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Al via la mostra “Degas il ritorno a Napoli”

San Domenico Maggiore ospita le opere del pittore francese delle ballerine

Mina Grasso 17/01/2023
Updated 2023/01/17 at 10:31 AM
5 Minuti per la lettura
foto Mina Grasso

Inaugura con una preview del curatore collezionista ed esperto d’arte Vincenzo Sanfo, ed apre al pubblico nella mattina del 14 Gennaio nella Sala del Refettorio del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, la bella mostra dal titolo “Degas il ritorno a Napoli“, dedicata al pittore francese, e organizzata da Navigare s.r.l, così come le precedenti esposizioni che hanno visto in sedi napoletane le opere degli artisti Frida Khalo e Van Gogh, e gli scatti fotografici dell’archivio Kent sulle tournée di David Bowie.

Struttura della mostra “Degas il ritorno a Napoli”

La mostra si divide in tre sezioni che toccano i temi della famiglia e della vita napoletana di fine Ottocento; i soggetti amati da Edgar Degas e sviluppati in pittura; gli amici e i colleghi del pittore nel corso del suo soggiorno napoletano (1854 – 1856). Le 188 opere in mostra sono dipinti, bozzetti, piccole sculture, fotografie e riproduzioni video, tantissime provenienti da collezioni private, tante della collezione Sanfo.

Sezione uno: la famiglia e la vita a Napoli

La prima parte della mostra racconta con contributi e scatti fotografici e pittorici la Napoli di fine Ottocento, ed illustra la storia familiare di Edgar Degas, a partire dal ritratto di suo nonno, il barone Hilaire Germain Edgar De Gas, oggi custodito al Museo D’Orsay, fino a chiudere con il video dedicato al dipinto La Famiglia Bellelli, famiglia che lo ospiterà a Napoli, e che Degas tratteggia negli aspetti caratteriali, negli equilibri facendo trasparire forse qualche astio tra i componenti della famiglia, oltre che da un punto di vista puramente estetico: une vera e propria fotografia, quasi una sequenza cinematografica. In questa sezione viene anche ad inserirsi la fotografia come mezzo prescelto da Degas per poi costruire i dipinti. Si tratta di una piccola, ma interessante raccolta di 34 fotografie, conservate alla Bibliothèque Nationale de France della quale fa parte anche un autoritratto. Belle anche le foto di Giorgio Sommer che immortalano la Napoli al tempo di Degas. Interessante infine, uno scatto del 1918 in Boulevar Saint Germain che ritrae un Degas negli ultimi anni della sua vita, e che diviene copertina di un libro.

Sezione due: i temi e le ricerche

La Napoli di Degas della prima sezione conduce verso la seconda sezione di mostra, dove compaiono i temi amati dal pittore: le sue classiche ballerine, belle eleganti e in posa di danza con scarpette e tutù, le corse dei cavalli, le serate tra teatri e caffè-concerto e le “Maison Close”, un mondo di lussi, dove la bellezza si contrappone alle figure di lavandaie, di prostitute, di bevitori che partecipano alla scena dall’angolo della loro estraneità. Degas è un vero e proprio cantore di vita popolare – spiega il curatore Vincenzo Sanfo.

Qui, ancora, è presente una serie di monotipi, i 32 monotipi su La Famiglia Cardinal, nella quale si racconta di due giovani sorelle ballerine che “arrotondano” i guadagni accompagnandosi ad uomini illustri, contattati dalla loro madre; i 16 monotipi spettacolari, racchiusi in una saletta quasi segreta che dettagliano figure e scene della vita in una casa chiusa, La Maison Tellier novella scritta da Guy de Maupassant.

Sezione tre: gli amici e la vita sociale

Il percorso prosegue verso la sezione dedicata alla scoperta dell’Impressionismo da parte dell’artista, che se ne avvicina e poi lo abbandona, e questa sezione è popolata dalle opere di artisti amici e colleghi, come Marcellin Desboutin, Ludovic Halévy, Cezanne, ma anche De Nittis, Filippo Palizzi, Domenico Morelli che Degas frequenterà a Napoli, e poi Édouard Manet, Todulouse- Lautrec. E infine, Pablo Picasso che conclude la sezione e la mostra con un’acquaforte nella quale ritrae Degas e Desboutin, grandi amici, completamente diversi nell’aspetto fisico, immortalati durante una conversazione all’interno di una casa chiusa. Si chiude così, con questo contributo, il momento dell’Impressionismo – rappresentato dai due amici artisti- mentre si apre proprio con chi li ritrae, Pablo Picasso, una nuova epoca che cambierà il percorso della pittura, dettando nuove regole – racconta ancora nel corso della visita il curatore Vincenzo Sanfo.

La mostra, che porta il patrocinio del Comune di Napoli sarà visitabile fino al 10 aprile 2023.

ph. Mina Grasso

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