Una finestra sull’arte: Gustav Klimt

0

Care lettrici e cari lettori,

sperando di fare cosa gradita, oggi ho deciso di condividere con tutti voi la presentazione del pittore austriaco Gustav Klimt, (Vienna1862-1918), massimo esponente dell’Art Nouveau austriaca, meglio conosciuta come “Secessione Viennese”.

Gustav Klimt nasce nel 1862 a Baugmarten, presso Vienna, secondo di sette figli di un orafo boemo, Ernest, e di Anna Finster(mancata cantante lirica), una famiglia dalle condizioni economiche precarie.

Nel 1876 Klimt entra come allievo alla Scuola d’arti e mestieri del Museo austriaco per l’Arte e l’Industria e frequenta questa scuola fino al 1883.

Nel 1880 gli vengono commissionati i primi lavori: “Le quattro allegorie” del Palazzo Sturany a Vienna e la decorazione del Kurhaus di Karlsbad.  Klimt si ispira al classicismo del pittore e scultore francese di Jean-Léon Gérôme e del pittore austriaco Hans  Makart.

Gustav Klimt  

Nel 1888, insieme al fratello ed un amico, forma una società artistica di decorazioni.

Nel 1892 muore sia il padre che il fratello Ernest.

Nel 1894 gli viene affidato dal Ministero dell’Istruzione il compito di decorare l’aula magna dell’Università di Vienna. Le tre opere “La Filosofia”, “La Medicina”, “ La Giurisprudenza” sono andate distrutte in un incendio durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1900, il bozzetto dell’opera La Filosofia, olio su tela, cm430x300cm ,(che aveva realizzata per l’Università di Vienna ), viene premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione mondiale di Parigi.

Nel 1897, in contrasto con i canoni artistici classici della cultura accademica Klimt dà vita, con altri diciannove artisti, alla “Secessione Viennese”.

L’artista austriaco diviene primo presidente dellaSecessione Viennese”, movimento artistico sviluppatosi alla fine dell’800 tra Germania ed Austria, con una propria sede, il Palazzo della Secessione. Tale movimento  mirava alla creazione di un nuovo stile distaccato da quello accademico ed era caratterizzato da motivi floreali, linee morbide, fluide che vengono adottate non solo in pittura, ma anche in scultura, architettura e molti altri campi artistici, quale per esempio la gioielleria; si tratta in effetti della manifestazione di una vera e propria tendenza estetica che prende il nome di Art Nouveau.

Risale al 1898 il dipinto “Pallade Atena, olio su tela, cm75x75cm, Vienna Historisches Museum. Atena viene usata da Klimt come nume tutelare della Secessione viennese.

 Che cos’è “L’Art Nouveau”?

Il nome Art Nouveau deriva dal nome riportato sull’insegna realizzata dal designer belga Henri Van De Velde per il negozio-laboratorio aperto a Parigi dal mercante tedesco Samuel Bing nel 1895. I pezzi esposti in questo negozio sono i più svariati, mobili e stoffe, quadri, gioielli e pezzi d’arredo, accomunati da un unico stile decorativo basato su linee ondulate, sinuose, ispirate a motivi vegetali.

L’Art Nouveau si ispira alla natura, in particolare al mondo vegetale (foglie e fiori) e si caratterizza per uno stile prettamente decorativo basato sulla linea curva, che assume un andamento ondulato e asimmetrico.

L’Art Nouveau si diffonde ben presto in tutta Europa e si manifesta soprattutto nelle arti applicate e nell’architettura, con significative contaminazioni anche nel campo della pittura e delle arti tradizionali.

Il tema si dissolve in un’arte decorativa ornamentale.

Gli elementi decorativi si ispirano a forme naturali stilizzate e sintetizzate.

In Italia l’Art Nouveau assume inizialmente il nome di stile floreale e successivamente quello di Liberty dal nome del famoso commerciante londinese Arthur Lasenby Liberty.

 Nel 1899 Klimt realizza la Nuda veritas, olio su tela, cm252x56,2cm, Vienna, Österreichisches Theatermuseum. Di quest’opera esistono due versioni. 2

«La verità è fuoco e parlare di verità significa illuminare e bruciare» (Leopold Schefer)

«Non puoi piacere a tutti con la tua azione e la tua arte. Rendi giustizia a pochi. Piacere a molti è male» (Friedrich Schiller)

La figura della donna effigiata nel dipinto impersonifica la verità, mentre il serpente che le cinge le gambe sta a simboleggiare la verità insidiata dalla menzogna e dall’invidia. Per quanto riguarda invece il significato dello specchio rivolto verso l’osservatore, molto probabilmente sta a voler significare un’esortazione a “Conosci te stesso” e fuggire dalla menzogna rappresentata dal serpente posto ai piedi della donna.

 Nel 1901 Klimt realizza un quadro che segna l’inizio del periodo “aureo” o “dorato” del pittore, ( fondi oro e tessere di colore).

Parliamo di Giuditta (I), olio su tela, cm 84x42cm, Vienna, Osterreichische Galerie.

La donna ha il volto di Adele Bloch-Bauer, effigiata da Klimt in un ritratto del 1907 di cui parleremo più avanti.

In questo dipinto appare evidente quanto Klimt sia stato influenzato dalla visione dei mosaici bizantini ammirati durante i suoi viaggi nelle città di Ravenna .

Nel 1903 Klimt dipinge “La Speranza”, olio su tela, cm189x87cm, Ottawa, the National Gallery of Canada.

Di quest’opera esistono due versioni. La modella è la stessa la stessa, Herma, una delle preferite del pittore che più spesso compare nelle sue opere.

In Germania il nuovo stile dell’Art Nouveau assume il nome di Jugendstil dalla rivista d’arte (Die Jugend),  che aveva iniziato le sue pubblicazioni a Monaco a partire dal 1896, mostrando di simpatizzare con l’Art Nouveau e pubblicando i lavori eseguiti in questo stile.

In Austria l’arte ornamentale-decorativa veniva chiamata invece “Sezessionsstil”. Questi artisti producevano un’arte fine a sé stessa, semplicemente in nome della sua bellezza: “l’art pour l’art”.

 Nel 1905 Klimt dipinge “Le tre età della donna, olio su tela, cm180x180cm, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

L’artista rivisita il tema delle tre fasi della vita femminile: l’infanzia, la maternità e l’inevitabile declino della vecchiaia.

 Nel 1905 Gustav Klimt realizza a Palazzo Stoclet (Bruxelles), un’opera costituita da tre pannelli lunghi circa sette metri e impreziosita da uno splendido mosaico di pietre dure, marmi e coralli: Albero della Vita”.

Sul pannello di sinistra è realizzata una composizione chiamata “L’attesa”, raffigurante una figura femminile, (una danzatrice con il corpo ricoperto di gioielli), con il capo volto a destra. Nel pannello di destra si trova invece la rappresentazione di una coppia di giovani stretti in un abbraccio passionale ”La riconciliazione”. L’albero è conoscenza, è vita e Klimt con “Albero della vita” vuole rappresentare una sorta di congiunzione tra attesa e la riconciliazione.

Infine, sui rami dell’albero e’ presente un uccello nero che rappresenta la figura della morte, una minaccia costantemente presente.

 Risale al 1907 il dipinto “Ritratto di Adele Bloch-Bauer”, 1907olio su tela, cm138x138cm, Vienna, Osterreichische Galerie.

Il dipinto  ritrae Adele Bloch-Bauer, moglie del barone Bloch, un importantissimo industriale dello zucchero. Questo ritratto rappresenta una delle tele più celebri del cosiddetto «periodo d’oro».

Nello stile di Klimt c’è l’influenza dei mosaici bizantini di Ravenna, e del padre orafo. Il domino dell’oro contraddistingue il periodo aureo che produsse opere come Giuditta(I), Il bacio, Danae, L’albero della vita.

Il bacio, 1907-1908, olio su tela, cm18x180cm, Vienna, Osterreichische Galerie.

Nel dipinto “Il bacio”, Klimt celebra il tema amoroso raffigurando solo i volti, le mani e i piedi in forma realistica. La resa ornamentale fa delle parti del corpo scintillanti tessere di mosaico all’interno della composizione. Apice del “periodo d’oro” ormai prossimo alla conclusione, “Il bacio” è indubbiamente l’opera più popolare di Klimt: acquistato alla Kunstschau nel 1908 dalla Galleria di Stato, già all’epoca era ritenuto il massimo capolavoro dell’artista.

Il tema della coppia persa nell’inebriante unione amorosa non è certo nuovo per Klimt. Anche gli elementi formali e compositivi di questo dipinto sono già stati ampiamente sperimentati da Klimt in opere precedenti: dallo schema piramidale al fondo d’oro, dalla decorazione astratto-geometrica al trattamento simile al mosaico. La decorazione delle vesti dei due amanti rimanda al ricordo di quelle relative ai personaggi dei mosaici bizantini che Klimt aveva osservato durante i suoi due viaggi a Ravenna.

Danae, 1907-1908, olio su tela, cm77x83cm, Vienna, alla Galerie Würthle.

In questo dipinto Klimt descrive il momento dell’estasi amorosa di Danae.  Oltre al grande raffinamento tecnico Klimt acquisisce ed estrinseca una maggiore consapevolezza dell’erotismo presente nella sua arte.  Il soggetto del dipinto deriva dalla mitologia greca, secondo cui Danae fu rinchiusa dal padre Acrisio, re di Argo in una torre di bronzo per tenere lontani i suoi ammiratori. Infatti, Acrisio aveva paura che si avverasse la profezia che prevedeva la sua morte per mano di un nipote. Zeus non si arrese e penetrò nella torre sotto forma di nuvola riuscendo a fecondare Danae per mezzo di una pioggia dorata.  Da questa unione, fu generato Perseo.

Signora con cappello e boa di piume1909, olio su tela, cm69x55cm, Vienna, Osterreichische Galerie.

Il periodo aureo di Klimt si concluse nel 1909 con il quadro Giuditta (II). Dopo un periodo di crisi esistenziale ed artistica nei suoi quadri prevale il colore acceso e vivace e scompaiono gli ori e le linee sinuose, ondulate. Questa fase subisce l’influenzata dalla pittura espressionista e le influenze di artisti come Van Gogh e Matisse.

Giuditta (II)”, 1909, olio su tela, cm 178x46cm, Venezia, Galleria d’Arte Moderna.

Nel 1910 Gustav Klimt partecipa alla Biennale di Venezia.

Nel 1911 riceve il primo premio dell’Esposizione Internazionale di Arte di Roma con il dipinto olio su tela  Morte e Vita”, cm178x198cm, Leopold Museum di Vienna. L’opera è un’allegoria del ciclo della vita, un memento mori.

Ritratto di signora”, (1916-17), olio su tela, cm60×55 cm, Piacenza, Galleria Ricci-Oddi.

Ritratto di Maria Munk, 1917-18, olio su tela, cm180x90cm, Linz, Neu Galerie, Wolfang – Gurlitt-Museum.

Adamo ed Eva, 1917-18, olio su tela, cm173x60cm, Vienna, Osterreichische Galerie.

Nel 1918, al ritorno da un viaggio in Romania, Klimt viene colpito da un ictus cerebrale che lo paralizza.

Il 6 febbraio 1918, a 56 anni, muore Gustav Klimt, considerato il più importante artista austriaco dell’epoca.

di Mattia Fiore

Print Friendly, PDF & Email