Una delle convinzioni più diffuse che incontro nel mio lavoro è quella secondo cui vendere casa da privato significhi risparmiare. È un’idea molto radicata, ma nella maggior parte dei casi non corrisponde alla realtà. Quando si parla di vendita tra privati, si immagina un’operazione semplice: due persone che si mettono d’accordo, trovano un prezzo e concludono. In realtà, dietro una compravendita immobiliare c’è un sistema complesso fatto di verifiche, norme e responsabilità che non possono essere improvvisate.
Chi decide di vendere senza un agente immobiliare, nella pratica, non elimina i costi: li sposta. Si ritrova a dover consultare un geometra per le verifiche urbanistiche, un avvocato per gli aspetti contrattuali, un notaio non solo per l’atto finale ma anche per una consulenza preventiva. Alla fine, invece di avere un unico riferimento, ci si affida a più figure, spesso senza una regia unica. Il punto è semplice: è impossibile affrontare una compravendita senza competenze specifiche. E quando queste competenze non si hanno, si pagano comunque, solo in modo meno organizzato e, spesso, meno efficace.
I rischi reali di una trattativa senza guida
Il vero problema non è solo economico, ma soprattutto legato ai rischi. Quando si tratta tra privati, spesso non si conoscono fino in fondo le regole del gioco. E in ambito immobiliare, non conoscerle significa esporsi a conseguenze anche importanti. Mi capita frequentemente di vedere persone che si accordano su un prezzo e iniziano a scambiarsi somme di denaro senza che ci siano tutte le verifiche necessarie. Acconti dati in buona fede, magari per “bloccare” un immobile, quando in realtà il venditore non è ancora nelle condizioni di venderlo, perché la documentazione non è completa o perché esistono problemi urbanistici.
In questi casi, la responsabilità è tutta in capo al venditore, ma le conseguenze ricadono anche sull’acquirente. E quando emergono i problemi, spesso è troppo tardi: la trattativa si blocca e recuperare le somme versate può diventare complicato. Un altro rischio molto comune è quello degli accordi presi con leggerezza. Promesse, strette di mano, impegni verbali che, in un contesto delicato come quello immobiliare, possono trasformarsi in situazioni difficili da gestire. Senza una guida, è facile trovarsi a gestire responsabilità che non si conoscono.
Il ruolo reale di un agente immobiliare
Il lavoro di un agente immobiliare non si limita a mettere in contatto venditore e acquirente. Inizia molto prima e finisce molto dopo. La prima fase è quella della verifica: controllare che l’immobile sia in regola dal punto di vista urbanistico e catastale, capire se è realmente vendibile e in quali condizioni. Solo dopo si passa alla valutazione per stabilire un prezzo coerente con il mercato e sostenibile per un acquirente. Durante la trattativa, il mio compito è fare da intermediario, ma anche da garante: spiegare alle parti cosa stanno firmando, quali sono i rischi, quali tutele inserire. Tutte queste attività, se non vengono svolte da un agente immobiliare, devono essere comunque affrontate da qualcuno. E quel qualcuno, inevitabilmente, avrà un costo.
a cura di Gianluca Marigliano – Consulente immobiliare REMAX – Immobiliari Uniti
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