festeggiato l’ 84esimo compleanno in una location inedita per le tappe della Cantata Anarchica: la Reggia di Caserta.

La cosa che mi sorprende ogni volta che partecipo a questa manifestazione, è saper che le persone nate addirittura dopo la morte di Fabrizio, conoscono tutte le sue canzoni. L’anno scorso, trovandomi a Napoli, pensai a quanto potere benefico ha lasciato De Andrè ai posteri che, ancora oggi, riescono a riunirsi per celebrare il contributo che ha saputo dare in passato. Oggi nelle piazze non troviamo solo cinquantenni o sessantenni, ma anche molti trentenni e ventenni che portano tamburi, chitarre o strumenti a fiato e amano condividere con gli altri cantata anarchica dedicata a De Andrè.

Bambini, giovani e vecchi sotto la bandiera di De Andrè

Con Carmen Nuzzo, organizzatrice dell’evento, abbiamo scambiato un dialogo sulla figura così centrale di Fabrizio De Andrè, ricordando ancora la sua influenza sulla vita stessa delle persone: “Oggi l’accoglienza che Caserta ha dato a questo evento è stata straordinaria. La cosa bella è vedere bambini, giovani e vecchi insieme riuniti sotto la celebrazione di questo poeta. Vuol dire tanto, vuol dire che De Andrè può essere un collante tra le nuove e le vecchie generazione, un esempio da tramandare. De Andrè è un faro, è riuscito a riunirci… E questo significa molto di questi tempi.”

In un’atmosfera senza palco, gli appassionati accorsi sui prati antistanti la Reggia, hanno suonato e cantato le poesie di Faber uniti in un cerchio, creando un vero e proprio concerto Anarchico, dove le protagoniste sono le persone stesse, o come lo stesso cantautore le definiva, “anime fragili e salve“. Ogni anno, nuove città si uniscono a questa iniziativa, espandendo la presenza in molte regioni italiane. Ciò ha involontariamente creato un nuovo movimento, capace di riunire persone diverse, complici l’organizzazione ed alla comunicazione che hanno risvegliato la voglia di unire e celebrare insieme uno dei cantautori che ha scritto la storia della musica italiana.

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