Secondo quanto ripotato dai manifestanti a Belgrado, la polizia serba avrebbe usato un’arma sonica contro di loro. Sebbene i cittadini abbiano iniziato una petizione per un’indagine, il governo serbo ha continuato a negare.
Perché si stava manifestando?
Tutto è iniziato il primo novembre, quando c’è stato il crollo di una tettoia in una stazione ferroviaria a-a Novi Sad, 60 chilometri da Belgrado. Il crollo aveva provocato 15 morti e la conseguente indignazione dei serbi contro il presidente Aleksandar Vučić. Le manifestazioni avevano iniziato ad essere sempre più grandi, partecipate e organizzate – dato particolarmente significativo se si pensa che stavano ormai avvenendo quasi tutti i giorni. Il 15 marzo, alcune fonti del ministero dell’Interno parlavano di circa 107mila manifestanti, arrivati da tutta la Serbia. Tuttavia, com’è facile immaginare, il numero dei presenti potrebbe essere stato sottostiamto dal governo, fino a tre volte tanto.
Il presidente Aleksandar Vučić, nazionalista e conservatore, è a capo del paese da oltre dieci anni. Sebbene la protesta sia iniziata per altri motivi, l’attenzione è presto stata rivolta alla necessità di un cambio di regime. Il presidente, a sua volte, sostiene che le proteste siano «animate da forze occidentali», senza presentare alcuna prova a sostegno di questa tesi.

Un’arma sonica contro chi protesta?
Oltre alle deboli repliche del presidente, pare che la Serbia si sia macchiata di un’ulteriore colpa. Mentre la cittadinanza protestava per le irregolarità negli appalti che favorirebbero la costruzione di infrastrutture precarie e non a norma, è accaduto qualcosa di altrettanto irregolare. I video girati durante la manifestazione (diventati virali online) mostrano la folla ferma e in silenzio. Improvvisamente si separa in due, prima che le persone inizino a correre verso varie direzioni. La causa è un suono sibilante non ancora identificato. Alcuni partecipanti l’hanno paragonato a quello di un aereo che sta per atterrare a poca distanza. Le conseguenze sono nausea e disorientamento. Secondo Aleksandar Radić, esperto militare che vive a Belgrado, potrebbe essersi trattato di un cannone sonoro acquistato dall’esercito serbo nel 2022. Questo tipo di arma non è autorizzato dal governo serbo per il controllo della folla.



















