di Gianluca Rossellini
“Sicuramente l’innovazione è molto importante, la polizia di Stato tra l’altro sta per varare una nuova direzione centrale contro il cibercrime che metterà insieme le competenze della polizia scientifica e le competenze di quella che oggi è la polizia postale. Un vero e proprio polo tecnologico”.
A dirlo oggi pomeriggio al Palacongressuli di Taormina il prefetto Lamberto Giannini capo nazionale della polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza durante il convegno “Sicurezza, Innovazione e complementarietà”. ”Cercheremo di dare risposte sempre più raffinate -prosegue – Giannini -e performanti Detto questo è importantissimo il fattore umano e la preparazione , e nelle nostre scuole formiamo sempre di più contro questo tipo di contrasti”.” Sulla necessità della collaborazione tra le Forze dell’ordine e della magistratura dei diversi paesi si è soffermato Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo che ha dichiarato: “Le mafie hanno assunto questa ulteriore caratteristica: quella di comunicare nel globo abbattendo le fontiere e le distanze. Se si vuole contrastare efficacemente le mafie è necessario che tutti i paesi si attrezzino per impedire loro di svolgere le attività criminose, soprattutto quelle che si infiltrino nell’economia globale”.
Le infiltrazioni mafiose
“Anche perché prosegue De Raho– queste infiltrazioni distruggono o indeboliscono fortrmente l’economia delle imprese sane. Bisogna garantire alle imprese sane di svolgere correttamente il proprio lavoro ed impedire alle imprese mafiose di infiltrarsi nel tessuto sano del globo. Non è più un problema di un paese, il problema è del mondo intero per questo parlavo di armadio digitale in cui inserire le informazioni di tutti gli stati perché quello che può essere utile ad esempio nel Regno Unito è probabilmente presente in Brasile, o quello che è necessario per l’Italia è probabilmente presente in Cina. Quindi se riuscissimo a creare una cooperazione giudiziaria e di polizia capace di condividere in pieno le conoscenze saremmo sicuramente sempre più forti delle mafie”. Sui problemi della magistratura è intervenuto Gaetano Silvestri giurista e già presidente della Corte Costituzionale che ha sottolineato:




















