
Dopo la storica promozione raggiunta alla fine della scorsa stagione, la Juvecaserta 2021 si appresta ad affrontare il campionato di Serie A2 della Lega Nazionale Pallacanestro. La prima partita in programma in casa rappresenta già un pezzo di storia, dato che per il ritorno in Serie A il prossimo 4 ottobre arriva a Caserta la Fortitudo Bologna.
Ha suscitato preoccupazione nei tifosi della storica società bianconera, campione d’Italia nel 1990/91, la diramazione del comunicato stampa che annunciava della risoluzione contrattuale da parte del main sponsor Paperdi. Secondo quanto si evince dal comunicato stampa, infatti, la decisione è stata presa “unilateralmente” da parte dell’azienda.
Nonostante ciò, il presidente Francesco Farinaro non mostra preoccupazioni di sorta e, con un’intervista esclusiva, ci ha parlato in modo entusiasta delle nuove iniziative e delle aspettative per il prossimo campionato.
«Il roster è completo. Sono arrivati tutti giocatori che avevamo cercato [Jalen Joseph Henry; Rafael Stable Terry; Falidou Seck; Jaron Johnson; ndr], oltre a confermare il nucleo storico della squadra dato che 7 giocatori senior e 2 under sono rimasti.
La stagione sta per iniziare dopo mesi di durissimo lavoro. La maggior parte dello staff non ha fatto vacanza per prepararsi al meglio. Chiaramente siamo arrivati tardi essendo stati promossi alla metà di giugno, per cui non c’erano tempi disponibili rispetto agli altri che avevano terminato il campionato nei tempi regolamentari».
«Ci siamo ritrovati a fare le corse, ad esempio per adeguare la struttura del Palapiccolo alle sopravvenute esigenze. Tra l’altro siamo in contatto costante con la Provincia per adeguare il palazzetto agli standard minimi: la dotazione di una tribuna stampa e di una sala stampa che sono d’obbligo per la categoria. Faremo le corse per i lavori e per il 4 ottobre (in occasione della prima partita contro la Fortitudo Bologna, ndr) dovrebbe essere tutto completato.
Devo sottolineare che, nonostante francamente alle volte io sia stato molto critico, in questo momento con l’ente provincia di Caserta c’è una proficua collaborazione.
Chiaramente sappiamo benissimo che il Palapiccolo – come d’altronde i tifosi hanno manifestato – rappresenta un limite per la società e per gli sviluppi futuri; perché ha una capienza ridottissima e presenta difficoltà soprattutto in occasione di gare interne con tifoserie particolarmente presenti. Soprattutto è un limite oggettivo dal punto di vista economico data la capienza ridotta.
L’ampliamento che speravamo di ottenere, purtroppo, dopo una serie di verifiche è pressoché impossibile in questa stagione. Probabilmente una serie di posti minimi si potranno integrare. Ma finché non avremo la possibilità di avere un accesso su via Laviano, non abbiamo la possibilità di aumentare la capienza. La verità è che intervenire su una struttura datata è chiaramente più costoso e difficile».

Gli obiettivi della società sono ambiziosi. Sempre con i passi dovuti si vuole crescere nel tempo e si spera di poter arrivare, nell’arco di un tempo ragionevole, ad ottenere la possibilità di giocare all’interno di una struttura che sia adeguata alle esigenze.
Quello del Palapiccolo è il problema principale che ci fa stare in tensione, perché alla luce della riforma che sarà approvata – probabilmente a breve – abbiamo pochissimo tempo per avere un palazzetto con una capienza minima di 3000 posti così come la riforma prevede. Se non ci diamo una mossa, i programmi della società dovranno avere un rimaneggiamento».
«Io sono abituato di mio ad affrontare i problemi a tempo debito, ed il recesso dal contratto triennale è arrivato il 30 luglio, ad un mese e mezzo dalla fine del campionato ed in periodo dell’anno in cui è difficile prendere contatti con le aziende che hanno già impegnato i propri budget.
Il problema oramai è sedimentato e sviscerato, andremo avanti senza paturnie. Adesso non dobbiamo fare altro che lavorare. Ci sono oltre 54 aziende che hanno sponsorizzato la Juvecaserta, sono aziende primarie del territorio, c’è tanta passione anche da parte imprenditoriale senza alcuna ombra di cinismo, nel contempo abbiamo avviato anche la autoproduzione del materiale sportivo e del merchandising affiancandoci ad una azienda primaria i cui dettagli saranno annunciati a breve.
Quello che ci interessa ora è aumentare questo apporto aziendale “territoriale” e proiettare la società ed aggregare al progetto dei partner che abbiano una caratura nazionale ed internazionale. D’altronde non ci inventiamo nulla, in passato i grandi periodi d’oro della Juvecaserta sono concisi con collaborazioni aziendali di caratura internazionale: MobilGirgi, Snaidero, Indesit, Phonola… Avevano una precisa collocazione di operato che sicuramente non era localistico. E questo è un obiettivo concreto. D’altro canto, però, siamo contenti del fatto che a livello locale sia in corso, ripeto, una risposta importante. Vuol dire che il lavoro come sempre paga».
«Penso di sì, ma non dobbiamo farci prendere dalla fretta. Inoltre, non dobbiamo pensare che il Title Sponsor sia determinante per la sopravvivenza della società. Sicuramente il suo improvviso venir meno, nel breve, può creare degli stress, ma quell’impiego economico può essere coperto da più imprese nell’attesa che arrivi una partnership con i crismi dovuti. Non dobbiamo pensare che l’assenza del nome possa rappresentare la fine del percorso della società: non è così. Chiaramente dispiace quando a pagare non è soltanto la prima squadra, ma tutti i piani in essere.
Bisogna pensare che una società che è legata al territorio come questa e che ha programmi in essere di natura sociale subisce una tensione che si riflette anche al settore giovanile ed alle attività dedicate ai ragazzi speciali che abbiamo sviluppato in questi anni. Ci sono poi in piani di investimento sulle infrastrutture, che oltre al Palazzetto prevede la gestione e la ristrutturazione di due impianti dedicati esclusivamente al settore giovanile ed alle attività sociali.
Indubbiamente il processo può subire un rallentamento, ma da capotico ottimista ritengo che porteremo avanti i nostri programmi con fiducia e lo realizzeremo nonostante gli impedimenti esterni: si può e si deve vincere onestamente e con il sudore della maglia, questo vale per grandi e piccini, per la prima squadra e per il minibasket, ed è questo, ad oggi e per il futuro, il credo dei nostri pincipii».
«Il lavoro che la società ha fatto insieme ai tifosi in questi anni ha prodotto un risultato importante, nonostante l’assenza cronica di infrastrutture e la difficile ripartenza del 2020.
La tifoseria casertana è forse il vero main sponsor della Juvecaserta. Questo sarà un anno di sacrificio ma guardiamo insieme al futuro con positività. Questa società ha una visione strategica concreta e di lungo termine».
«C’è ad esempio Tribuna91 che può essere scambiata per un enclave di tifosi VIP. In realtà non è così. Chi aderisce a questa iniziativa è un tifoso che vuol dare maggiore sostanza al proprio ruolo, con semplicità e coerenza, e dà un contributo importante con il cuore e con sacrificio, così come i tanti nuclei familiari a cui abbiamo chiesto uno sforzo considerevole».
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