
La rubrica di Informare Caserta che racconta da un punto di vista musicale, artistico e culturale: aneddoti, riflessioni, curiosità, il passato e il futuro di questo territorio.
Ho visitato HeART of Gaza al Museo Diocesano di Caserta. L’esposizione raccoglie i disegni realizzati dai bambini della Striscia di Gaza nei laboratori di “The Artists’ Tent”: non semplici opere ma testimonianze di un’infanzia spezzata che continua a trovare nella creatività uno spazio di resistenza e memoria. Mi ha devastato il disegno di Nour Al-Zaqzouq, 8 anni. La didascalia che lo accompagna è una lettera scritta alla cugina Reema, nella quale Nour ricorda i loro giochi in giardino e la spensieratezza di quell’età. Reema le mancava molto. Si era rifugiata con la famiglia in un luogo indicato come sicuro dall’ONU, ma tre settimane dopo l’inizio del genocidio un bombardamento ha ucciso 28 persone, tra cui lei, i suoi genitori e i fratelli Mohammed e Yousef. Reema aveva appena 17 anni. Quel disegno conserva il ricordo di un legame e racconta, con la forza disarmante dei bambini, ciò che la guerra distrugge senza possibilità di ritorno.

di Gianrenzo Orbassano
Il Teatro Comunale di Caserta, recentemente affidato al Teatro Pubblico Campano, è intitolato a Costantino Parravano. Nato a Caserta nel 1841, era figlio di Nicola, farmacista e uomo politico, del quale ereditò il posto in Consiglio comunale a soli 29 anni. Laureatosi in farmacia dopo la morte del padre, Parravano preferì invece dedicarsi alla musica: diplomato al Conservatorio di Napoli, compose opere liriche come “Colpa e Castigo” e “Ginevra da Monreale”. Gran parte della sua produzione è oggi perduta. Ancora più importante per Caserta fu la sua attività politica, rivolta allo sviluppo urbano e culturale. Ideò piazza Commestibili, oggi piazza Matteotti, destinata al mercato, e promosse la ristrutturazione e la riapertura del Teatro Comunale. Si impegnò per il miglioramento del Ginnasio cittadino, che grazie al suo intervento nel 1883 divenne il Liceo classico Pietro Giannone. Una figura dimenticata, ma decisiva per la Caserta moderna.

di Gianmario Ricciardi
Caserta, d’estate, sembra svuotarsi. I pochi superstiti subiscono l’afa; altre persone cercano di fuggire verso Baia Domizia, piena di seconde case di famiglie provenienti soprattutto dal casertano, e sempre più verso alte quote per temperature più basse. D’altronde anche il mare diviene sempre più caldo e, di questo passo, sembrerà di andare alle terme. I turisti sono attratti dalla Reggia di Caserta, ma poi non riusciamo a trattenerli. È il turismo mordi e fuggi, con pochi legami veri con la città. Gli eventi che si tengono al Belvedere o a Piazza Carlo di Borbone mantengono viva Caserta, ma calcolare i benefici indiretti per i commercianti è davvero complesso. Dubito che chi sia venuto ad assistere a un concerto abbia programmato di fare shopping lungo Corso Trieste; al massimo, avrà deciso di provare la pizza che, per quanto sia motivo di orgoglio, sembra essere diventata l’unico prodotto che siamo in grado di vendere ai visitatori.

di Marco Ciotti
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Sono al mare, disteso sulla sdraio, a prendere il sole. Il vento mi rinfresca quanto basta per sopravvivere al caldo torrido ...