Il rapporto tra calcio e violenza domestica

Maria Carla Pilla 03/09/2024
Updated 2024/09/02 at 11:25 PM
5 Minuti per la lettura

L’estate 2024 è stata travolgente dal punto di vista sportivo. Abbiamo avuto le olimpiadi, si è trattato di un’edizione molto sentita che ha registrato più di tre miliardi di ascoltatori. Per noi europei e per altri amanti dello sport si è tenuto anche un altro evento che ha segnato l’estate: gli europei di calcio 2024. Sulle testate dei giornali e su ogni account social non si parlava d’altro, luglio è stato sconvolto da una vera e propria euromania. 

Durante le ultime settimane del campionato europeo, mentre l’umore di tutti era alle stelle, sono state pubblicate una serie di immagini che hanno scosso l’intero web. Forzando le persone a riflettere su una problematica poco considerata o comunque ignorata nel mondo dei tifosi. Si tratta di alcune immagini, rilasciate da Women’s aid, che presentano la croce di San Giorgio ed in primo piano la frase “He is coming home”. Women’s aid è un ente di beneficenza che si occupa di aiutare le donne vittime di violenza domestica. Ha deciso di rielaborare lo slogan “it is coming home” (sta arrivando a casa), riferito al trofeo, in “he is coming home”, (lui sta arrivando a casa), proprio a sottolineare il fenomeno del picco della violenza domestica dopo una partita di calcio. 

Lisa e molte altre

Molte donne vittime di violenza domestica hanno testimoniato come i momenti peggiori erano quelli in cui la televisione veniva spenta dopo la partita. Si sentivano solamente i passi pesanti di un marito ubriaco che voleva sfogarsi. Si tratta per esempio del caso di Lisa che ha testimoniato per la BBC: «Temevo quando c’era una partita, camminavo per ore e ore per strada, alle due e alle tre del mattino, con i bambini piccoli, solo perché non volevano tornare a casa. Dal momento che l’Inghilterra aveva perso sapevo esattamente cosa sarebbe successo non appena avessi varcato la porta». 

Per lei non è mai una vittoria

Ci sono diversi studi che fanno luce sul collegamento tra calcio e violenza domestica.  In una ricerca condotta dall’università di Lancaster nel 2014, alcuni studiosi hanno analizzato i dati della polizia durante i tornei per la Coppa del mondo dal 2002 al 2010. È stato scoperto che gli incidenti aumentavano del 38% quando l’Inghilterra perdeva e del 26% quando la squadra vinceva o pareggiava. 

Uno studio più recente, pubblicato nel 2022 dai ricercatori della Warwick Business School sulla rivista Social Science and Medicine, ha rilevato che “i casi segnalati di abusi domestici legati all’alcol sono aumentati del 47% il giorno della vittoria dell’Inghilterra ai Mondiali o al Campionato Europeo”. Questo tipo di comportamento è dovuto ad una specie di eccesso di emozioni che gradualmente si accumula durante gli intensi 90 minuti di gioco. In quelle due lunghe ore di partita tutte le emozioni vengono imbottigliate e tutta l’attenzione è rivolta a quei 22 giocatori. Ma appena il match finisce la bottiglia esplode e l’entusiasmo, la frustrazione, la tristezza vengono ribaltate sulla donna che diventa il capro espiatorio di questo mix di emozioni.

Alcuni studi hanno evidenziato, inoltre, che i livelli di testosterone aumentano negli individui che guardano le partite di calcio, rendendoli talvolta più aggressivi. Un altro fattore è senza dubbio il consumo spropositato di alcolici durante le partite, che porta il tifoso ad essere più irascibile e a sfogarsi sulla donna. 

Italia, relazione tra calcio e violenza domestica

Benché non ci siano studi riguardo questa situazione in Italia, non è raro venire a conoscenza di storie del genere. Sempre più spesso capita di sentire di disordini e risse fuori gli stadi. Eppure non si è ancora avuto il coraggio di aprire gli occhi su cosa accade successivamente nell’ambiente domestico.  

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