Italia: troppi pensionati e poco lavoro

Redazione Informare 09/01/2023
Updated 2023/01/09 at 12:26 PM
3 Minuti per la lettura

Che l’Italia non sia un Paese giovane è cosa nota da tempo, ma a confermarlo ulteriormente sono gli ultimi dati diffusi dalla Cgia di Mestre in riferimento al 1 gennaio 2022: in Italia ci sono ufficialmente più pensionati che lavoratori.

Pensionati battono lavoratori: ma di quanto?

A livello nazionale il numero delle pensioni erogate agli italiani (pari a 22 milioni e 759 mila assegni) ha superato la platea costituita dai lavoratori autonomi e dai dipendenti occupati nelle fabbriche, negli uffici e nei negozi (22 milioni 554 mila addetti). Di fatto il divario si attesta attorno alle 205 mila unità.

Dove lo squilibrio è più evidente

In generale tutte le regioni del Mezzogiorno presentano un numero di occupati inferiore al numero degli assegni pensionistici erogati. In termini assoluti le situazioni più “più squilibrate” si verificano in Campania (saldo pari a -226 mila), Calabria (-234 mila), Puglia (- 276 mila) e Sicilia (-340 mila). Nel Centro-Nord, invece, solo Marche (- 36 mila), Umbria (- 47 mila) e Liguria (-71 mila) presentano una situazione di criticità.

Esistono delle eccezioni

Tuttavia, seppur in numero estremamente ridotto, esistono Regioni in controtendenza. In particolare si contraddistinguono Emilia Romagna (+191 mila), Veneto (+291 mila) e Lombardia (+ 658 mila), dove il saldo lavoratori/pensionati vede in vantaggio i primi.

La situazione per le province

Per quanto concerne le province le situazioni “più critiche“, al Nord, riguardano Biella (-14 mila), Savona (- 18 mila) e Genova (-38 mila). Tra le realtà più virtuose, invece, emergono Bergamo (+83 mila), Brescia (+111 mila) e Milano (+299 mila). Nel Centro spiccano le difficoltà di Macerata (-14 mila), Terni (-22 mila) e Perugia (-24 mila), mentre dal saldo con segno positivo spicca il risultato riferito alla provincia di Roma (+ 275 mila).

Nel Mezzogiorno, infine, le situazioni più squilibrate riguardano Palermo (- 80 mila), Reggio Calabria (-86 mila), Messina (- 94 mila), Lecce (-104 mila) e Napoli (-137 mila). Tra tutte le 38 realtà provinciali del Sud, solo due presentano un saldo positivo: esse sono Ragusa (+ 8 mila) e Cagliari (+ 10 mila). In provincia di Caserta il saldo è di 5mila persone. Sono, infatti, 270mila pensionati a fronte di circa 266mila persone che lavorano.

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