editoriale aprile 2022

EDITORIALE APRILE 2022 – Vittime di guerra

Antonio Casaccio 06/04/2022
Updated 2022/04/06 at 12:05 PM
5 Minuti per la lettura

Alona, madre di un bambino di otto anni, scappata da Kharkiv e ora rifugiata a Vienna, ci dà la sintesi di una guerra che va avanti da oltre un mese: «Antonio, c’è chi afferma che questa guerra ha interesse a colpire unicamente obiettivi militari… ma allora perché casa mia è stata bombardata? Anche la scuola di mio figlio era una base militare?». Con uno sguardo glaciale Alona imprigiona in poche parole ciò che insegna il giornalismo di frontiera: in guerra la prima vittima è la verità. Ogni Stato cerca di tirar acqua al suo mulino romanticizzando termini come “democrazia” e “sicurezza”, uno squallido gioco a cui siamo abituati; la Storia non ci insegna unicamente il sacrificio della verità dinanzi alle bombe, ma ci spiega che ogni conflitto ha insite ragioni economiche e di potere.

Se Putin afferma di voler riportare la “democrazia” nelle regioni ucraine prossime alla Russia (Donbass su tutte), dall’altra la Nato giustifica la sua pressione in Oriente come necessaria per garantire la “sicurezza” degli Stati membri. Al centro di questa querelle l’Ucraina: secondo Stato in Europa per riserve di gas, area di passaggio dei gasdotti più importanti e con riserve minerarie tali da far possedere a questo Stato il 10% delle riserve di ferro nel mondo. In questo clima di romanticizzazione della “democrazia” e della “sicurezza” in Europa, a farne le spese sono i civili.

Oltre 4 milioni di persone sono scappate dalla propria abitazione, alcuni, come Alona e suo figlio, dopo aver passato dieci notti all’interno di un bunker. Di quale democrazia stiamo parlando? Di quale mantenimento delle linee di sicurezza tra Ue e Russia? Abbiamo così deciso di evitare di rincorrere la geopolitica e di commentare i bei discorsi dei leader internazionali, questi ultimi sempre ben attenti nel celare le reali ragioni di questa tensione tra Superpotenze. La nostra scelta è stata quella di dar voce al vero cuore pulsante della democrazia, i civili ucraini che per una vita hanno lavorato e in un giorno hanno visto il frutto del proprio sudore distrutto dai raid aerei. Così siamo andati ad ascoltare quel motore insito nell’animo umano che ha portato Alberto, funzionario ONU, a partire con un furgone per Kharkiv e a salvare 40 persone da quella pioggia di fuoco.

Il sangue della democrazia scorre nelle vene di Karina e Kristina, che oggi si trovano a Castel Volturno, ma con lo sguardo puntano a Nord, verso un padre al fronte per difendere il loro futuro; e se chiedi alle giovani ragazze come vedono il domani non hanno dubbi: «Torneremo nel nostro Paese». Devozione e rivolta si rincorrono negli occhi dei rifugiati, così come nella Lucrezia di Andrea Vaccaro, opera scelta per la copertina di questo mese e al centro della mostra d’arte “Ritratti di Donna”, in programma al Jambo1 fino al 21 Aprile. Con questa scelta abbiamo voluto scrollarci di dosso le tragiche immagini di questi giorni, per dar spazio ad uno dei messaggi insiti nella nostra storia editoriale: la forza di rinascere.

Sotto questo aspetto il Jambo1 è un esempio emblematico, passando da una gestione criminale a uno Stato che, grazie a servitori preparati, è riuscito a far rifiorire un punto economico importante per Trentola Ducenta, comune devastato dal clan dei casalesi. La rivolta contro la violenza della Lucrezia del Vaccaro è l’immagine-specchio di questi giorni; è l’emblema di chi, seppur ferito, non cessa di lottare contro i soprusi. La copertina di questo mese è un inno alla reazione, perché dalla pandemia non ne siamo usciti migliori, ma ognuno di noi può ancora lavorare per diventarlo.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°228 –  APRILE 2022

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