Lo scorso settembre Roberto Vannacci, che dal 18 agosto è al Comando delle Forze Operative Terrestri e dal 3 dicembre Capo di Stato Maggiore, pubblica un libro intitolato “Il mondo al contrario”.
Il 4 novembre viene comunicata l’apertura di un’inchiesta formale nei suoi confronti per accertare eventuali infrazioni disciplinari a seguito della pubblicazione dell’opera. Il 28 febbraio il generale Vannacci viene sospeso, per 11 mesi, dall’impiego nelle forze armate, con uno stipendio dimezzato.
“Il mondo al contrario”: di cosa tratta?
Il generale dell’esercito italiano durante lo scorso anno ha scritto, autoprodotto e pubblicato il libro il cui titolo stesso spiega il contenuto: l’autore spiega che l’opera attraverso il titolo «vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d’animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità.»
Il libro, dunque, esprime le sue opinioni circa temi attuali come l’ambientalismo, la questione energetica, la famiglia e la patria, il “pianeta lgbt+++”, le tasse e l’animalismo, attraverso, in alcuni casi, dati, tabelle e studi. Un libro, inoltre, che è stato oggetto di studio al liceo Fontana, a Francavilla.
«Cari omosessuali – afferma nel libro Vannacci – normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la Natura, che a tutti gli esseri sani “normali” concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate.»
“Il mondo al contrario”: i pensieri sull’animalismo
Un libro, inoltre, in cui si denota in alcuni passi un po’ di confusione da parte dell’ormai ex-generale. In un primo momento asserisce che «una delle prime follie degli animalisti consiste nel cercare di far passare il concetto che gli animali, come e più degli uomini, abbiano il diritto di non essere uccisi. Nella loro visione la caccia viene proscritta e colpevolizzata come un’attività criminale, gli allevamenti si trasformano in campi di tortura, i macellai sono assimilati ai boia e, chi mangia una bistecca, una salsiccia o una coscia di pollo diventa complice colpevole di chi razzia e fa stragi nel mondo animale.»
Successivamente però, sempre nel capitolo dedicato all’animalismo sostiene «i produttori di pellicce e di capi in pelle andrebbero condannati senza processo. Peccato, tuttavia, che uno delle principali testate rosa titola: “Il guardaroba femminile dell’Autunno-Inverno 2022/2023 si veste di un tessuto principale: pelle. Letteralmente dalla testa ai piedi”. Insomma, basta usare gli animali, noi umani la dobbiamo smettere ed è venuto il momento di lasciarli in pace rinunciando semplicemente a tutti i vantaggi che negli ultimi 10.000 anni si sono basati anche sullo sfruttamento della fauna oltre che dell’ambiente in generale.»
Le reazioni dell’opera di Vannacci
Un quesito interessante è se il generale aveva il diritto di pubblicare un libro d’opinione oppure la pubblicazione vìola la sensibilità o la libertà di altri. Si tratta di libertà d’espressione d’un cittadini italiano? È umore condiviso tra i sostenitori di Vannacci, tra cui Vittorio Feltri o Matteo Salvini, che si tratta di libera espressione di un pensiero di un cittadino italiano. D’altro canto, ha destato scalpore e ha destabilizzato l’opinione pubblica poiché accusato di sessismo, omofobia, transfobia, incitazione all’odio e razzismo. L’opera, tuttavia, ha beneficiato della pubblicità di questi detrattori diventando un Best seller su Amazon.
Il ministro della difesa, Guido Crosetto, il 17 agosto ha, invece, dichiarato che si tratta di «farneticazioni personali che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione.»
Un membro dell’esercito può fare politica?
I membri dell’esercito italiano hanno vari divieti, ad esempio l’articolo 896 stabilisce che «i militari non possono svolgere incarichi retribuiti che non sono stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione d’appartenenza.» Nello specifico la domanda da porsi non è tanto se si tratta di pensieri di un libero cittadino o meno, piuttosto se un militare, in quanto tale e in quanto rappresentante delle Forze Armate e, quindi, della Repubblica, ha il diritto di fare politica come ogni cittadino oppure ricopre un ruolo che non lo consente. L’articolo 1483, in maniera interpretabile e poco chiara, si esprime a riguardo e afferma che «le Forze armate devono in ogni circostanza mantenersi al di fuori dalle competizioni politiche.» Non è chiaro però se, in primis, per “Forze armate” s’intende ogni singolo soldato o un generale divieto per l’istituzione esercito; in secundis la dicitura “competizioni politiche” se presa alla lettera non implica un divieto circa l’iscrizione a partiti o l’esercizio di libera espressioni di proprie opinioni. Perciò, il principio di neutralità politica e terzietà delle Forze dell’ordine, se pur condivisibile, non è in senso stretto avvalorato da una norma giuridica.
Vannacci indagato per…
Il 4 novembre viene comunicata l’apertura di un’inchiesta formale nei suoi confronti per accertare eventuali infrazioni disciplinari a seguito della pubblicazione dell’opera “Il mondo al contrario”… ma non solo. La procura di Roma, a seguito di varie denunce di alcune associazioni, ha intrapreso un’indagine con l’accusa di istigazione all’odio razziale. E ancora, la magistratura ordinaria contesta al generale il reato di truffa: l’indagine riguarda l’indennità di servizio per i familiari percepite illecitamente nel periodo tra il 2021e il 2022 per una cifra di 9mila euro. Infine, la campionessa di pallavolo, Paola Egonu ha denunciato il generale per diffamazione circa delle frasi sui “tratti somatici” della sportiva.
La sospensione del 28 febbraio
Arriviamo dunque alla sospensione del 28 febbraio di 11 mesi con stipendio dimezzato. Il ministero della Difesa dichiara che «il libro “Il mondo al contrario” avrebbe asseritamente denotato carenza del senso di responsabilità e determinato una lesione al principio di neutralità/terzietà della Forza Armata, compromettendo il prestigio e la reputazione dell’Amministrazione di appartenenza e ingenerando possibili effetti emulativi dirompenti e divisivi nell’ambito della compagine militare.»
Si parla dunque di una sospensione dovuta unicamente alla pubblicazione, e non per un possibile reato di truffa, a causa dell’infrazione del teorico principio di neutralità e di una possibile divisione tra i ranghi dell’esercito.
Le reazioni alla sospensione
Il generale prontamente ha dichiarato che agirà per vie legali facendo ricorso al Tar e il suo difensore legale sostiene che sia mera censura paragonando Vannacci a Galilei, il quale tre secoli fa è stato soggetto a censura da parte delle Istituzioni ecclesiastiche. Circa la sua possibile candidatura con la Lega dichiara che «in undici mesi c’è il tempo per riflettere su tante cose e anche su quella dell’invito alla candidatura offerto dalla Lega che, l’ho già detto, sto valutando.» Una canditura che, se in precedenza era improbabile dato il ruolo da rappresentante dell’esercito, ora, con la sospensione, diventa un possibilità facilmente percorribile.
Infatti, il Ministro Crosetto specifica che «le sanzioni disciplinari di stato non compromettono in alcun modo i diritti civili e politici del militare sanzionato, ivi inclusa l’eventuale candidatura per le consultazioni elettorali di qualsiasi tipo.»
Le reazioni alla sospensione: Matteo Salvini
Matteo Salvini, che già si era espresso ad agosto denunciando una censura del “politicamente corretto” ed apprezzando l’operato di Vannacci, ha commentato su X: «un’inchiesta al giorno, siamo al ridicolo, quanta paura fa il generale? Viva la libertà di pensiero e di parola, viva le Forze Armate e le Forze dell’Ordine, viva uomini e donne che ogni giorno difendono l’onore, la libertà e la sicurezza degli Italiani.»
Il ministro Crosetto, che è uno dei ministri che fa parte dell’alleanza dello stesso Salvini, ha risposto che si tratta di un procedimento assolutamente slegato dalla politica e di competenza di enti tecnici. Un caso di “fuoco amico”: sembra che il ministro delle infrastrutture e dei trasporti ricopra il ruolo dell’opposizione pur essendo al governo.
L’ossimoro: la società e l’esercito
La definizione di Forze armate, secondo l’articolo 87, è «un Organizzazione di uomini e mezzi destinati alla difesa militare dello Stato, inquadrati gerarchicamente e sottoposti al comando, almeno formale, del Capo dello Stato.» Si tratta, dunque, di un’unione di persone omologate, ovvero con lo stesso obiettivo, con la stessa divisa e sotto lo stesso comando, che rappresentano l’Istituzione cui sono omologati. È chiaro che nella società dove l’individualismo fa da padrone, emergere, ad esempio attraverso un libro o con i propri pensieri, è la linfa vitale di tutti noi: l’obiettivo cardine è l’autorealizzazione. Va da sé che l’obiettivo di rappresentare con coesione un ente, come possono essere le Forze armate, viene posto in secondo piano e considerato di minore importanza.
E così non è poi tanto strano leggere di una personalità che si vuole distinguere all’interno di una massa indistinta di uomini.



















