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Intervista esclusiva al Colonnello Sergio De Caprio

La sala polivalente dell’Istituto Comprensivo “R. Calderisi” di Villa di Briano, ha ospitato l’incontro con il Capitano Ultimo, gremita di alunni, insegnanti e genitori.
L’evento ha inaugurato anche il percorso formativo “Memorie di vita” e ha visto il Colonnello Sergio De Caprio al centro di un dibattito costruttivo tra relatori e alunni.

L’organizzazione dell’evento è stata curata splendidamente dalla dirigente professoressa Emelde Melucci unitamente ad uno straordinario corpo insegnanti. Presenti tra i relatori il vescovo di Aversa, S.E. Angelo Spinillo e l’ing. Angelo Morlando per l’Associazione Officina Volturno. Gli alunni, dopo aver descritto il progetto “A piccoli passi verso la legalità” di cui fanno parte attivamente, hanno intervistato il Capitano Ultimo, l’uomo che ha assicurato alla giustizia il boss mafioso Totò Riina.

Prima dell’evento, Informare ha incontrato e intervistato in esclusiva il colonnello De Caprio: «Io non sono in grado di dare consigli, ho solo da imparare da questi ragazzi e dal loro talento. Loro faranno meglio di quello che abbiamo fatto noi: la nostra arroganza e superficialità deve essere abbattuta e superata dal talento di questi ragazzi. Sono qui per imparare da loro, dai loro sguardi, dai loro silenzi, dall’irrequietezza dei loro cuori».

Un incontro organizzato proprio per raccontare la legalità alle nuove generazioni. Un impegno che deve rinnovarsi giorno per giorno nel cuore di ognuno, la cui importanza deve essere trasmessa ai giovani, i quali hanno il dovere di distruggere una mentalità deleteria.

«Noi siamo qua per costruire una legalità che non è concessa dall’autorità, che si costruisce nelle case, nelle parrocchie, nelle periferie, dove c’è disperazione. E proprio qui la legalità diventa una preghiera antica che sono sicuro riuscirà a scacciare, un giorno, anche questi prepotenti che hanno calpestato la nostra dignità».

Un messaggio forte e diretto, il cui scopo è quello di abbattere le barriere tra gli esseri umani, istituendo una catena di fratellanza, dove ci si aiuta gli uni con gli altri. In ultimo, lo abbiamo invitato alla nostra Redazione:

«Per me sarà un grande onore, ma Voi dovete distruggermi come figura: non devono esistere protagonisti, grandi persone e personaggi, ma grandi idee, grandi azioni e grandi doni.». Noi ti aspettiamo, come sempre, a braccia aperte!

di Angelo Morlando e Carmelina D’aniello

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°199
NOVEMBRE 2019

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