
Il 25 settembre, nel corso del suo viaggio apostolico in Francia, Papa Leone XIV visiterà la sede dell’UNESCO a Parigi. Un incontro preliminare tra Leone XIV e il direttore generale dell’UNESCO si è tenuto in Vaticano lo scorso giugno. Sarà la seconda volta che un Pontefice si recherà presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura: la prima volta fu Giovanni Paolo II, il 2 giugno 1980.
Quando si parla di UNESCO, il pensiero corre immediatamente ai siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità, materiali e immateriali. Tra questi figurano anche la Città del Vaticano con il centro storico di Roma. La missione dell’Organizzazione, tuttavia, va ben oltre la tutela dei monumenti e delle tradizioni. Il preambolo della sua Costituzione lo afferma: «Poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace». Educazione, cultura e scienza diventano strumenti essenziali per prevenire i conflitti e promuovere una pace duratura.
In questa visione, la Santa Sede e l’UNESCO condividono la convinzione che lo sviluppo integrale della persona passi attraverso l’educazione. Si inserisce in tale prospettiva il Patto Globale per l’Educazione, promosso da Papa Francesco e oggi rilanciato da Papa Leone XIV. Due i principi guida: «conosci tuo fratello», per educare all’accoglienza e al dialogo con l’altro, e «conosci il creato», per sviluppare una responsabilità condivisa per la cura della casa comune.
Santa Sede e UNESCO convergono inoltre nell’attenzione alle opportunità e alle sfide poste dall’intelligenza artificiale. Tra queste emerge il suo impatto sul mondo dell’informazione e del giornalismo. La professione giornalistica attraversa una fase di profonda trasformazione. Nell’ecosistema digitale sembra non essere più necessario alcun intermediario: chiunque può pubblicare, commentare e diffondere contenuti in tempo reale. Tuttavia, l’abbondanza di informazioni non coincide necessariamente con la qualità o l’affidabilità di queste ultime. Se da un lato piattaforme e social media offrono possibilità senza precedenti di accesso e partecipazione, dall’altro rischiano di favorire la diffusione di contenuti non verificati e di mettere sotto pressione la sostenibilità economica del lavoro giornalistico.
In questo contesto, la capacità di distinguere le fonti attendibili, valutare criticamente i contenuti e comprendere il contesto degli eventi diventa una componente fondamentale dello sviluppo del pensiero critico e di una cittadinanza attiva.
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