Il film di Paola Cortellesi parla all’Italia di oggi

Giovanna Di Pietro 30/11/2023
Updated 2023/11/29 at 5:22 PM
3 Minuti per la lettura

“C’è ancora domani” è il film di Paola Cortellesi con Valerio Mastandrea, uscito il mese scorso, che parla all’Italia di oggi. Con un incasso totale superiore ai 24milioni di euro, l’esordio di Cortellesi regista ha conquistato i box-office, segnando un record per migliore incasso post-pandemia. Definito il miglior film italiano dell’anno, è un ritratto drammatico di una famiglia romana nell’Italia del dopoguerra, caratterizzata dalla violenza domestica.

“C’è ancora domani”: il film

La protagonista è Delia: moglie e madre di tre figli, quotidianamente picchiata e sminuita dal marito Ivano. Le scene di violenza sono girate attraverso sequenze coreografate e a tempo di musica, diventando un “rituale”. Con lei tante altre donne romane, in un clima di violenza pubblica e privata, sono il ritratto di una società che sta cambiando. Per la prima volta, le donne si apprestano a votare alle prime elezioni della Repubblica.

Cortellesi ha dichiarato di aver preso ispirazione da registi come Visconti e De Sica per la regia. Il bianco e nero è infatti un omaggio al filone rosa del neorealismo italiano, che nei primi anni ’50 rappresentava lo specchio della società italiana. Così, la sceneggiatura riesce a dare voce alle donne di più generazioni contemporaneamente. Cortellesi ha dichiarato di aver preso ispirazione proprio da quelle della sua vita, sua nonna e la sua bisnonna. “La costante è lo svilire la persona, farle terra bruciata intorno, una dinamica che purtroppo resiste. Come il divario salariale. Ci sono le leggi, ma il divario resta. Queste cose che sembrano così lontane hanno fortissime radici nella vita contemporanea.”

L’Italia di oggi

Non è così lontano lo “ius corrigendi”, il diritto del marito di picchiare la moglie disubbidiente, che è stato abolito in Italia solo nel 1963. Sono anzi recenti il divorzio e l’aborto, entrati in vigore solo negli anni Settanta. Anche l’usanza del matrimonio “riparatore” è stata abolita poco meno di cinquant’anni fa. Il lentissimo cammino legislativo per combattere la violenza di genere ha delle ripercussioni sul presente del Paese. La morte di Giulia Cecchettin -a pochi giorni di distanza dall’uscita del film- ha riaperto la discussione chiusasi poco dopo l’omicidio di Giulia Tramontano, 29enne incinta, accoltellata dal fidanzato lo scorso maggio, rispetto alla violenza di genere.

La Roma ritratta da Cortellesi non è così lontana. Qualche giorno fa nella Capitale 500mila persone erano in piazza per manifestare contro la violenza sulle donne e ricordare Giulia Cecchettin. Tra di loro una studentessa ha usato una scena del film come cartellone: “Sei in tempo” dice Delia a sua figlia, che le risponde “Pure tu”. Cortellesi, lì presente, è corsa ad abbracciarla. Il successo di “C’è ancora domani” è quindi il riflesso dell’Italia che sta cercando di cambiare.

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