
Questo settembre 2026, Legambiente ha pubblicato il report “Park Litter”, che analizza la tipologia di rifiuti presenti in undici parchi della città metropolitana di Napoli. Il verdetto è inequivocabile: l’intruso più “infestante” e diffuso è il mozzicone delle sigarette.
Su 822 rifiuti, sono 431 i filtri di sigarette, corrispondente al 52,4% del totale. Tra gli altri rifiuti analizzati, il materiale principale abbandonato è la plastica all’82%. A seguire, carta e cartone con l’8,8%, metalli con il 4%, vetro e ceramica al di sotto dell’1%. Per quanto anche l’abbandono di oggetti o involucri e confezioni di cibo sia problematico, i mozziconi sono particolarmente preoccupanti. Vanno considerati l’alto tasso di dispersione e le sue dimensioni: i mozziconi sono piccoli, spesso “sfuggono alla cattura”, finendo in mare, tramite gli scoli fognari. Gli effetti sulla fauna sono devastanti: molte creature, marine e non, come tartarughe, uccelli e animali domestici, finiscono per ingoiare rifiuti in plastica scambiandoli per cibo. Ciò può provocare la morte per soffocamento o avvelenamento. Inoltre, la probabilità di assunzione da parte di animali marini e uccelli aumenta in maniera esponenziale: molte sostanze presenti nei mozziconi sono state ritrovate nel 30% delle tartarughe e nel 70% degli uccelli analizzati.
Un paper pubblicato dall’Università degli studi di Napoli Federico II spiega che i filtri delle sigarette sono composti dalla fibra di acetato di cellulosa, una bioplastica. In realtà, il processo di degradazione si rivela molto lungo e complicato. Uno dei fattori che più influisce sulla velocità è la quantità di azoto nel suolo, oltre al grado di acetilazione. Nei suoli poveri di azoto, il processo si rivela molto più lento, lasciando il filtro quasi intatto anche dopo dieci anni. Ma la cattiva notizia è che, anche nei territori ricchi di azoto in cui dopo dieci anni si degrada circa l’84% del filtro, i filtri non vengono completamente mineralizzati. Al contrario, si formano aggregati organo-minerali che vanno ad integrarsi strettamente nella matrice del suolo.
Ciò rappresenta una importante forma di contaminazione da microplastiche persistenti negli ecosistemi terrestri. Le stime globali parlano di trilioni di mozziconi gettati ogni anno e le profonde implicazioni ecologiche rimangono ancora sconosciute. Anche il livello di tossicità rilasciato segue un andamento non propriamente lineare, si registra infatti un secondo picco di rilascio nelle fasi intermedie di decomposizione.
L’appello di Legambiente, tramite la campagna “Puliamo il mondo” alla sua 34esima edizione, è che il Governo Meloni applichi finalmente la direttiva europea sulla plastica monouso “EPR”. Le direttive europee vincolano gli stati membri a raggiungere un certo risultato, senza specificarne le modalità. In questo caso, si tratterebbe di spostare sui produttori la responsabilità di smaltimento e pulizia dei rifiuti dei prodotti del tabacco. L’Italia è già stata segnalata dalla Commissione Europea riguardo l’incompleto recepimento della direttiva: è infatti giustamente in corso un iter di infrazione contro l’Italia.
Sensibilizzare appare imperativo: ciò che appare un semplice gesto spesso dettato dall’ignoranza e cattive abitudini, in realtà sottolinea una mancanza di civiltà e rispetto per la comunità e l’ambiente.
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