

Dopo circa dieci anni è tornata la Festa provinciale dell’Unità del Partito Democratico. Dal 17 al 19 settembre il Parco Balsamo di Aversa ha ospitato tre giornate di confronto sul futuro della provincia di Caserta. Nella seconda giornata abbiamo intervistato Stefano Graziano, deputato del PD eletto nel collegio di Caserta e Benevento.
«La Festa provinciale è itinerante. La segreteria ha deciso di far ruotare le città: non deve esserci un luogo fisso, ma la volontà di coinvolgere e dare forza a tutti i territori, costruendo un partito che parta proprio da essi. L’anno prossimo potrebbe tenersi altrove… Penso sia una scelta intelligente. Si potrebbe andare anche a Castel Volturno, sul mare, mostrando agli esponenti nazionali le diversità di una provincia che non è tutta uguale».
«Le premesse sono positive, purché si parta da un metodo: prima la coalizione, poi il programma e, di conseguenza, il candidato. Non bisogna anteporre i nomi ai programmi».
«Tutti i nomi sono rispettabili e autorevoli. Ma è un tema di metodo, non di persone. Il metodo deve avere come obiettivo soprattutto l’unità della coalizione. Il punto non è proporre semplicemente un nome. Noi siamo testardamente unitari e dobbiamo batterci per costruire l’unità sulla base di criteri, programmi e valori condivisi».
«Dobbiamo lavorare affinché la città abbia maggiori opportunità e attraversi grandi trasformazioni. Riteniamo che oggi non viva una fase positiva, perché siamo alternativi all’amministrazione in carica, ma restiamo sempre dalla parte di Aversa e degli aversani».
«Il confronto esiste sempre in politica: le discussioni sono continue e c’è un flusso costante di informazioni. Lavoriamo per cambiare tutto ciò che va cambiato. Dove sono stati commessi errori bisogna correggerli e agire diversamente, avendo chiaro che l’obiettivo è il bene delle città. Bisogna innanzitutto lavorare per le nuove generazioni: senza opportunità cresce l’emigrazione e rischiamo di non avere più un futuro. Possiamo costruirlo puntando sul completamento del Policlinico di Caserta, sul polo oncologico di Aversa, sullo sviluppo del litorale domizio — una straordinaria risorsa ancora ferma sul piano economico e sociale — e sulla grande area industriale. A questi temi vanno affiancati il turismo, dalla Reggia di Caserta all’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, e la valorizzazione del Matese. Sono questi gli argomenti da mettere al centro dell’agenda politica; poi verranno le persone chiamate a interpretarli».
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