Totò e la Storia: parla Emilio Gentile

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A Napoli dal 27 febbraio al 1° marzo si è tenuto il Festival delle Lezioni di Storia che ha coinvolto vari ospiti di spicco e diverse prestigiose sedi.

Ideato e progettato da Editori Laterza con la Regione Campania ed organizzato dall’Associazione “A voce alta e dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini con la SCABEC, il Festival ha registrato una forte affluenza di persone che hanno accolto tali Lezioni come una possibilità di confrontarsi con la Storia e le sue molteplici sfumature. Tra le tante personalità di spessore che hanno prestato la loro voce e il loro contributo accademico al Festival, spicca il nome di Emilio Gentile. Storico, accademico, docente e studioso di storia contemporanea, Gentile ha proposto la visione della storia di un attore che ha dato il suo grande contributo alla città di Napoli e non solo: Totò.

informareonline-emilio-gentileLa lezione, tenutasi nel giorno di apertura del Festival nello scenario suggestivo del Teatro Bellini, ha messo in luce la visione del mondo del principe Antonio De Curtis che durante tutta la sua carriera, attraverso la sua arte, ha mosso una critica alla Storia. Il titolo della Lezione “Uomini e caporali, la storia secondo Totò”, è un chiaro riferimento al film del 1955 dove Totò, considerato pazzo, viene rinchiuso in una clinica psichiatrica. Costretto dagli eventi, spiega allo psichiatra quella che è la sua filosofia di vita: “L’umanità io l’ho divisa in due categorie di persone: Uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare per tutta la vita, come bestie… I caporali sono coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano.” Le parole di Totò, spiega il Professor Gentile, sono intrinseche di significato storico e racchiudono molto di quella realtà fatta di guerra e di sentimenti nazionalistici che hanno sicuramente contribuito alla nascita di quella che, per il principe Antonio De Curtis, è una distinzione netta tra i pochi che detengono il potere e i molti che, invece, vivono una vita di stenti, costantemente nell’ombra del tiranno che muove i fili delle loro vite. Durante tutta la Lezione, attraverso la visione di alcuni spezzoni di film, è uscita fuori una profonda e attenta coscienza che Totò aveva nei confronti della Storia, ripresa sempre con vena ironica e dissacrante, mai banale.

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Quella del Professor Gentile è stata una perfetta sintesi del pensiero di un uomo attento a porre una netta distinzione tra l’uomo e il personaggio. Il principe De Curtis odiava Totò, che definiva come la sua “maschera” ma, al tempo stesso, lo ringraziava per la popolarità che gli aveva portato, attraverso la quale egli è riuscito a guardarsi dentro e a scrivere una delle pagine più belle della storia del cinema italiano.

“Dunque, dottore, ha capito? Caporali si nasce, non si diventa”

 

di Antonio Bucciero

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