Delugan: l’ “ingegneria” della materia

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Delugan: l’ “ingegneria” della materia ponte tra il passato ed il futuro del genere umano

#scultura  #impattovisivo  #ingegnere

A distanza di alcuni anni dall’ultimo incontro, in un caldo lunedì di giugno con un messaggio whatsapp ecco riapparire un ‘vecchio amico’ dei tempi dell’università che mi invita a partecipare ad un incontro di presentazione della sua mostra dal titolo evocativo Vissuto-Riuso-Memoria.

Dopo un primo momento di leggera meraviglia nello scoprire che il ‘vecchio amico’ e collega ingegnere si è dedicato all’arte – ma non a quella che si impara sui libri di scuola acquisendo nozioni… sapere… bensì all’Arte che, partendo da quelle nozioni, trasmette il proprio sapere attraverso la forma più consona a se stessi – riaffiora alla memoria la prima impressione sull’amico studente: l’avrei visto di più iscritto alla facoltà di architettura che a quella di ingegneria.

Ed è così che ritornano in mente le chiacchierate amichevoli nelle quali Gustavo Delugan, così si chiama l’amico, raccontava della sua passione di sempre per le Belle Arti e delle pressioni genitoriali a seguire un corso di studi più concreto.

A questo punto, oltre all’ovvio piacere di rivedere l’amico, non avrei potuto assolutamente esimermi dal partecipare alla presentazione della sua mostra sabato 29 giugno presso la libreria Feltrinelli di Caserta.

Ed è stata una piacevolissima occasione di impattare con una realtà artistica molto ma molto particolare che meglio di me sa descrivere l’amica e critica d’arte Deborah Di Bernardo che spesso mi accompagna in questi tortuosi sentieri legati all’arte e che poi mi riassume le impressioni ricavate in deliziosi “Diari di viaggio” scritti nei suoi percorsi quotidiani a bordo di un treno.

“Impattanti e pregni di significato: si “impongono” così alla nostra attenzione i manufatti di Gustavo Delugan. Eclettico, creativo, colto… ingegnere per titoli, dopo un periodo produttivo dedito  alla pittura, approda alla scultura “costruendo” oggetti ricavati dalla collazione di parti di altri reperiti nel suo viaggio di vita attraverso il mondo.

Legni, stoffe, metalli, materiali preziosi: ogni singolo pezzo delle sue creazioni  dunque ha già  un suo vissuto, una sua storia e pur mantenendone la propria memoria  diventa parte integrante e fondamentale di una nuova struttura dal significato complessivo, nuovo, universale.

Protagonista indiscusso che le accomuna,  il legno. Materiale  vivo che  accompagna l’uomo dalla creazione del suo stesso mondo, dal quale ha sviluppato il fuoco, ha costruito i propri arnesi da lavoro, adattandolo man mano a diverse forme e funzioni , il legno diventa emblema del cammino dell’umanità sulla Terra:  la stessa per tutti, dove ognuno si perde, si ritrova, combatte, vince o fallisce alla ricerca di proprio spazio, di una propria  identità  adattandosi man mano alle nuove circostanze, rinascendo ogni vota da se sempre con  con qualcosa di diverso rispetto a prima.

È qui che Delugan  ci riporta con i suoi manufatti;  a  questo percorso adattivo dell’uomo alla vita, alle sua evoluzione.

I suoi oggetti consegnano  la storia dell’uomo contemporaneo del 2000, intriso  del proprio bagaglio culturale ed  ideale, alle generazioni future costituendone a sua volta il precedente storico lanciando un monito: il tempo è prezioso!

Galantuomo o demone,il tempo ritorna sempre su se stesso in un ciclo ripetitivo e vizioso.
Come il riciclo dei materiali,  il  ricalcolo della esistenza ci spinga a saperla spendere la vita,  facendone tesoro, volgendo lo sguardo all’armonia tra noi e gli altri cosi come  ogni singolo pezzo delle sue opere la  ritrova nel ricostituirsi  parte di un nuovo insieme.”

di Bruno Marfè e Deborah Di Bernardo

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