Ambiente

Ambiente: la proposta di un nostro lettore

Redazione Informare 26/05/2023
Updated 2023/05/26 at 5:01 PM
6 Minuti per la lettura

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci da un lettore del nostro magazine, il dr. ing. Pasquale Aulicino, che ha formulato una proposta in tema ambiente, in merito al fenomeno delle calamità naturali e il dissesto idrogeologico.

“Dalle calamità naturali che colpiscono il nostro territorio e delle quali ne apprendiamo dai mezzi d’informazione gli effetti, spesso disastrosi, dovremmo imparare e prendere concrete iniziative che possano in futuro ridurre, se non addirittura eliminare, i danni subiti da eventi naturali, più che ‘anomali li definirei che ci colgono impreparati Sempre più diffusamente si parla di “cambiamenti climatici”, di “bombe d’acqua”, di previsioni apocalittiche !?

Poi ci sono i falsi profeti, gli ecovandali, i bambini che invece di andare a scuola vengono mandati in piazza a manifestare contro tutto e tutti per salvaguardare il pianeta e poi ? Poi c’è l’Europa, una invenzione meravigliosa che ci sta stritolando giorno per giorno…l’elettrico…le case green…i pericolosi nostri genuini prodotti alimentari…e poi ancora gli imballaggi da rifare”.

Ambiente: l’Italia e i fenomeni delle calamità naturali

“Seguo il pensiero di quelle persone (studiosi, scienziati e non) che, anzicchè piangersi addosso prendendosela con i cambiamenti climatici perchè causa dei loro mali, ritengono invece che i mutamenti degli eventi naturali siano ciclici, in parte prevedibili come le piogge, i tornado, i venti e le mareggiate, altri meno o per niente prevedibili come i terremoti. Da che è mondo è mondo si verificano mutamenti anche drastici dei fenomeni naturali; importante è imparare, fare esperienza comprendendo la causa degli effetti e prevenire con azioni opportune gli eventuali danni causati a persone e cose.

Uno dei problemi che interessa buona parte del territorio nazionale è quello delle esondazioni dei corsi d’acqua. Oltre agli aspetti meteorologici e idrogeologici del territorio, bisogna rilevare e analizzare lo stato di fatto dell’intera rete fluviale, da nord a sud, soprattutto quella dei piccoli e medi corsi d’acqua che provocano le maggiori e più frequenti esondazioni.

Credo che la pulizia e la manutenzione del letto e delle sponde di canali, torrenti, ruscelli, piccoli fiumi, possa essere prioritaria rispetto ad opere di maggiore spesa e consistenza, magari da progettare in cascata. La rimozione di detriti vari, rami legname, oggetti di scarto di plastica. vetro, metallo che si ammassano nel tempo lungo le sponde del corsi d’acqua e ancor più pericolosamente in prossimità di pilastri e spalle del ponti, occludendone parzialmente la luce per il deflusso delle acque, o addirittura oggetti pesanti depositatisi sul fondo dell’alveo innalzandone il livello con conseguenze facilmente immaginabili”.

Calamità naturali: “occorre una formazione del personale e dei dispositivi di protezione”

“Orbene, questa prima mega-operazione potrebbe essere formalizzata con una opportuna legge dello Stato Italiano, delegando le Regioni per la esecuzione delle attività di competenza territoriale, con istituzione di calendari e di individuazione delle aree d’intervento, con la definizione di un piano contenente il computo di spesa con le previsioni di impiego dei tecnici e della manodopera occorrente, incluso la necessaria formazione del personale, dei dispositivi di protezione e dei mezzi d’opera. I periodi migliori nei quali approfittare per operare sono quelli della siccità durante i quali i livelli d’acqua sono molto bassi comportando minor rischio nell’intervento da parte dell’uomo (Spesso i letti di molti corsi d’acqua sono addirittura asciutti nei periodi di siccità).

Questa iniziale magnifica opera di vera e propria bonifica, con tanto di mappa e di calendario per intervenire periodicamente su vasta scala, dovrebbe essere eseguita con priorità assoluta, previa celere ed efficace formazione e sotto la guida della Protezione Civile, da personale di buona volontà e capacità che ha bisogno di lavorare, di qualsivoglia sesso ed età (età lavorativa); soprattutto personale licenziato da realtà produttive che hanno chiuso i battenti, giovani laureati e non senza lavoro, insomma tutti coloro che hanno voglia di mettersi in gioco, peraltro con requisiti minimi: potrebbero stabilirsi turnazioni, etc

A questa iniziativa dovrebbe poi seguire la costruzione ex novo o riparazione degli argini dei fiumi, difese contro le frane, costruzioni di dighe, invasi di raccolta per periodi di siccità (come si faceva tanti anni fa), opere idrauliche da realizzarsi con personale esperto e qualificato.

Al Governo italiano la preghiera di attivare simili iniziative, per il benessere della collettività e del Paese, destinando ad esempio ai nostri lavoratori i fondi che oggi si destinano (contrariamente al volere del popolo) ad alimentare guerre e ad inseguire sogni elettrici e green.”

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