Campo Laudato Si’: una speranza per uomo e natura nel cuore di Caserta

Paolo Cutillo 06/10/2023
Updated 2023/10/06 at 10:45 AM
6 Minuti per la lettura

Mercoledì si è svolta la manifestazione conclusiva per la presentazione del progetto di riqualifica del complesso Macrico di Caserta, che verrà rinominato “Campo Laudato Si‘”. Il progetto del Campo Laudato Si’ è molto ambizioso ma potrebbe rappresentare un vero e proprio polmone verde ed anche polmone sociale per la città e la provincia di Caserta. I lavori, si stima, dureranno dai 7 ai 10 anni ma nel frattempo sarà saltuariamente fruibile e visionabile.

Campo Laudato Si’: da campo di Marte a campo della Pace

Il complesso del Macrico nasce come campo di Marte, ovvero campo di esercitazione militare sia in epoca borbonica che nel dopo guerra. Dopo aver svolto le sue funzioni questo enorme complesso fu dismesso e abbandonato per svariati anni e varie sono state le proposte di destinazione d’uso portate avanti sia dal Comune che dai vari enti. Infatti Macrico è si di proprietà dell’Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero, ma è tuttora in possesso del Ministero della Difesa a causa di un contenzioso in atto fra I.D.S.C. e lo stesso Ministero, per l’ammontare dei fitti pregressi.

Nel susseguirsi degli anni come dicevamo, le proposte per la riqualifica di questo spazio sono state tantissime: dal creare un complesso di edifici commerciali, alla creazione di un vero e proprio complesso di appartamenti e villette di lusso, da spazio per fiere ed impianti industriali a ricollocamento di edifici istituzionali. Alla fine tutte queste proposte non hanno mai visto luce, e per volontà dei possessori e per la stravaganza delle proposte portate ma anche per la lunghezza della burocrazia. Oggi finalmente sembra che si stia raggiungendo un traguardo per il compimento di un’opera davvero mastodontica: 330.000mq destinati a circa 5 parchi verdi ed altrettanti nuclei di lavoro e interesse per la tantissime persone.

L’alleanza tra uomo e ambiente

Abbiamo raccolto le dichiarazioni del vescovo di Caserta Monsignor Pietro Lagnese che ha decritto il progetto come: “Un ambiziosa collaborazione tra la chiesa, le istituzioni del Comune di Caserta ed i loro cittadini. Questo progetto prende il via dalla cristianità come centro nevralgico del tessuto cittadino, renderà l’attuale proprietà dell’istituto diocesano un vero e proprio gioiello nel cuore di Caserta.

Tutto ciò prende vita dalle due esortazioni apostoliche di Papa Francesco, Laudato sì e Laudate Deum, le quali mirano soprattutto alla conservazione del pianeta terra e degli spazi verdi e dell’eco sostenibilità insieme all’integrazione di tutti i popoli.”

Campo Laudato Si’: uomo e natura si incontrano

Abbiamo poi chiesto a Monsignor Anthony Ekpo, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello Sviluppo Umano Integrale, quale sarà lo scopo ultimo di questo spazio: “Questo sarà uno spazio dove natura e uomo si incontreranno per convivere insieme. Questo incontro deve però avvenire anche nel cuore dei cittadini, l’inclusione e la collaborazione sono i mezzi con cui noi possiamo combattere la malvagità delle società moderne e tecnocratiche. Con un grande bioparco dedicato alle varietà di flora e fauna, la costruzione di molti corsi d’acqua e anche l’l’ampliamento delle zone verdi possiamo avere un vero e proprio polmone verde in città. Ma abbiamo anche bisogno di un polmone sociale, che includa tutte le persone anche quelli messe ai margini dalla società moderna.”

Sarà quindi questo un luogo da cui ripartire per l’integrazione degli immigrati e dei più poveri, dei disoccupati e di tutti quelli che attualmente faticano ad essere riconosciute come cittadinanza attiva in questa frenetica società.

Io Capitano di Matteo Garrone

Sulla scia di queste tematiche così fortemente sociali ed attuali si è tenuta la visione del nuovo film di Matteo Garrone “Io capitano”. Il film, già vincitore di numerosi premi e candidato ad altrettante nomination, è incentrato sulla storia di alcuni ragazzi, tra cui Mamadou Kouassi emigrante ed oggi Casertano, che migrano dall’Africa verso l’Italia. Proprio Mamadou ospite d’eccezione della serata di ieri, ha raccontato di come il film parli del loro viaggio alla ricerca di un qualcosa di migliore nelle loro vite attraverso la fuga dalla guerra e dalla scarsità di possibilità di una vita migliore.

Le immagini raccontate in maniera molto cruda e realistica, sono molto significative, ed emblematica è stata la loro proiezione proprio una quel momento in quel contesto. Ci si auspica infatti che con luoghi come questi si dia la spinta a collaborazioni fra i comuni, le istituzioni, i centri sociali, e anche la chiesa o comunque gli enti religiosi sul territorio affinché un domani più prospero più coeso e più inclusivo per tutti quanti immigrati sia presto realizzabile nella nostra quotidianità.

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