
In occasione della Festa Patronale di Sant’Antimo, abbiamo intervistato i giovani artisti della mostra “Tradizioni Future”, che ha riportato per qualche giorno l’arte nel Chiostro di Santa Maria del Carmine, un tempo luogo di mostre ed esposizioni. La città, che conta più di 32.000 abitanti, manca effettivamente di luoghi di ritrovo e di espressione artistica e culturale, soprattutto per i giovani, che, tuttavia, si impegnano notevolmente per creare spazi di aggregazione.
“Le idee ci sono, gli spazi vanno ricercati” – questo ci ha riferito Marco Fabozzo, uno degli artisti santantimesi presenti alla mostra. Non si tratta di un’opinione isolata, bensì condivisa da tutti coloro che ci hanno offerto la propria testimonianza. Secondo gli artisti presenti, il problema ha anche una matrice culturale: “Abbiamo difficoltà a portare l’arte nel nostro paese, i posti che ci sono non vengono sfruttati. L’arte non viene vista come si dovrebbe.” – ci ha detto Vincenzo Sarcinella. Anche Christian Verde ha sottolineato la scarsa apertura della popolazione verso spazi sociali e artistici: “I santantimesi dovrebbero ascoltare molto di più ciò che gli viene proposto, avrebbero bisogno di ascoltare soprattutto i giovani, di aggregarsi molto di più e rimanere meno chiusi nelle proprie idee.”
Proprio dall’impegno dei giovani per innovare la città inizia a muoversi il cambiamento. A testimoniarlo è la nascita, in Piazza della Repubblica a Sant’Antimo, del laboratorio Nux Viva. A raccontarcelo è Martina Ancco, una delle fondatrici del progetto: “Nasce come laboratorio di ceramica e scultura, dall’apertura si sono avvicinate più persone che operano in differenti ambiti artistici come la drammaturgia, il teatro e la pittura. Così è diventato un laboratorio delle arti, che vuole offrire un’alternativa culturale.” Il dato più interessante è che il laboratorio ha visto nel tempo una partecipazione crescente, provando che iniziative di questo tipo possono avere un forte impatto culturale. “L’apertura del laboratorio ha offerto una veduta diversa: attraverso l’arte si può lavorare e si possono fare tante attività che hanno uno scopo sociale e politico. C’è stata una buona partecipazione, tant’è che siamo diventati un’associazione” – ci ha riferito Martina.
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