XVIII Legislatura: il bilancio delle leggi approvate

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Quella iniziata il 23 marzo 2018 è una legislatura segnata dai toni altalenanti, che passa dalle parole di sfida personale dei leader sia nei talk che nelle aule parlamentari, alla collaborazione concreta delle seconde linee che si adoperano per il “bene dei cittadini”, senza che questi invece possano o riescano ad elaborare cosa stia effettivamente accadendo.

Una necessità che tuttavia interessa e coinvolge forse pochi mentre una grande fetta della popolazione vive le fasi più concitate delle scelte del Governo e segue alcune delicate situazioni dell’esecutivo con la capacità di discernere riservata a tifosi di lunga data.

Ciò nonostante abbiamo assistito, negli ultimi giorni dell’anno appena trascorso, ai due discorsi delle personalità più influenti della nostra Repubblica. Da un lato quello del premier Conte che ha manifestato l’intenzione di seguire il cronoprogramma dei punti su cui il Governo continuerà a lavorare, mentre dal Presidente Mattarella un invito agli italiani in particolar modo ai giovani ad avere fiducia (parola ripetuta per ben sette volte). Un elogio invece è stato rivolto all’Italia che sa sempre darsi da fare.

Ma una riflessione più profonda invece ci consente di capire quante le leggi licenziate dal Parlamento dall’inizio di questa nuova legislatura.

Ebbene al Senato della Repubblica i disegni di legge approvati in Assemblea sono in totale 135 di cui 49 diventati legge dello Stato anche se una ancora da pubblicare mentre 69 sono quelli approvati in prima lettura e 4 con modificazioni; 13 quelli approvati in un testo unificato da cui sono emersi 3 testi dalla loro unificazione. Licenziati anche ulteriori 5 testi in Commissione in sede deliberante (iter che esclude del tutto l’intervento dell’Assemblea) di cui 2 divenuti legge e 3 approvati in prima lettura.

Numeri più ampi invece alla Camera dei deputati.

A Palazzo Montecitorio i disegni di legge approvati sono in totale 173 con una ripartizione più articolata se si considera che: 46 le proposte che sono state approvate definitivamente con 2 leggi non ancora pubblicate mentre 73 i disegni di legge approvati in prima lettura. I testi su cui c’è stato accordo con modificazioni intermedie sono 7 e 45 quelli confluiti i 7 testi unici definitivamente approvati dall’Assemblea. Anche alla Camera ci sono 3 testi approvati in Commissione legislativa ma solo in prima lettura.

Nel 2018 le leggi promulgate sono state 20 mentre nello scorso anno quelle licenziate in maniera definitiva sono 76 con 56 testi che hanno seguito l’iter ordinario (2 leggi collegate alla manovra finanziaria – 6 deleghe al Governo – 35 ratifica di trattati internazionali) 2 inerenti il Bilancio dello Stato e 18 conversioni di Decreti Legge. Leggi che sono state approvate in tempi non brevi considerando che per quelle di iniziativa parlamentare (23) i giorni necessari sono stati 192; 122 per quelle di proposta governativa mentre 254 per quelle di impulso popolare. Riprendendo invece i tempi medi approvazione delle leggi di iniziativa governativa suddivise per natura ci sono voluti 171 giorni per quelle ordinarie (170 per i collegati alla manovra finanziaria e 163 per quelle di ratifica di trattati internazionali). Per la conversione dei decreti leggi sono occorsi 43 giorni mentre 77 per quelle del Bilancio dello Stato.

Se la parola più citata del discorso del presidente Mattarella è stata “fiducia” nello stesso modo sono stati 10 i Disegni di Legge di iniziativa governativa su cui il Governo Conte II ha posto la questione di fiducia – istituto della forma di governo parlamentare riservato al Governo, non previsto in Costituzione, ma disciplinato dai regolamenti interni della Camera e, in modo più succinto, del Senato nonché dalla legge n. 400/1988 – qualificandoli come atti fondamentali della propria azione politica e su cui è stata sempre accordata dal Parlamento.

 

di Antonio Di Lauro

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