‘’Youngle Neapolis”: adolescenti in ascolto

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Nel 2012, in Toscana, nasce il progetto “Youngle“, un servizio pubblico di ascolto e counseling, sui social media, rivolto ad adolescenti e gestito da adolescenti con la supervisione di psicoterapeuti, educatori ed esperti.

“Youngle” è presente in tutta Italia con 13 centri in 10 regioni e, nel 2018, la redazione si è formata anche a Napoli con un servizio attivo il lunedì e giovedì dalle 21 alle 23. È un progetto davvero interessante e che ha coinvolto diversi ragazzi, ma in che modo? Attraverso le scuole.

Infatti, nella fase iniziale, è stato chiesto alle scuole di pubblicizzare il progetto e cercare ragazzi che volessero diventare peer, ovvero coloro che conducono le chat, rispondendo ad un questionario online sul loro rapporto con l’ascoltare e il comportamento in un gruppo.

In seconda battuta, coloro che hanno risposto al questionario, sono stati contattati dalle psicologhe per un colloquio, così da poter costruire una squadra omogenea e coesa.
Quindi peer trovati, squadra istituita bisogna rapportarsi con i referenti nazionali di Youngle che, attraverso una formazione, sono il tassello mancante per l’apertura dei profili social!

Informareonline-Young-2-minMa gli adolescenti in cosa hanno bisogno di essere ascoltati?
Nei classici, ma non inutili, problemi di cuore, familiari, scolastici, dubbi sulla sessualità o sull’orientamento sessuale e così via. Insomma tutti temi molto delicati e personali così creando, in modo anonimo, ciò vale a dire non conoscendo il peer di quella sessione, una fiducia reciproca.

Non c’è bisogno solo di sportelli d’ascolto scolastici (ove siano presenti) ma spazi diversi anche di semplice confronto, supporto. L’obiettivo di youngle è di non far sentire soli, affrontare assieme un problema ed affrontarlo con dei tuoi pari, dei tuoi simili.

Oltre allo spazio punto di forza per Youngle hanno anche altre idee, come #abetterinternetstartswithyou, sull’uso consapevole di internet, e diverse rubriche dove youngle consiglia libri, film etc.; l’attività più interattiva, ora ferma causa covid, è #youngleiseverywhere per cercare gli adesivi sparsi per la città.

di Rosa Cardone

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