Viaggio alla pari nell’Olanda ambientalista

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L’esperienza di WWOOF (World-Wide Opportunities on Organic Farms) segna un passaggio fondamentale per chiunque sia vicino al mondo dell’ambientalismo. È un’organizzazione che mette in contatto le fattorie biologiche di tutto il mondo con coloro i quali decidano di fare esperienza di vita rurale. Lo scambio è orizzontale: momenti di attività, di convivialità con gli ospitanti e con gli host provenienti da tutto il mondo.

Farla in periodo di covid non è stato facilissimo, ma si è potuto afferrare a pieno il concetto di ecologismo del paese ospitante: l’Olanda. È agosto, precisamente siamo a Boekel, nel Brabante del Nord, nei pressi di una delle città più industrializzate del paese, Eindhoven.

All’interno di questa piccola cittadina è in progetto uno dei più grandi spazi ecologici autonomi della regione: Ecodorp Boekel. Il villaggio si prefissa l’obiettivo di fornire beni di prima necessità sostenibili. Di conseguenza, dare soluzioni per tutti gli obiettivi mondiali sostenibili.

Un quartiere di trenta case sostenibili in affitto, sei case di cura, un centro comunitario, fornitura elettrica indipendente da quella statale, la depurazione sostenibile delle acque e aziende sostenibili.

Ecovillage Boekel è reso possibile in parte dal Fondo europeo di sviluppo regionale, dal governo nazionale e dalla provincia del Brabante del Nord.

Lo stato olandese, così come tutto il panorama mondiale politico attuale, ha sicuramente delle pecche nella gestione sostenibile dei propri territori, ma non perde mai occasione per finanziare progetti come quello in questione. Non nel caso dell’attuale premier, ci viene riferito.

I bambini del villaggio non conoscono l’uso del cellulare, si dilettano in giochi prettamente a contatto con la natura e per loro è stato davvero strano vedere un gruppo di sei ragazzi francesi, italiani, tedeschi e spagnoli videochiamare le proprie famiglie.

Come già anticipato, si è avuta la possibilità d’interfacciarsi anche con situazioni come quella francese e tedesca. Il denominatore comune è stato quello riguardante la politica comunitaria: c’è bisogno di una scossa affinché queste realtà non restino casi isolati. Bisognerebbe dare la possibilità di creare spazi del genere anche a territori non in via di sviluppo come quello di Boekel.

In Francia c’è molto malumore nei confronti di Macron che finora poco ha realizzato in ambito ecosostenibile. Viene definito “le Roi de France” da uno dei colleghi francesi. Si spera nella realizzazione del piano sostenibile per le imprese da 100 miliardi.

Totalmente distante dalla vita rurale c’è Michael, giovane studente di Berlino, che per vivere da solo è costretto a lavorare in fabbrica. Con la Spagna poco si è potuto dibattere d’ambiente, il paese è davvero scosso dall’ondata di covid-19. Si prospetta una crisi sociale nel paese iberico, già in condizioni economiche precarie.

Ritornando ai Paesi bassi, ecco quanto ci riferisce Jolanda, la responsabile del progetto Ecodorp Boekel: “Noi veri olandesi siamo stanchi di essere identificati solo ed unicamente con la città di Amsterdam, l’Olanda è soprattutto altro. È sviluppo sostenibile, è l’Ecodorp, è la voglia di emergere nella lotta alla devastazione ambientale. Vorremmo un turismo diverso, vorremmo più attenzioni dalle istituzioni durante la nostra futura crescita”.

Quanto detto da Jolanda lo si è riscontrato pochi giorni dopo la fine del progetto. Siamo ad Amsterdam dopo poche ore di viaggio in treno intercity, paragonabile alla nostra alta velocità, e sembra di aver cambiato nazione. La città dei vizi però ha in sé una grande variante di multiculturalismo, inquinamento atmosferico, grande politica di tolleranza che si espande in tutto il paese, ma enorme differenza con il resto del paese. Poco rispetto delle norme anti-covid e tanta socialità per le strade.

Insomma è davvero piena di contraddizioni. È stato curioso vedere che in Olanda è possibile creare uno spazio per l’ambiente a pochi chilometri da centri industriali, rappresentando in poche parole il grande divario ancora presente fra paesi frugali ed il resto d’Europa.

Parlando di paesi frugali, è nota la loro opposizione al piano economico europeo. Inutile parlare di Recovery Fund con gli olandesi, si oppongono totalmente alle modalità stabilite per il piano economico. L’Olanda e gli olandesi sono al fianco di Mark Rutte, primo ministro dei Paesi Bassi. Gli ambientalisti un po’ meno, c’è scetticismo sul rispetto dell’Accordo di Parigi.

Questo è stato il nostro viaggio nell’altra Olanda e “Rutte ha poco a che vedere con noi ambientalisti”, parola di Jolanda.

di Matteo Giacca

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