“Terra Del Sole”: un impianto agrivoltaico in costruzione a Giugliano 

Domenico Barbato 19/05/2025
Updated 2025/05/19 at 6:49 PM
4 Minuti per la lettura

Il marchio indelebile che l’infame vicenda “Terra dei Fuochi” ha lasciato sul nostro territorio rappresenta una ferita ancora aperta per l’intera popolazione campana, avendone di gran lunga minato le potenzialità, poiché considerato tossico e pericoloso. Nonostante ciò, non sono poche le società e le imprese che, soprattutto negli ultimi anni, hanno deciso di ridare fiducia alla nostra terra investendo su progetti volti a farla rinascere, stimolati anche dalle opportunità che offre naturalmente.

È proprio questo il caso del progetto “Terra del Sole” proposto dall’omonima società “NP Terra del Sole S.r.l” creata dal gruppo “NextEnergy Capital” – in via di sviluppo nel territorio di Giugliano in Campania: un agrivoltaico fra i più innovativi in Italia che permetterà la coltivazione del terreno contestualmente alla produzione di energia rinnovabile. Ben 140 ettari di superficie, nella città non capoluogo più popolata d’Italia, scelti per fare da teatro ad un progetto che permetterebbe il rilancio di un intero settore, quello dell’agricoltura, a Giugliano storicamente relegato ad una coltivazione meramente stagionale e non annuale.  

La tecnologia agrivoltaica: la nuova sfida del secondo millennio 

La tecnologia e la progettazione legata agli impianti agrivoltaici consentono di produrre energia solare e nello stesso spazio portare avanti il lavoro di coltivazione del terreno mediante l’ottimizzazione dell’utilizzo di suolo, favorendo un modello agricolo ed energetico sostenibile. A differenza degli impianti fotovoltaici, infatti, l’agrivoltaico prevede l’utilizzo di pannelli installati su strutture sopraelevate rispetto alla superficie – nel caso dell’impianto di Giugliano, a circa 3 metri d’altezza – così da permettere, al di sotto, l’utilizzo di strumenti e macchinari funzionali alla coltivazione di piante ed ortaggi, oltre al passaggio di luce, pioggia ed aria, lasciando spazio per l’attività agricola o zootecnica. Questa tecnologia, su cui si basa il progetto “Terra del Sole”, rappresenta una risposta concreta alla crisi climatica, coniugando sostenibilità ambientale, innovazione e produzione di energia pulita, senza sacrificare la coltivabilità del terreno. 

Il progetto “Terra del Sole”: energia rinnovabile e agricoltura sostenibile 

L’Agrivoltaico coinvolgerà in fase di costruzione il lavoro e la collaborazione di imprese e manodopera locali, oltre ad avere già utilizzato il supporto di istituti scolastici ed università campane nella sua fase di progettazione. Stando alle stime attuali, avrà la capacità di produrre oltre 155 GWh di energia pulita e sostenibile all’anno, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 55mila famiglie e ad evitare l’emissione di oltre 83.000 tonnellate di CO2. Inoltre, l’impianto sarà destinato per il 70% della sua superficie ad attività agricole, implementando anche nuove tipologie di colture non caratteristiche del territorio ma funzionali all’ampliamento della sua redditività agricola di oltre il 30%. 

L’intesa: base di rinascita per il nostro territorio 

Oltre all’utilità pratica che il progetto avrebbe, una delle sue caratteristiche principali è sicuramente il fatto di essere il frutto di una collaborazione tra diverse realtà, caratterizzate dal perseguimento di interessi spesso contrastanti fra di loro: esso è stato, infatti, dopo aver apportato diverse modifiche, sostenuto sia da Coldiretti che da Legambiente, e approvato dalla Regione Campania. Un caso unico nel suo genere, esempio di come il lavoro sinergico di enti, istituzioni e imprese possa apportare cambiamenti positivi al territorio tramite una logica del compromesso che sia in grado di arricchire e favorire le parti in causa e centri di interesse divergenti. Una storia, quella del progetto “Terra del Sole”, che ci permette di comprendere come dal dialogo e dalla collaborazione possano nascere progetti e realtà capaci di rilanciare interi settori dell’economia nazionale. 

LEGGI ANCHE: Report di Legambiente sull’energia rinnovabile in Campania: i dati

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *