
La storia di questo mese è quella di Marcello Leone, giovane di 27 anni, consulente del lavoro che ha avviato uno studio professionale a Castel Volturno insieme a suo fratello. Laurea magistrale in Economia con 110 e lode, abilitazione e poi pian piano la costruzione di una professione. Nel suo percorso professionale e di vita c’è soprattutto Castel Volturno.
Consulente del lavoro iscritto all’Ordine provinciale di Napoli, dopo la laurea triennale in Economia ha iniziato a confrontarsi con il mondo professionale, passando anche attraverso un’esperienza in Poste Italiane: «Quell’esperienza mi ha dato una visione del lavoro diversa e mi ha fatto capire che dovevo spingere ancora di più sulla formazione». Da lì la decisione di continuare gli studi, affiancando alla laurea magistrale il praticantato di diciotto mesi in uno studio professionale.
Un percorso fatto di studio e lavoro, concluso nell’ottobre del 2024 con la laurea magistrale in Scienze Economiche, ottenuta con 110 e lode, e successivamente con il superamento dell’esame di Stato presso l’Ispettorato del Lavoro di Napoli, che gli ha permesso di ottenere l’abilitazione professionale come consulente del lavoro. «La sera spesso mi mettevo al computer con libri e dispense. Sapevo di poter dare di più e il risultato della magistrale è stato una bella soddisfazione». Il passaggio successivo è stato quello più delicato, quello di scegliere la libera professione e costruire, insieme al fratello uno studio a Castel Volturno: «Avevo qualche timore verso la libera professione, ma ho deciso di mettermi in gioco. Oggi seguiamo clienti al Nord, al Centro e in Campania e portiamo avanti questa attività con molto rigore e orgoglio».
Marcello ci racconta che tutto ciò che ha costruito fino ad oggi non lo considera un punto d’arrivo: «Sono soddisfatto di dove sono arrivato e di come ci sono arrivato, ma credo di poter dare ancora tanto alla mia professione. Sono una persona precisa, attenta e cerco di mettere impegno in tutto quello che faccio». Questo diventa anche un messaggio rivolto ai suoi coetanei, a tutti quei ragazzi di Castel Volturno che con fatica cercano di costruirsi, trovando il proprio spazio nel mondo del lavoro. «Ai giovani va data l’opportunità di tentare, di osare e anche di sbagliare, perché si impara proprio così».
Per Marcello il rapporto con la città è forte. Un legame che, paradossalmente, ha compreso ancora meglio nei periodi trascorsi lontano. «La lontananza mi ha fatto capire quanto mi manca il mio paese, la mia città. Castel Volturno ha un grandissimo potenziale inespresso». Vivere altre esperienze e in altre città gli ha permesso anche di osservare Castel Volturno con occhi differenti, riconoscendone i limiti, le difficoltà e soprattutto le potenzialità.
«Quando cresci qui alcune cose diventano quotidiane. Poi vai fuori e inizi a osservare maggiormente i dettagli. Questo territorio mi ha aiutato a capire come non volevo essere e cosa invece volevo diventare». Una frase che accomuna tante persone e storia da noi raccontate. Marcello come altri ha deciso trasformare le difficoltà del luogo nel quale si cresce in una motivazione personale, senza rinnegare le proprie origini. «Mi fa rabbia vedere alcune situazioni come quella politica attuale o il degrado generale ma resto fiducioso, sono convinto che prima o poi arriverà una fase positiva, perché non può piovere per sempre».
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