Toninelli: «Le ferrovie Campane sono inefficienti»

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Intervista a Danilo Toninelli, senatore del Movimento 5 Stelle

Dal 2019, Danilo Toninelli è un membro del Senato della Repubblica Italiana, appartenente al Movimento 5 Stelle. Dopo aver fondato, tra il 2009 e il 2010, il gruppo cremasco del movimento appena nato, nel 2013 Toninelli viene eletto deputato per i 5 stelle nella circoscrizione V di Lombardia 3 e, successivamente, diventa vicepresidente della I Commissione della Camera dei Deputati, quella per gli Affari Costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni. Dal 1 Giugno del 2018, primo giorno del governo Conte 1, Toninelli diventa Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo la vittoria del Movimento 5 Stelle alle elezioni politiche del marzo del 2018. Un incarico che cesserà il 5 settembre del 2019, con l’inizio del governo Conte 2. Poche settimane fa, la nostra redazione ha incontrato il senatore Toninelli a Giugliano, in occasione di un incontro pubblico con i cittadini organizzato dal Movimento 5 stelle, a cui ha preso parte anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Senatore Toninelli, i cittadini dell’area nord di Napoli protestano ormai da anni su tematiche, quali “Terra dei Fuochi”, bonifiche e campi rom. Qual è la sua opinione e cosa si può ancora fare?

«Spero sia stato in malafede chi ha protestato di fronte alla Dottoressa Mariolina Castellone, al Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, alla Deputata Valeria Ciarambino, al Ministro dell’Ambiente Costa, un ex generale della Forestale che ha combattuto le ecomafie, tutte persone che hanno fatto approvare l’inasprimento delle pene per i reati di questo genere. Se sono in buonafede non hanno capito che siamo dalla stessa parte; se, invece, sono in malafede hanno cercato di ostacolare persone perbene che lottano per la salute e la sanità campana. Noi siamo dalla parte giusta, aiutiamo la sanità pubblica e siamo gli unici ad aver combattuto su questo. La Regione deve prendere in mano la situazione. La differenza la si potrebbe fare soprattutto se iniziamo ad imporci e vincere in città importanti».

Il Governo centrale recupera i soldi, stanzia risorse, determina ed approva in Parlamento progetti. A chi vanno i soldi dei progetti? Come li utilizzano?

«Ai presidenti di regione. O male o non li utilizzano. In ambito sanitario, i soldi pubblici sono stati dati alla sanità privata e, con l’arrivo della pandemia, si è avuta la prova del 9: è crollato quanto hanno detto falsamente, per decenni, sul modello sanitario lombardo, che poggiava su basi di argilla perché i soldi venivano dati ai privati. Altri soldi, invece, non vengono investiti, ad esempio, nelle infrastrutture. La Campania è una delle regioni d’Italia che riesce ad impiegare meno soldi in infrastrutture. Se al Governo vi è la stessa forza politica presente al governo di una Regione significa che, quando dal rubinetto centrale arriveranno dei soldi, ci sarà un impegno immediato e non saranno utilizzati a scopo politico o antipolitico».

Qual è, a tal proposito, la sua opinione, da ex Ministro ai Trasporti, sull’infrastruttura campana?

«In Campania c’è una situazione sconcertante a livello di ferrovie regionali, sia dal punto di vista dei binari di proprietà e sia come gestione della concessione dei treni che viaggiano. Sembra che la responsabilità sia sempre di chi è un po’ più in alto al Governo. In realtà i soldi ci sono. Io da Ministro, quando mi recavo in regioni come la Campania, domandavo: “questi binari di chi sono?”. Rispondevano: “sono binari regionali”. Continuavo: “sono binari elettrificati? Sapete cosa bisogna fare?”. Sebbene la concessione resti regionale, ho suggerito di passarli ad RFI che, per legge, deve avere standard di qualità e di sicurezza due/tre volte migliori di quelli regionali. Questo significa che non serve avere un doppio binario per treni più efficienti e puntuali».

di Donato Di Stasio e Giovanni Iodice

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°210
OTTOBRE 2020

 

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