Al Teatro Mercadante di Napoli va in scena “Zio Vanja”

Capolavoro di Anton Čechov con la regia di Leonardo Lidi.

Redazione Informare 24/04/2024
Updated 2024/04/24 at 1:33 PM
4 Minuti per la lettura

Lo “Zio Vanja” di Anton Čechov va in scena al teatro Mercadante di Napoli dal 23 al 28 aprile con la regia di Leonardo Lidi e la produzione di Teatro Stabile dell’Umbria, in coproduzione con Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, e con Spoleto Festival dei Due Mondi.

Leonardo Lidi continua con questo spettacolo il viaggio all’interno dei capolavori di Anton Čechov, forse il lavoro più importante dell’autore russo, con una seconda tappa che porta sul palco in un atto unico di un’ora e quarantacinque minuti nove personaggi di ceto medio borghese e un cane, e la loro vita familiare in un podere di campagna. Storia complessa e intrecciata nella quale Anton Čechov mostra tutta la sua modernità quando mette a nudo i sentimenti, o nel confronto/scontro tra generazioni o quando indaga sul senso della vita, della noia, sulla quotidianità che ci invecchia, sulla morte e sulla ricerca vana di una nuova vita. Che fondamentalmente è la ricerca da parte dell’essere umano della felicità.

Elena e Astrov

Lo spettacolo “Zio Vanja” debuttò la prima volta il 26 ottobre 1899 al Teatro d’arte di Mosca, mentre la prima rappresentazione in Italia, col il titolo tradotto “Zio Giovanni” ebbe luogo il 3 maggio 1922 a Firenze, nel Teatro Niccolini con la Compagnia di Uberto Palmarini.

Il Cast e la scenografia

I nove personaggi sulla scena al Mercadante sono Giordano Agrusta, Maurizio Cardillo, Ilaria Falini, Angela Malfitano, Francesca Mazza, Mario Pirrello, Tino Rossi, Massimiliano Speziani, Giuliana Vigogna. La regia vede come assistente Alba Porto. Le scene e la scelta delle luci sono di Nicolas Bovey; i costumi di Aurora Damanti; il suono di Franco Visioli.

La scenografia è scarna. Una panca di legno su un fondale dello stesso legno, di colore grigio come le giornate tutte uguali del piccolo gruppo che abita la tenuta. Spiccano i colori vivi degli abiti, mentre la vita scorre lenta, immobile, senza novità. La visita del medico di famiglia il dottor Astrov introduce elementi di deviazione e apre la strada al racconto: la vita della tenuta è cambiata da quando il professore Serebrjakòv ha una seconda moglie, la giovane Elena Andreevna, donna forse innamorata di lui all’inizio, ma in fondo infelice come gli altri. Come la figlia del professore, Sonja, o come lo zio Vanja, oppure come il dottore che disegna mappe ricordando un passato scomparso fatto di boschi rigogliosi a cui è seguito un presente di decadenza. E’ una vita fatta di ozio quella della famiglia di campagna, e non più di lavoro

E la vita oziosa non può essere onesta. E’ anzi, provinciale e insignificante.

La ricerca della felicità, i miraggi di Zio Vanja

Il talento, la libertà, la mente aperta sono i miraggi a cui tende zio Vanja, sono gli elementi di modernità di Anton Čechov in contrapposizione all’ozio, ai vizi come quello del dottore per l’alcol, o delle donne per il fumo, in contrapposizione al tradimento. Miraggi a cui tendere, nonostante la delusione di una vita condotta senza slanci, e nella direzione sbagliata. E così quando il professore e la giovane moglie vanno finalmente via dal podere, lo zio Vanja e sua nipote Sonja riprendono le loro attività. Poiché la ricerca è fondamentale. E’ la ricerca di una nuova vita, senza arrendersi all’attesa, al pensiero che la vita finisca da sé.

La ricerca della verità è sempre meglio dell’incertezza

E per raggiungerla bisogna mettersi a fare qualcosa, bisogna mettersi a lavorare. Proprio come si faceva prima che tutto cambiasse.

I disegni del dottor Astrov

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