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COPERTINA – Nunziatella: scuola di valori e guida per i giovani

Antonio Casaccio 06/12/2023
Updated 2023/12/06 at 9:52 PM
15 Minuti per la lettura
Foto di Ciro Giso

Uno dei più antichi istituti di formazione militare al mondo vive tacito alla sommità di Via Monte di Dio. Tra le botteghe e gli scorci, s’innalza in un piccolo vico un edificio possente e autorevole con un’incisione su pietra: “Scuola Militare Nunziatella”.  

Si tratta di un’eccellenza sotto diversi punti di vista. Baciata dalla Storia grazie all’idea di Re Ferdinando IV di Borbone nel 1787, acquisisce col tempo anche un indiscusso valore artistico, vista la presenza di opere straordinarie all’interno della Chiesa della Santissima Annunziata. Oggi la Scuola Militare Nunziatella continua ad adempiere alla sua mission formativa nei confronti di tanti giovani che scelgono i valori e la disciplina della Scuola come “palestra” per costruire i propri sogni, spesso proseguendo il percorso militare. 

In occasione del Giuramento dei nuovi allievi per l’anno 2023/2024, abbiamo avuto la possibilità di entrare all’interno di questo luogo magico e sacro per parlare con l’attuale Comandante, il Colonnello Giuseppe Stellato, e due allievi che si affacciano in un nuovo percorso della loro vita.  

LE PAROLE DEL COL. GIUSEPPE STELLATO SULLA SCUOLA MILITARE NUNZIATELLA

Comandante ci racconta brevemente la storia della Scuola Militare “Nunziatella”?  

«La Scuola Militare “Nunziatella”, all’epoca denominata Real Accademia Militare, fondata e fortemente voluta da Re Ferdinando IV di Borbone nel lontano 18 novembre 1787 che ne motivava la fondazione “perché nell’arte della guerra e negli ornati costumi la militare gioventù ottimamente ammaestrata crescesse a gloria e sicurezza dello Stato”; la Scuola, sorta su un progetto redatto dal Tenente Giuseppe Parisi e da un gruppo di altri Ufficiali che avevano fatto tesoro delle esperienze maturate dalle loro visite delle più famose Accademie Militari attive in Europa.  

Nel lungo percorso storico, culturale e alternanze di monarchie, dominazioni e repubbliche la Scuola Militare “Nunziatella” ha cambiato più volte la denominazione, da Real Accademia Militare a Real Convitto Militare, da Scuola Reale Politecnica e Militare a Collegio Militare di Napoli per poi nel 1953 assumere la denominazione attuale di Scuola Militare “Nunziatella”.  Il variare delle denominazioni non cambia però lo spirito e l’anima della Scuola che, ora come allora, ha lo scopo di formare eccellenze sia che il loro futuro sia nelle Forze Armate o che decidano di proseguire nel mondo senza stellette».  

Colonnello, sappiamo che lei è un ex-allievo della Scuola Militare Nunziatella, cosa ha provato quando ha saputo che avrebbe avuto l’opportunità di tornarvi da Comandante?  

«Tornarvi è stato un tuffo nel passato, nei ricordi che portavo vividi ancora dentro me; quando si intraprende un percorso formativo come quello militare presso un’istituzione storica come la Scuola Militare “Nunziatella” si compie una vera e propria scelta di vita, perché la Nunziatella ti entra dentro, diventa non solo una seconda casa, ma una grande famiglia che ti accompagnerà per sempre, ne sono prova i rapporti fraterni che si instaurano tra i colleghi di corso.  

Rientrarvi quale Comandante è un grandissimo onore, oltre ad un grande impegno. Spesso da Allievi capita di fantasticare e con voli pindarici proiettarsi nel futuro; tutto mi aspettavo tranne che l’Esercito mi riservasse un così grande privilegio.  Mi capita ancora di camminare lungo i corridoi della Scuola ripercorrendo e rivivendo mentalmente i tre anni trascorsi da Allievo tra le mura del Rosso Maniero».  

In un mondo in continua evoluzione ed in cui tutto viene continuamente messo in discussione, quali reputa siano i solidi valori che la Scuola sin dalla sua fondazione tramanda?  

«Lealtà, onore, fratellanza, fedeltà istituzionale, rispetto delle regole, questi credo siano i valori più importanti che la Scuola tramanda nel tempo, attraverso le lezioni di vita impartite agli Allievi durante la loro permanenza alla Scuola».  

La Scuola Militare “Nunziatella” quest’anno accoglie gli Allievi del 236° Corso, ci riveli come una Scuola, con tanta storia alle spalle, riesce a non snaturare la propria mission e a mantenersi al passo con i tempi?  

«La mission della Scuola Militare “Nunziatella” non credo sia cambiata molto nel corso dei 236 anni di storia. Partiamo dal presupposto che la Scuola Militare “Nunziatella” non è esclusivamente finalizzata ad una preparazione marcatamente militare, è principalmente orientata alla formazione dei futuri “cittadini consapevoli” e della possibile nuova classe dirigenziale che, portando dentro di loro i valori etici e morali impartiti durante gli anni di corso presso le mura del Rosso Maniero, contribuiranno in maniera attiva e positiva al futuro del nostro Paese.  

La disciplina militare che viene impartita presso la Scuola non deve essere erroneamente intesa come la limitazione delle capacità e dell’estro personali; è, invece, uno strumento per convogliare doti, capacità e attitudini dei singoli verso il raggiungimento di un obiettivo comune.  La Nunziatella non deve essere intesa come l’anticamera di una professione militare. Ciò che di fatto attira i giovani che scelgono la Nunziatella è il modello formativo offerto, che, abbinando una didattica rigorosa e una formazione militare, fornisce gli strumenti culturali, organizzativi e psico-fisici per affrontare al meglio qualsiasi impegno futuro, tanto nel mondo militare quanto in quello civile».  

Cosa significa essere un Allievo della Scuola Militare “Nunziatella”?  

«Essere un allievo della Nunziatella significa esserne parte integrante, far parte di una famiglia con solide basi nella storia ed in continua espansione. Prova del fatto è la grandissima partecipazione di ex-allievi che annualmente si ritrovano in Piazza del Plebiscito in occasione del Giuramento degli Allievi, manifestando in maniera tangibile come si resta legati all’Istituzione».  

Ricorda le emozioni del suo primo giorno alla Scuola Militare Nunziatella?  

«È difficile dimenticare l’orgoglio che provavo mentre varcavo la soglia di un istituto così illustre, mentre alle mie spalle si delineavano espressioni incerte sul volto dei miei genitori. Lasciare gli agi di casa non è stato semplice, perlomeno all’inizio, ma ero sicuro di star facendo la scelta giusta e il tempo trascorso all’interno della scuola me lo ha dimostrato».   

Quale messaggio vuole trasferire a coloro che oggi iniziano questo intenso percorso?  

«A chi intraprende questo percorso consiglio di non smettere mai di voler imparare cose nuove e di voler eccedere i propri limiti. Per citare Anna Eleanor Roosevelt: “il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”».   

PAROLA AGLI ALLIEVI DELLA NUNZIATELLA

Può un giovane nato negli anni 2000 affrontare un tipo di vita volto a sacrificio, disciplina e difesa della Patria in salvaguardia dei suoi valori? Ci sembra una gamma valoriale antiquata e in aperto contrasto con le tendenze moderna, le quali prediligono dei lifestyle diametralmente opposti a quelli militari. Tutto ciò viene messo in dubbio quando si guarda la lista di giovani che provano ogni anno ad accedere alla Nunziatella; perciò abbiamo chiesto a due giovanissimi allievi quali sono state le spinte necessarie ad intraprendere tale percorso. 

Al. Vincenzo Viscovo – 236° Corso  

Cosa vuol dire per un giovane frequentare la Nunziatella?  

«Per un giovane frequentare la Nunziatella significa essere parte integrante della famiglia dell’Esercito e di aderire a valori come lealtà, onore, fratellanza, fedeltà istituzionale e rispetto delle regole che permettono di formare non solo militari ma anche ottimi cittadini».  

Cosa ti ha spinto ad intraprendere questo percorso?  

«Ho scelto di intraprendere questo percorso perché fin da bambino mi ha sempre affascinato la vita militare. Credo che questa scelta possa contribuire significativamente alla mia formazione e alla mia crescita personale e professionale. Sono davvero contento di aver scelto questa strada, in particolare per il rapporto di amicizia che si è instaurato tra noi allievi, un solido legame basato su lealtà e rispetto».  

Come ti senti in relazione ai tuoi coetanei?  

«Sebbene sia alla Nunziatella solo da un mese, ritengo di essere più maturo dei miei coetanei, in quanto alla Nunziatella si impara a vedere la realtà con occhi diversi, gestendo il tempo e agendo sempre nell’ottica dei valori propri della Scuola e dell’Esercito, come il rispetto delle regole, la condivisione, il senso di appartenenza e la lealtà. Inoltre, è fondamentale l’importanza dei rapporti di amicizia e rispetto con gli altri frequentatori».   

Quali sono state le emozioni nel giorno del Giuramento?  

«Il giuramento è stata la cerimonia più importante di quest’esperienza, sia perché è stata la prima a cui ho partecipato sia perché è stato un momento in cui ho giurato fedeltà ed onore alla Repubblica Italiana. Inoltre, ero particolarmente emozionato perché non vedevo l’ora di indossare la storica, uniforme che fino a quel momento avevo solo osservato affascinato, ma con l’ambizione e la certezza che un giorno sarei stato uno di coloro che avrebbero avuto il privilegio di indossarla. Giurare davanti alla Bandiera, per me è stato un onore e un avvenimento che non dimenticherò mai, che rimarrà per sempre impresso nella mente e nel cuore».  

Quali sono le tue prospettive future?  

«Una volta terminata la scuola, mi piacerebbe intraprendere la vita militare, tentando il concorso per l’Accademia Militare di Modena dell’Esercito e le Accademie delle altre Forze Armate».  

Al. Francesca Pedini – 236° Corso  

Cosa vuol dire per un giovane frequentare la Nunziatella?  

«Per un giovane frequentare la Nunziatella è un onore e un privilegio, ma anche una sfida notevole. Chi ha l’opportunità di frequentare questa scuola deve essere orgoglioso di far parte di una delle istituzioni militari più prestigiose al mondo. Essere ammessi alla Nunziatella è un grande onore: significa condividere esperienze e sfide con i propri compagni creando legami forti e duraturi; significa imparare valori fondamentali quali la disciplina ed il senso del dovere, pilastri fondamentali per la vita di ciascuno di noi; significa profondere un grande impegno. La decisione di studiare qui deve essere presa pertanto con attenzione, tenendo conto delle sfide che questa scelta comporta».  

Cosa ti ha spinto ad intraprendere questo percorso?  

«Ho scelto di intraprendere questo percorso perché la vita militare mi affascina fin da bambina. Mio padre, paracadutista in congedo del 1° Reggimento “Tuscania” dei Carabinieri, con alle spalle 34 anni di servizio, mi ha avvicinato a questo mondo, raccontandomi le sue esperienze e la sua vita a reparto. Sono rimasta talmente affascinata da a fare questa scelta. Lasciare casa a soli 16 anni può sembrare una scelta difficile, ma commisurata alle mie aspirazioni di continuare il mio percorso di vita militare. La scelta della Scuola Militare Nunziatella credo sia il miglior modo per poterlo fare».  

Come ti senti in relazione ai tuoi coetanei?  

«Sicuramente questa Scuola ci fa crescere più in fretta, dandoci delle opportunità che i nostri coetanei non hanno modo di intraprendere in un percorso di studi diverso dalla Nunziatella. Sto imparando a guardare le cose con occhi diversi, con più consapevolezza. La Nunziatella ci dà l’opportunità di vivere l’esperienza scolastica insieme agli altri colleghi di corso, permettendoci di rafforzare maggiormente i rapporti interpersonali».  

Quali sono state le emozioni nel giorno del Giuramento?  

«Al momento del giuramento le emozioni erano tante, per la prima volta mi sono trovata a prestare giuramento solenne per la Patria, promettendo di impegnarmi a mantenere solidi i valori in cui credo. Marciare davanti alla bandiera, a tutti gli ufficiali ed ex allievi è stato un momento di felicità e orgoglio. Il giuramento è stato il culmine di un percorso fatto di sacrifici e tanto impegno che ricorderò come il più bello della mia vita. Ma allo stesso tempo rappresenta il mio punto di partenza per consolidare le mie aspettative future con la consapevolezza di poter riuscire in ogni mia aspirazione».  

Quali sono le tue prospettive future?  

«Finita la Scuola, vorrei tentare di entrare nell’Accademia Militare di Modena dell’Esercito e successivamente provare il concorso per entrare a far parte delle Forze Speciali dell’Esercito, più precisamente nel 9° reggimento “Col Moschin”. So che è difficile intraprendere questo percorso, ma sono convinta del fatto che con il duro lavoro, i sacrifici e tanto impegno nella vita si può raggiungere qualsiasi obiettivo e spero di riuscirci anche io».   

Le foto sono a cura di Ciro Giso.

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