Lettera del Vescovo: “Il Macrico tornerà ad essere un campo di pace e di vita”

Gianrenzo Orbassano 20/09/2023
Updated 2023/09/20 at 3:02 PM
5 Minuti per la lettura

Magazine Informare si è ampiamente dedicato alla questione Area Macrico, una zona posta alle spalle del Monumento dei Caduti a Caserta. Il Macrico è infatti uno spazio di circa 33 ettari (324.533 mq) con all’interno una serie di strutture dell’esercito in stato d’abbandono da oltre trent’anni.

Questa area, oltre a portare benefici al settore strategico del turismo, potrebbe essere una valida alternativa ai giardini reali della Reggia. Il Macrico quindi potrebbe attrarre nuove realtà moderne e quindi di aprire una grande finestra su infinite possibilità sia da un punto di vista culturale e soprattutto ambientale. 

L’inchiesta di Informare

Con l’inchiesta di Magazine Informare, abbiamo avuto un incontro con Don Antonello Giannotti. L’attuale parroco della Chiesa di Lourdes è una delle personalità che più si sta preoccupando per il futuro di quest’area. Insieme all’attuale Vescovo di Caserta Pietro Lagnese, risulta tra i firmatari di una petizione per qualificare l’area ex Macrico quale F2, cioè verde pubblico inedificabile:

«Il ruolo della Chiesa è quello espresso dal Vescovo Lagnese. Lui stesso ha dichiarato che vuol restituire il Macrico alla città di Caserta ed alla sua cittadinanza. Un Macrico campo di pace, di vita e di speranza, garantendo, quindi, un parco urbano dove diverse anime intergenerazionali potessero incontrarsi e dialogare. L’obiettivo è quello di far usufruire alla città di uno spazio verde, una città congestionata sotto tutti i punti di vista, bisognosa di ossigeno, aria pura e di luoghi culturali del genere. L’area Macrico rappresenta una incredibile occasione di sviluppo sostenibile capace di coniugare insieme la custodia del Creato e opportunità di lavoro».

caserta macrico area

La lettera del Vescovo di Caserta Pietro Lagnese

Oggi arriva una lettera direttamente dal Vescovo della Diocesi di Caserta Pietro Lagnese in occasione dell’inizio del “Festival Laudato si’” che si terrà all’interno dell’area ex Macrico. Il Vescovo di Caserta Monsignor Pietro Lagnese ha rivolto un messaggio di invito al pubblico spiegando il senso della prima edizione del festival.

Carissimi, ho il piacere di annunciarvi che, dal 27 settembre al 4 ottobre prossimi, vivremo a Caserta il Festival Laudato si’, promosso dall’Ufficio di Pastorale Sociale della Diocesi e dalla Fondazione Casa Fratelli Tutti. Il Festival Laudato si’ si terrà nell’area in passato nota come Macrico, da tanti anni in stato di abbandono e attualmente di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento Clero di Caserta.

Quell’area, un tempo giardino dell’episcopio, e successivamente utilizzata prima come campo di addestramento militare e poi come centro di rimessaggio per mezzi corazzati, sarà nei prossimi anni restituita alla sua vocazione originaria e messa a disposizione dei cittadini come bene comune: ritornerà a essere un giardino, un campo di pace e di vita, d’incontro, di inclusione e di dialogo tra generazioni; nascerà così il “Campo Laudato sì’ Caserta”, che vorremmo diventasse esempio di un’ecologia integrale quale interazione tra l’ambiente naturale, la società, le sue culture e le istituzioni, e modello di un’economia che sia al servizio dei più deboli e degli scartati.

L’invito al Festival Laudato si’

Dopo un primo tempo di ascolto che ha già coinvolto tanti, sarà reso pubblico alla Città, durante il Festival, il Masterplan di progetto redatto da architetti, urbanisti, docenti e ricercatori di governance dei beni comuni, sulla base del Manifesto della Chiesa di Caserta “Da Campo di Marte a Campo della Pace”.

Ad aprire il Festival Laudato si’ sarà, mercoledì 27 settembre, il Cardinale Matteo M. Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Durante i giorni del Festival, a partire dai Messaggi del Papa per il Tempo del Creato e per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, ci saranno mostre, incontri, testimonianze, approfondimenti culturali, spettacoli, momenti di preghiera, di festa e di condivisione; e ciò con il coinvolgimento sia delle comunità parrocchiali e delle altre realtà ecclesiali, sia delle scuole, dell’università, delle associazioni e istituzioni del territorio, sia di esponenti del mondo della cultura e della politica.

In un territorio negativamente indicato come “terra dei fuochi” e per tanto tempo mortificato e lacerato sotto il profilo ambientale e sociale, lavoriamo insieme per una rinascita della casa comune e per una nuova cultura della vita e del creato. Diventiamo tutti protagonisti di un processo di risveglio di una nuova riverenza della vita!

Auguriamo al Festival di avere una risonanza concreta nella città di Caserta che aspetta da anni una svolta sull’argomento Macrico.

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